Ignazio Marino attacca Matteo Renzi: ‘Chi non ripete a pappagallo i suoi slogan viene allontanato’

0

Ignazio Marino, riferendosi al Premier Matteo Renzi che ‘insiste negli insulti e nelle provocazioni’, ha fatto presente che il Presidente del Consiglio ‘Non si rende conto, o forse non gli interessa, che insultando me insulta le centinaia di migliaia di cittadini che mi hanno scelto come sindaco prima alle primarie, poi al primo turno ed infine al ballottaggio‘.

Questo è quanto, tra l’altro, ha scritto ieri in un post su Facebook l’ex Sindaco di Roma Ignazio Marino che sulla sua cacciata dal Campidoglio ha espresso parole chiare su quelle che sarebbero le vere e reali intenzioni del Premier.

Renzi voleva Roma sotto il suo diretto controllo e se l’è presa, utilizzando il suo doppio ruolo: come segretario del partito ha voluto che i 19 consiglieri del PD si dimettessero‘, scrive Ignazio Marino, e ‘come Presidente del Consiglio ha sostituito il sindaco, legittimamente eletto, con un prefetto, certamente persona degnissima, che farà capo come dice la legge allo stesso Presidente del Consiglio’.

La risultante di tutto ciò secondo l’ex Sindaco della Capitale, che nella serata di ieri su La7 è stato ospite a ‘Di Martedì’, è che ‘Assistiamo a una pericolosa bulimia da potere, che elimina gli anticorpi democratici. Il messaggio è chiaro: chi non si allinea, chi non ripete a pappagallo i suoi slogan viene allontanato o addirittura bandito‘. Intanto nel PD tre esponenti della cosiddetta ‘minoranza bersaniana’ hanno annunciato l’uscita dal Partito Democratico. Trattasi, nello specifico, di Carlo Galli, Alfredo D’Attorre e Vincenzo Folino in accordo con quanto riportato dal sito Repubblica.it.

Ignazio Marino rischia una seconda imputazione nell’inchiesta sulle note spese con la carta di credito. Oltre che di peculato, l’ex sindaco potrebbe dover rispondere di false attestazioni ai pubblici ministeri, se si scoprisse che le firme che ha sconfessato sono invece sue. Gli inquirenti disporranno una perizia calligrafica e in settimana sfileranno in procura i collaboratori dell’ ex sindaco, che dovranno essere ascoltati come persone informate sui fatti. Dovranno chiarire i dettagli inerenti ai 7 scontrini non veritieri, usati da Ignazio per rendicontare cene di lavoro consumate con i parenti.

Rispondi o Commenta