Lecce, nato il movimento ‘Ma basta’: associazione di studenti contro il fenomeno del bullismo

Quello relativo al bullismo è un fenomeno piuttosto presente in società e soprattutto dibattuto in quanto ogni giorno sempre più è possibile sentire al telegiornale o leggere sul web storie che vedono come protagonisti giovani vittime di insulti e non solo spesso da parte degli stessi coetanei. Il più delle volte questi giovani vittime di bullismo non hanno però il coraggio di raccontare ai propri cari ovvero amici, genitori e familiari in genere, delle terribili violenze fisiche e psicologiche, che sono costretti a subire tenendosi tutto dentro e il più delle volte sfogando la rabbia e la paura proprio contro se stessi arrivando a compiere dei folli gesti proprio contro se stessi.

Questo è infatti quello che è accaduto poco tempo fa ad una ragazzina di 12 anni di Pordenone, comune italiano capoluogo dell’omonima provincia nel Friuli-Venezia Giulia,la quale a causa dei continui abusi subiti proprio a scuola da parte dei compagni e non essendo riuscita a raccontare ai suoi cari la tragedia che era costretta a vivere ha pensato bene di mettere fine alla sua vita gettandosi dal balcone ma per fortuna è riuscita a sopravvivere e proprio ai soccorritori la ragazzina avrebbe poi raccontato “Oggi dovevo tornare a scuola dopo la malattia, ma io non ce la facevo a rientrare in quella classe. Avevo paura di urlare al mondo i miei timori e così ho deciso di farla finita“.

Questo è solamente uno dei tantissimi casi di giovani vittime di bullismo ma allo stesso tempo è stato proprio questo caso a spingere gli studenti del liceo Galilei-Costa di Lecce a creare la prima associazione contro il bullismo denominata “Mabasta” nata proprio per contrastare quelle che sono le prevaricazioni e gli abusi che tantissimi giovani sono costretti a vivere. “Questo movimento spontaneo, che nasce dai ragazzi, è uno dei tanti simboli di quell’Italia che non vuole piegarsi ai soprusi e alle violenze dei bulli. I recenti casi di cronaca che hanno coinvolto alcuni adolescenti, vittime di bullismo e cyberbullismo, hanno reso evidente che questi fenomeni vanno contrastati anche attraverso politiche preventive di natura educativa”, sono state nello specifico le parole espresse da Cosimo Maria Ferri, sottosegretario al ministero della Giustizia il quale ha poi concluso il suo pensiero affermando “E’ proprio la scuola, come nel caso di Lecce, uno dei luoghi chiamato ad assolvere a questa funzione. Mi auguro che l’iniziativa ‘MaBasta!’ possa raccogliere l’adesione del maggior numero di giovani in tutta Italia: il bullismo, insieme, non dovrà fare più paura a nessuno”.

Il nome del movimento ‘Mabasta’ nasce dall’acronimo “Movimento antibullismo animato da studenti adolescenti” e proprio i ragazzi che ne hanno dato vita ovvero nove ragazzi e cinque ragazze, hanno raccontato di essere stati spinti proprio dalla notizia della dodicenne di Pordenone e, dopo averne parlato in classe hanno deciso di dare vita al movimento in questione sottolineando poi “Chiediamo il sostegno e la collaborazione di tutti i ragazzi, dalle elementari alle superiori: vogliamo diventare tantissimi”. Ad esprimersi sulla questione è stato anche il professore Manni il quale, ha raccontato di aver cercato insieme agli alunni “un’idea operativa per un lavoro in rete: vere e proprie startup da avviare subito, sin dalla scuola superiore”, e dopo aver preso conoscenza del caso di Pordenone uno tra i ragazzi ha avuto l’idea di lavorare sul bullismo sottolineando poi “Ora avvieremo il progetto, incontrando esperti del settore, adulti che guidino i ragazzi con la loro esperienza”.

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