Libia: chiusa l’ambasciata italiana a Tripoli

Si accentua la crisi libica, con l’ambasciata italiana a Tripoli che ha sospeso le attività. Il quadro della sicurezza si è pesantemente deteriorato negli ultimi mesi.

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Si accentua la crisi libica, con l’ambasciata italiana a Tripoli che ha sospeso le attività. Il quadro della sicurezza si è pesantemente deteriorato negli ultimi mesi, in particolare nella zona della Cirenaica, dove i jihadisti dello Stato Islamico hanno istituito il “Califfato di Derna”, e puntano vero l’ovest del paese. Sirte, a 400 km dalla capitale, Tripoli, è già caduta, e sono a rischio anche Bengasi e l’area della capitale.

Intanto, La Farnesina ricorda che a Tripoli e Bengasi vi è stato “un sensibile innalzamento della tensione anche all’interno dei centri urbani”, che può coinvolgere anche cittadini stranieri, con fattori di diversa matrice che hanno minato la situazione. Dalla caduta del leader Gheddafi, infatti, la nazione è caduta in preda a milizie armati e fazioni che si affrontano continuamente, rendendo ingestibile la situazione. Situazione caotica, dunque, che porta ad attacchi terroristici come quello dell’Hotel Corinthia, a Tripoli.

La situazione è peggiorata, e il ministro Gentiloni, in una nota, scrive: “Il peggioramento della situazione richiede ora un impegno straordinario e una maggiore assunzione di responsabilità, secondo linee che il governo discuterà in Parlamento a partire dal prossimo giovedì 19 febbraio. L’Italia promuove questo impegno politico straordinario ed è pronta a fare la sua parte in Libia nel quadro delle decisioni delle Nazioni Unite”.

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