Berlino, autista polacco colpito alla testa ore prima della strage: era incosciente

Si torna a parlare dell’attentato di Berlino avvenuto la scorsa settimana, ed esattamente lo scorso 19 dicembre, quando improvvisamente un tir è finito su un mercatino di Natale, uccidendo 9 persone tra cui l’italiana Fabrizia. Stando a quanto è emerso dall’autopsia effettuata sul corpo dell‘autista polacco del Tir con cui è stato compiuto l’attentato a Berlino, sembra che lo stesso si trovasse in uno stato di incoscienza al momento dell’attacco, perchè nelle ore precedenti era stato colpito alla testa. Secondo quanto emerso dall’esame autoptico, Amri gli avrebbe sparato, colpendolo alla testa, e lo avrebbe pugnalato tra le 16.30 e le 17.30 il giorno dell’attentato.

Ebbene si, Anis Amri pare abbia sparato alla testa dell’autista polacco del Tir tra le ore 16.30/17.30, è questo quanto emerso dall’autopsia effettuato sul corpo dell’autista del tir, e nel contempo i medici hanno totalmente escluso che Lukasz Urban sia stato in grado di agire con consapevolezza e dunque di aggrapparsi al volante durate l’attentato. Dall’autopsia è anche emerso che Urban, ovvero l’autista abbia perso molto sangue ed è anche possibile che sia rimasto in vita ancora per diverso tempo, addirittura non è escluso che potesse essere vivo al momento dell’attentato, ma è escluso che sia stato in grado di agire con consapevolezza.

Lukasz non ha potuto quindi cercare di evitare che il tir imboccasse il viale tra le casette di legno del mercatino e non ne ha deviato il percorso.Intanto gli investigatori tedeschi e gli inquirenti milanesi stanno cercando in tutti i modi di poter ricostruire i momenti successi all’attentato e dunque quelli relativi alla fuga del tunisino Anis Amri, autore della strage a Berlino, il quale è stato ucciso nel corso di un conflitto a fuoco nel milanese. Il tunisino pare che subito dopo l’attentato si sia recato in Francia e nello specifico sembra essere stato avvistato alla stazione di Lione Part-Dieu, esattamente tre giorni dopo l’attentato, dove acquistò il biglietto per Milano con corrispondenza a Chambery. Gli inquirenti, stanno anche passando al setaccio gli altri oggetti trovati addosso all’uomo, e dunque i biglietti treno trovati nelle sue tasche, così come la scheda sim e poi ancora il cellulare trovato all’interno del camion dal quale è facile risalire ai contatti di Amr ed alle utenze chiamate negli ultimi giorni.

Al vaglio anche i filmati delle telecamere delle stazioni di Milano, Torino e Sesto per verificare i movimenti del tunisino. Intanto, dopo l’uccisione del terrorista nel milanese e nello specifico a Sesto San Giovanni, cresce l’allerta in Italia, e proprio a tal riguardo, Maurizio Vallone, a capo del servizio controllo del territorio del Dipartimento della Pubblica sicurezza ha dichiarato: “E’ la prima volta che un terrorista viene ucciso in Italia e sicuramente una divisa è diventata bersaglio privilegiato. Non dimentichiamo che anche in Francia sono stati uccisi due poliziotti. Noi siamo la vetrina dello Stato”.

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