Lutto nel cinema, muore a 60 anni la Principessa Leila della saga ‘Guerre Stellari: addio a Carrie Fisher, non ha retto i postumi di un infarto

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Sta lasciando senza parole moltissime persone, nelle ultime ore, il grave lutto che nella giornata di ieri 27 dicembre 2016 ha colpito il mondo del cinema in seguito alla prematura scomparsa della celebre attrice, sceneggiatrice e scrittrice statunitense Carrie Fisher. Nata a Beverly Hills il 21 ottobre del 1956 da una famiglia di artisti, il papà era un cantante e la mamma attrice, Carrie Fisher fin da piccola aveva il sogno di seguire le orme dei suoi genitori e così, già all’età di dodici anni si fece notare a Las Vegas dove viveva insieme alla madre. Ma la prima vera apparizione nel mondo dello spettacolo risale all’ormai lontano 1973 quando ottenne il ruolo di una debuttante e ballerina nel revival di Broadway ‘Irene’ mentre invece quello che può essere considerato il suo primo vero ruolo in un film ha avuto luogo pochi anni dopo, ovvero nel 1975 quando prese parte alla commedia ‘Shampoo’, insieme ad altri grandi attori tra cui Harrison Ford. Ma il vero e proprio successo è arrivato nel 1977 quando la celebre attrice statunitense ha interpretato il ruolo della Principessa Leila nel film diretto da Irvin Kershner ed intitolato “L’Impero colpisce ancora” e proprio grazie alla saga di Guerre Stellari ottenne un successo grandissimo in tutto il mondo. N

onostante i molteplici ruoli interpretati nel corso della sua brillante carriera, Carrie Fisher era rimasta per tutti la Principessa Leila di Guerre Stellari e la sua improvvisa morte ha lasciato senza parole davvero moltissime persone. In realtà l’attrice era stata ricoverata in ospedale proprio pochi giorni fa e precisamente lo scorso 23 dicembre quando, mentre si trovava in volo da Londra a Los Angeles e proprio pochi minuti prima di atterrare, è stata colpita da un brutto infarto a causa del quale si è rivelato necessario il trasferimento e il ricovero in ospedale a Los Angeles, dove purtroppo si è spenta nella giornata di ieri, martedì 27 dicembre.

A rendere pubblica la terribile notizia è stata proprio la famiglia dell’attrice, intervenuta attraverso un comunicato con il quale ha nello specifico annunciato la sua morte. “È con una tristezza profonda che Billie Lourd conferma che la sua amata madre Carrie Fisher è deceduta alle 8,55 di questa mattina”, sono nello specifico queste le parole scritte dalla famiglia dell’attrice nel comunicato reso pubblico, parole queste alle quali poi ne seguono altre con cui la famiglia precisa “È stata amata dal mondo e lei ci mancherà profondamente. La nostra famiglia vi ringrazia per i vostri pensieri e le vostre preghiere”.

Tra i tanti film cui l’attrice ha preso parte, oltre a quelli precedentemente citati, ricordiamo anche “Harry ti presento Sally”, “Austin Powers: Il controspione”, “Charlie’s Angels – Più che mai”, “Seduttore a domicilio”, “The Blues Brothers”, “Heartbreakers – Vizio di famiglia” e tanti altri ancora.

Non c’è tregua nè respiro. Sebbene l’anno, quel maledetto 2016 che tante vittime ha mietuto, sia ormai agli sgoccioli, un altro decesso ne ha segnato la fine.
Carrie Fisher, attrice sessantenne nota ai più come la principessa Leila di Star Wars, è morta ieri, quando il giorno volgeva al termine. A rendere nota la scomparsa della donna, tramite le pagine online dei più importanti magazine statunitensi, è stato unportavo- ce della famiglia.
Il suo cuore, ha fatto sapere la fonte, ha smesso di battere. Lo ha fatto d’improvviso, tradendo le speranze di quanti credevano fosse Inori pericolo. Carrie Fisher, quattro giorni addietro, è stata ricoverata di urgenza per un attacco cardiaco. Pareva un danno da niente, un incidente di facile risoluzione. Nonostante quanto detto da chi le sedeva accanto, il fatto è stato minimizzato.
La madre Debbie Reynolds, attrice a sua volta, si è presa la briga di rassicurare i fan della Fisher. «Mia figlia è in condizioni stabili», ha dichiarato nel giorno di Santo Stefano, spendendo parole diringraziamento nei confronti di coloro che hanno trovato il tempo di recitare le preghiere di rito.
Cosa sia successivo nelle ore successive all’annuncio, la Rey- nolds non lo ha detto, nè lo ha fatto il portavoce di famiglia. La notizia della morte è stata lapidaria e concisa, quasi che il dolore per essere descritto non avesse bisogno di nulla. Non di una parola dolce, non di una divagazione su quanto cara e brava fosse l’attrice.
Il solo nome di Carrie Fisher, attrice che negli anni passati è stata interprete di The Blues Brothers, è bastato a suscitare il cordoglio dei fan. Una miriade di epitaffi virtuali ha riempito i social network, immagini rubate alle epoche più varie sono comprse online. Dove il ricordo del pubblico si è unito al coro di voci note intervenuto per dare l’addio alla principessa Leila. Per mano di Whoopi Goldberg ed Albert Brooks, di Billy Dee Williams e William Shatner, Hollywood si è stretta, ieri sera, attorno alla Fisher e ad un’eredità artistica che difficilmente morirà con lei.
L’attrice, per cui la recitazione è stata il sogno di sempre, la fantasticheria infantile divenuta realtà, si è barcamenata con successo tra teatro, cinema e televisione. Ma la fama, quella pura che le ha garantito l’accesso all’Olimpo dei grandi, l’ha trovata con la saga di fantascienza nota come Guerre Stellari. La Fisher, unica, ha ritratto la principessa Leila, fiera e forte, in maniera magistrale. Tanto perfetta da essere assurta a icona mondiale, personaggio archetipico di un immaginario che, ad oggi, trova espressione ogni 4 di maggio. «Non sono io ad essere famosa, è Leila quella nota», ha scherzato, ogniqualvolta l’occasione pareva propizia, la Fisher che nel ruolo della principessa si è cala-
tapiù volte. Laprimanel 1977, con Star Wars di George Lu- cas; l’ultima lo scorso anno, con Star Wars: Il Risveglio della Forza.
Non tutto, però, è andato come avrebbe dovuto. Insieme alla gloria, sono arrivati i guai. Umani, prima che materiali. La Fisher, cui a venti anni è stato diagnosticato un disturbo bipolare, è caduta preda di vizi letali. La droga ne ha segnato
la carriera, esattamente come ha fatto il successo. A esperito overdose e ricoveri, plausi e critiche entusiaste. Ha scritto un libro, Non c’è come non darla, che è diventato un cult di genere e recitato in Harry ti presento Sally. È diventata una star e si è condannata alla dannazione. Perché, ha confessato in tarda età, «la gloria mi ha distrutto».

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