Audi gialla semina il terrore in tutto il Nordest, a bordo tre banditi che ‘non hanno paura di nulla’

C’è un’Audi gialla che sta seminando il panico in tutto il Nordest. A bordo ci sono tre banditi, con ogni probabilità di nazionalità dell’Est Europa, che a detta di molti ‘non hanno paura di nulla‘ visto che rubano nelle case e poi, sfidando le forze dell’ordine, sfrecciano contromano a 270 chilometri orari su strade ed autostrade.

Si presume che i tre banditi, nelle ultime ore fotografati in volto da una telecamera, abbiano il loro covo nel Bassanese, ma per ora sono sempre riusciti a sfuggire alle forze dell’ordine nonostante sia oramai in corso una massiccia caccia all’uomo. L’auto sulla quale viaggiano, a meno che non abbiano deciso di abbandonarla da qualche parte, è una Audi Rs4 gialla che, con targa svizzera, risulta essere rubata dall’aeroporto di Milano Malpensa nel mese di dicembre del 2015.

L’auto è stata intercettata prima nella Marca Trevigiana, facendo scattare posti di blocco e perlustrazioni in elicottero senza alcun esito, e poi nella Postumia romana quando l’Audi, con un sorpasso al fulmicotone, ha superato un agente di polizia fuori servizio poco dopo le ore 23.

In accordo con quanto riportato da IlGazzettino.it, l’Audi nei giorni scorsi era stata già intercettata dai Carabinieri nel Padovano, per la precisione ad Abano Terme con tanto di sparatoria e di inseguimento. L’auto gialla si è però poi dileguata nei pressi del Comune di Battaglia Terme essendo il mezzo troppo veloce rispetto alla vettura dell’Arma. Ed il fatto che i tre malviventi si siano fatti riprendere dalle telecamere lascia pensare che la banda stia sfidando proprio le forze dell’ordine.

La sfrontatezza sta (anche) nel colore, quasi una provocazione. Il giallo, facilmente riconoscibile, fuori moda, che attira l’attenzione e che lo ricordi sicuramente anche se ti sfreccia davanti per pochi secondi e chissà se quando – lo scorso 26 dicembre a Milano Malpensa – i tre banditi hanno rubato proprio questa auto tra tante l’hanno scelta perché amano il rischio e la sfida. L’adrenalina. Già, la stessa adrenalina che danno l’alta velocità e un motore Lamborghini da 300 cavalli, che appena schiacci sull’acceleratore prendiilvolo:guarda caso proprio quello montato su quella macchinona gialla sparita dopo Natale, l’Audi Rs4 che sta terrorizzando il Veneto a folle velocità con rapine, spari, fughe contromano e la capacità di svanire nel nulla. Il risultato, ovviamente, è che si è creata una vera e propria psicosi (è stata creata una pagina Facebook e c’è chi ha trovato un annuncio su internet di quando l’auto era in vendita nel 2013) e una clamorosa caccia all’uomo.

Anzi, ai tre uomini (probabilmente provenienti dall’Est) che compongono il gruppo, già ribattezzati come i tre della «banda dell’Audi gialla», definizione sicuramente ispirata alla storia criminale italiana e alla «banda della Uno bianca» – ricordate, vero? – che devastò e mandò in paranoia l’Emilia Romagna tra gli anni Ottanta e Novanta.Una storia nata quasi per caso, questa dell’Audi, dopo un incidente sul Passante di Mestre che nove giorni fa è costato la vita a Alexadrova Belova, russa di 58 anni, finita addosso a un furgone. Un tragico e banale tamponamento, a prima vista. Invece no. Perché la polizia ha scoperto che a causare lo schianto è stata una folle manovra di un’auto di grossa cilindrata: l’Audi gialla Rs4 con targa svizzera del Canton Ticino, appunto, guidata dai tre banditi.

I quali, trovatisi incolonnati per un precedente incidente che aveva visto coinvolta un’autocisterna, hanno effettuato un’inversione a «U» percorrendo contromano per cinque chilometri il Passante di Mestre alla velocità di 150 km orari. Sì, proprio nell’istante in cui, dall’altra parte, viaggiavano il furgone e la vettura della signora Belova. Che si sono tragicamente schiantati.
L’Audi gialla in poche ore è diventata l’incubo di tutti. Anche perché  è stato spiegato dalle forze dell’ordine  quei tre banditi avrebbero effettuato alcune rapine in più località del Nord-est. E così sono partite segnalazioni, avvistamenti e inseguimenti con polizia e carabinieri: prima nel padovano, poi nella zona di Trieste (dove è stato ingaggiato uno scontro a fuoco), poi ancora nel veneziano, nel trevigiano e nuovamente nel padovano.

Tutte le volte, però, l’Audi gialla  puff  ha accelerato (fino a 270 km all’ora) ed è sparita. E così, per ora, non restano altro che le testimonianze, i racconti e i video delle telecamere di sorveglianza che hanno ripreso ilboli- deeitrecrimina- li intenti a fare rifornimento in un distributore. Ecco perché i tecnici e gli esperti di monitoraggio di Cav (Concessioni Autostradali Venete), che gestisce il Passante di Mestre, stanno collaborato strettamente con gli uomini della Stradale per cercare qualche dettaglio decisivo alla cattura. Nel frattempo le questure del Veneto, attraverso Facebook, hanno rivolto un appello chiedendo «la massima collaborazione ai cittadini» al fine di segnalare «la presenza dell’autovettura». In caso di avvistamento, la Polizia invita a chiamare i numeri di emergenza 113 o 112. «Si raccomanda la massima attenzione al fine di evitare qualunque tipo di azione che possa mettere a repentaglio l’incolumità dei cittadini – conclude l’appello – considerato che l’auto viaggia ad altissima velocità e che gli occupanti sono armati».

“Attualmente potremmo accusarli di violenza e resistenza a pubblico ufficiale – ha detto il comandante provinciale dei carabinieri di Padova,Stefano Iasson – ricettazione, furto e tentato furto. Di fronte a reati di questo tipo noi come istituzioni dobbiamo riuscire a bilanciare l’azione. Dobbiamo operare senza mettere a rischio la vita degli altri”. Non solo. Perché secondo quando denunciato dal presidente dell’Associazione amici polizia stradale (Asaps), Giordano Biserni, “anche se li prendessero i tipi risponderebbero appena di ricettazione della macchina e qualche eccesso di velocità, null’altro. Vai infatti a dimostrare che quando la vettura, due notti fa, ha fatto il contromano per 5 chilometri sul Passante di Mestre e una donna è morta in uno schianto, alla guida c’era qualcuno di loro. Potranno subito dire: ma la vettura era usata da altri magari dello stesso gruppo, dello stesso campo”.

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