Berlusconi sarà a Bologna con Matteo Salvini: Città chiusa per manifestazione Lega...

Berlusconi sarà a Bologna con Matteo Salvini: Città chiusa per manifestazione Lega Nord

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L’8 novembre del 2015, a Bologna arrivano Matteo Salvini e Silvio Berlusconi, e per l’occasione la città si appresta ad essere letteralmente blindata. Questo perché gli attivisti del Carroccio hanno fatto sapere che domenica arriveranno a Bologna in 100 mila, e perché in molte zone della città ci sono manifesti contro la Lega da parte degli antagonisti pronti con il preparare una contro-manifestazione.

A Bologna quindi, dopo aver sciolto ogni riserva, ci sarà l’ex Premier Silvio Berlusconi che interverrà sul palco e lo stesso farà Matteo Salvini con l’intervento di chiusura. E’ atteso pure il discorso di Giorgia Meloni che sarà presente a Bologna insieme a tanti altri esponenti del centrodestra.

Gli antagonisti, in risposta alla manifestazione della Lega, hanno già organizzato almeno tre cortei anche se al momento non si sa da dove partiranno. Quel che è certo è che le misure di sicurezza saranno imponenti a partire dalla separazione della piazza dalle contestazioni andando a delimitare gli spazi attraverso la cosiddetta linea rossa.

Gli organizzatori parlano di 600-700 pullman di leghisti che arriveranno a Bologna con i mezzi che sosteranno in aree che, per motivi di sicurezza, saranno fissate e rese note solo all’ultimo minuto. E nel frattempo via treno arriveranno gli attivisti antagonisti in presenza di polizia, carabinieri e digos che praticamente faranno da scorta. ‘Mi dispiace che poliziotti e carabinieri debbano passare la domenica ad occuparsi di una manifestazione pacifica‘, ha intanto dichiarato il leader della Lega Nord Matteo Salvini ospite su Rai2 a ‘Virus – il contagio delle idee‘.

Berlusconi «Non potevamo restare indifferenti dinanzi alle pressioni dei nostri elettori che in questi giorni hanno insistentemente chiesto una forte dimostrazione di unità del centro-destra», ha detto il Cavaliere. Una unità che si è concretizzata ieri nella riunione dei capigruppo di Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d’Italia, per il coordinamento della nostra azione parlamentare a partire dalla legge di stabilità, a conferma che i movimenti del centro-destra hanno l’assoluta consapevolezza di poter vincere soltanto se uniti».

Salvini:«Sul palco a Bologna parlerà tanta gente per bene e normale, gente dell’Italia che vuole un futuro. Per quanto riguarda i leader politici – ha aggiunto Salvini – interverranno Silvio Berlusconi, Giorgia Meloni e io stesso». Ma quello che «interessa a me – ha continuato – sarà chi ci ascolterà, chi ascolterà il nostro progetto di vita e non chi parlerà dal palco». In una intervista a Repubblica Salvini aveva sostenuto che se Berlusconi non dovesse venire a Bologna «avrebbe torto, chi non si presenta ha sempre torto». Ma poi aveva assicurato:«Anche se c’è chi rema contro nel suo partito. Sarà un bel segnale di ripartenza vederlo con noi».

Il “patto del tortello” corre lungo il filo del telefono. In mattinata Matteo Salvini chiama Silvio Berlusconi per convincere il presidente di Forza Italia a essere presente sul palco di Bologna, insieme a lui e a Giorgia Meloni. Non che gli costi tanta fatica. Il Cavaliere si lascia persuadere facilmente. Perché tanto aveva già deciso di esserci, in autonomia. Ma non lo poteva dire, mercoledì a pranzo davanti allo stato maggiore di Forza Italia, per non creare una nuova baraonda nel partito. Che succede lo stesso, figurarsi: metà dei dirigenti azzurri sono ostili a questa «deriva leghista». Tra essi, Paolo Romani, Altero Matteoli, Antonio Taja-ni. Vorrebbero un Berlusconi che tenga le redini della coalizione. Non un Silvio che sale sulla carrozza di Salvini. All’ultimo minuto, oltretutto.

Il Berlusconi in “verde” piace invece a Giovanni Toti: «L’alleanza con la Lega non è in discussione», spiega il governatore della Liguria, «ci sono tutte le condizioni perché Silvio partecipi alla manifestazione di un partito amico e alleato». Anche Daniela Santanchè applaude: «Il popolo del centrodestra è accomunato da un unico denominatore: la volontà di costruire un’alternativa al governo delle chiacchiere e delle bugie targato Matteo Renzi». Sorride ovviamente anche Salvini: «Ringrazio Berlusconi per l’intelligenza e per la generosità, adesso tocca a noi presentare agli italiani silenziosi un futuro diverso per i nostri figli rispetto alla schifezza che ci sta preparando Renzi».

Silvio? L’ex premier non si considera al rimorchio del Carroccio: «Non potevamo restare indifferenti dinanzi alle pressioni dei nostri elettori», dichiara Berlusconi in una nota, «che in questi giorni hanno insistentemente chiesto una forte dimostrazione di unità del centrodestra». Un passo propedeutico alla piazza bolognese è stata «la riunione dei capigruppo di Forza Italia, LegaNord, Fratelli d’Italia, per il coordinamento della nostra azione parlamentare a partire dalla legge di stabilità». Solo uniti si vince, ribadisce il Cavaliere, per cui «sono ben lieto di accettare l’invito di Salvini».

Ai suoi, Silvio l’ha spiegata in maniera più prosaica: organizza e paga la Lega, io vado lì domenica mattina e mi prendo tutta la scena. Gratis. E quando mi ricapita? In più, nel veicolare la scelta berlusconiana ha inciso anche un altro fatto. L’avvocato Niccolò Ghedini aveva messo in guardia il suo assistito circa la possibilità che questa settimana potesse arrivare dalla procura di Milano la richiesta di rinvio a giudizio per il Ruby ter. Cosa che non è successa (fino a ieri) e dunque l’ex premier ha confermato l’uscita pubblica senza particolari patemi.

Intanto, mentre Forza Italia è attardata alla ricerca di una propria identità, la destra si organizza. Ieri mattina Meloni e Salvini si sono incontrati nei pressi della Camera. I due hanno deciso di avviare un coordinamento tra i rispettivi partiti, soprattuto in tema di iniziative comuni. La prima, ovvio, è Bologna, altre ne seguiranno. Il leader del Carroccio avrebbe anche dato la sua disponibilità a sostenere un’eventuale candidatura della Meloni a sindaco di Roma (pur senza dire no a Marchini).

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