Libia: primi italiani rimpatriati, Italia pronta a difendere

Gentiloni e Pinotti: ministro degli Esteri e della Difesa confermano che l’Italia è pronta a combattere l’avanzata dell’ISIS con 5000 uomini. Per la Difesa, in realtà, è solo un’ipotesi, e non sono state prese decisioni in merito, ma al momento sono stati rimpatriati i primi 60 italiani residenti su un mercantile maltese. Ma la Farnesina comunica che in Libia “si sta svolgendo una delle preannunciate operazioni di ‘alleggerimento’ dei connazionali presenti, non è in corso un’evacuazione”. E a largo di Lampedusa, ben 12 navi della speranza, cariche di migranti dalla Libia.

Col Califfato a 350 chilometri dall’Italia, Roma è pronta a contrastarne i miliziani prima che conquistino l’intero Paese. In realtà non son stati fatti numeri nell’intervista rilasciata dalla Pinotti a Il Messaggero, ma è stato esplicitamente detto che “se in Afghanistan abbiamo mandato fino a 5mila uomini, in un paese come la Libia che ci riguarda molto più da vicino e in cui il rischio di deterioramento è molto più preoccupante per l’Italia, la nostra missione può essere significativa e impegnativa, anche numericamente”.

Ma il ministro prosegue dicendo che si tratta di una ipotesi, e che ogni decisione sarà presa in parlamento, ma viene fatta anche una ipotesi dello scenario: tre forze armate e i carabinieri operano come un tutt’uno; mezzi, composizione e regole d’ingaggio saranno decisi con gli alleati dell’ONU. Missione realizzata emulando quella di Prodi in Libano nel 2006, con l’aiuto però di una coalizione composta da Gran Bretagna, Spagna, Malta ed altri che aderiranno.

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