Grillo, riforme costituzionali: si torni al volo

Dimissioni delle opposizioni, scioglimento delle camere e ritorno al voto: questa la ricetta di Beppe Grillo per far andare avanti l’Italia.

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Dimissioni delle opposizioni, scioglimento delle camere e ritorno al voto: questa la ricetta di Beppe Grillo per far andare avanti l’Italia. Secondo il leader del Movimento Cinque Stelle, per cui attaccare Sergio Mattarella andrebbe evitato, perché politicamente debole, ma cercherebbe di “creare le precondizioni per uno scioglimento delle Camere attraverso una richiesta congiunta di tutte le opposizioni, eventualmente supportata dalle dimissioni dei parlamentari di minoranza”, proposta subito accolta da Di Battista, che ha subito commentato dicendo “siamo pronti alle dimissioni per far cadere il parlamento e andare alla urne, ma siamo certi che le altre opposizioni non lo faranno”.

Non è una novità la proposta del movimento, perché Grillo aveva proposto ai suoi di lasciare il Parlamento già dopo la sentenza della Corte Costituzionale sul Porcellum, e anche a luglio del 2014, ma entrambe gli appelli non sono stati in grado di portare a termine il crollo del governo.

Proprio sabato è stata esaurita la discussione sugli emendamenti alla riforma costituzionale a Montecitorio, tra i pochi presenti che non si sono uniti agli assenti per protesta. E per Grillo siamo al limite del colpo di stato bianco, fatto a suon “di colpi di mano della maggioranza”, e l’unica via d’uscita è sciogliere il Parlamento, con nuove votazioni. Perché l’attuale parlamento è illegittimo, e dovrebbe esser sciolto quanto prima in quanto creato da una legge elettorale dichiarata incostituzionale.

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