Addio Nicole: i colleghi regalarono alla madre le ferie per curarla: bimba muore a 6 anni la Vigilia di Natale

Sta commuovendo davvero moltissime persone la storia che vede come protagonista una famiglia di Marostica, comune italiano della provincia di Vicenza in Veneto, colpita da una tragedia davvero molto grande ovvero la perdita di una bambina di soli sei anni. La piccola si chiamava Nicole ed era affetta da tetraparesi spastica, termine questo con il quale viene indicata una forma di paralisi cerebrale che colpisce entrambi gli arti superiori e inferiori e dallo scorso mese di settembre le sue condizioni di salute si erano aggravate al punto tale che si era rivelato necessario il ricovero presso il reparto di terapia intensiva dell’Ospedale di Padova. Successivamente la piccola aveva potuto fare ritorno a casa insieme alla sua mamma e al suo papà nonostante le sue condizioni di salute fossero ancora critiche ed infatti aveva bisogno di assistenza continua. Purtroppo però gli sforzi fatti dalla piccola e dalla sua famiglia non sono serviti a farla sopravvivere alla sua malattia e così, proprio nel giorno della vigilia di Natale la piccola Nicole di appena sei anni si è spenta tra le braccia di mamma e papà che da sempre si prendevano cura di lei.

Quello che fa molto commuovere è anche il gesto di estrema generosità fatto dai colleghi della mamma della bambina scomparsa, dipendente presso la Brenta Pcm, azienda di Molvena che produce stampi per il settore automobilistico. I colleghi infatti, anche coloro i quali la donna ha raccontato di conoscere di vista e con i quali dunque non vi è un rapporto di approfondita conoscenza, hanno deciso nei mesi scorsi di fare un gesto davvero eccezionale nei confronti della famiglia della piccola Nicole ovvero concedere alla sua mamma di trascorrere quanto più tempo insieme a lei decidendo dunque di rinunciare alle proprie ferie e regalarle alla donna arrivando ad un totale di ben dieci mesi di ferie, mesi questi nel corso dei quali la donna avrebbe potuto stringere attimo dopo attimo le mani della sua piccola e che le hanno permesso di essere presente quando il suo cuoricino ha smesso di battere. “Hanno saputo fare un gesto di puro altruismo, arrivando a rinunciare, per me, a un po’ del tempo che invece avrebbero potuto trascorrere con le loro famiglie”, sono state nello specifico le parole espresse dalla donna nel corso di una recente intervista.

La vigilia di Natale però la donna ha dato alla sua bambina l’abbraccio “di arrivederci” e su Facebook proprio Michela Lorenzin le ha scritto poche ma dolcissime parole ovvero “Nicole è volata in cielo la vigilia di Natale, poco prima delle 19. Sapevamo che la sua malattia era molto grave e che prima o poi ciò che temevamo di più al mondo sarebbe accaduto, ma non pensavamo così presto. Speravamo di poterla abbracciare molto più a lungo. Mi ha insegnato che la felicità resiste anche con il dolore. Ti amerò per sempre, un giorno ci incontreremo”. 

Nicole, la piccola dolce Nicole non ce l’ha fatta. Se ne è andata la vigilia di Natale ma nel dramma, nella tragedia, nell’ingiustizia di vedere morire una bambina di 6 anni affetta da tetraparesi spastica c’è almeno la serenità di sapere che quando ha respirato per l’ultima volta era tra le braccia di mamma e papà. Che ha vissuto gli ultimi giorni con loro. Che la generosità e la sensibilità dei colleghi di lavoro di Michela Lorenzin, la mamma di Nicole («Ti amerò per sempre – ha scritto su Facebook – un giorno ci incontreremo»), sono serviti a qualcosa di importante.

Già, perché della triste storia di Nicole si è molto parlato nei giorni scorsi quando la mamma – 34 anni, assunta dalla Brenta Pcm, un’industria di Molvena che produce stampi per il settore automobilistico – e il papà Igor si sono trovati in grave difficoltà: la piccola aveva bisogno di assistenza continua (durante la notte, quando le funzioni muscolari si abbassavano troppo, le apparecchiature alle quali era collegata facevano scattare un allarme e rischiava di soffocare: i genitori dovevano intervenire, aiutarla a respirare, all’occorrenza anche con un aspiratore che introducevano dalla gola per liberare le vie aeree), ma le ferie e i congedi lavorativi stavano per esaurirsi.

È così è successo qualcosa che nessuno si aspettava, un piccolo miracolo: gli operai dell’azienda hanno deciso di regalare alla collega le loro ferie, così da permetterle di restare accanto alla figlia. Dieci mesi in tutto. «Molti dipendenti li conosco soltanto di vista – aveva spiegato Michela – eppure hanno saputo fare un gesto di puro altruismo, arrivando a rinunciare, per me, a un po’ del tempo che invece avrebbero potuto trascorrere con le loro famiglie».

Un gesto emozionante, un regalo che ha permesso a Nicole di chiudere gli occhi coccolata dai genitori. La notte tra giovedì e venerdì scorsi la bimba ha avuto una delle sue crisi. Su Facebook, Michela ha descritto passo dopo passo ciò che stava capitando. «Gli allarmi non hanno mai smesso di suonare dalle 2 alle 6 di questa mattina». Poi l’arrivo dei medici da Padova: «Il mio pediatra e l’infermiera domiciliare sono sempre molto e ottimisti. Spero tanto di riuscire a passare le feste a casa…». La speranza, però, si è spenta sabato sera. Nicole ha smesso di respirare e se ne è andata.
Il funerale si è svolto ieri nella chiesa parrocchiale di Sant’Antonio Abate, a Marostica. C’erano i compagni d’asilo della piccola e i colleghi della mamma. Che ha detto: «Nicole mi ha insegnato che la felicità resiste anche con il dolore».

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