Riforme, D’Attorre: Renzi cambi strada

D’Attorre ha descritto le liti in Parlamento come parte d’una brutta pagina nella storia della Repubblica, causata dal “ruolo debordante svolto dal governo” nel gestire il percorso che dovrà portare alle riforme. E parla di “Un’anomalia che si è manifestata nella pretesa dell’esecutivo di controllare il voto su ogni singolo emendamento, comprimendo gli spazi del confronto parlamentare”.

Lapidario su come si è arrivati a questo punto, causato dalle spinte del Movimento Cinque stelle. Il tutto è stato causato dalla “decisione di blindare le riforme con il Patto del Nazareno”, che ha portato a scegliere di accordarsi in modo extraparlamentare, quando in realtà sede naturale del percorso è il Parlamento. E concordare le riforme con FI, in realtà, ha portato la maggioranza ad esser priva d’ogni interlocutore in quanto si è arrivati ad una situazione di stallo quando “Berlusconi, con una capriola per altro non nuova, ha deciso di ribaltare la sua posizione”, ha proseguito D’Attorre. Stallo dovuto alla mancanza di un’alternativa, che peraltro era stata richiesta più volte dalla minoranza del PD.

Ma D’Attorre si augura che questa situazione non sia irreversibile, e che andare avanti come se nulla fosse sarebbe un grave errore, in quanto il Milleproroghe e le riforme costituzionali sono due cose diverse: il PD, per il bersaniano, deve tentare di riprendere il confronto con le opposizioni, mentre Renzi deve cambiare strada, “passando dal metodo del Nazareno al metodo parlamentare. Anche perché, se non c’è più l’asse con Forza Italia, che senso ha proseguire su quella via?”.

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