Centro-Sud nella morsa del gelo: 8 morti in 48 ore per il freddo intenso. E il Papa dà le auto ai clochard

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Colonnine di mercurio in picchiata, vento e tanta neve: la morsa del gelo, prevista dagli esperti, è arrivata puntuale sulla Penisola e, dopo che ieri il freddo ha causato cinque vittime, oggi il maltempo attanaglia le regioni del Centro-Sud, non risparmiando neanche le zone colpite dal sisma. Ancora morti tra i senzatetto: un clochard è stato trovato morto oggi a Firenze, mentre un altro è stato ucciso dal freddo a Milano il 5 gennaio, ma la notizia è stata diffusa solo oggi. Il cadavere era in un palazzo abbandonato della zona sud della città.

A Roma, dove è stata decisa l’apertura di alcune stazioni della metro per aiutare i senzatetto ad affrontare l’emergenza meteo, solo pochi clochard hanno cercato riparo. Sempre nel Lazio potrebbe essere stato ucciso dal freddo, ma sarà l’autopsia a verificarlo lunedì, un senzatetto di Latina trovato ieri pomeriggio davanti alla parrocchia dell’Immacolata, a due passi dal centro della città. Il clochard, 50 anni, era in compagnia di altri due connazionali senza fissa dimora. A quanto riferito, circa un’ora prima della scoperta del corpo sarebbero passati i servizi sociali che hanno invitato i tre senzatetto ad andare al dormitorio per ripararsi dal freddo, ma avrebbero rifiutato.

Un pensionato di 81 anni, di Capriano, in provincia di Monza è stato trovato morto di freddo a ridosso del fiume Bevera a Briosco, non lontano da casa sua, in Brianza. L’uomo, da tempo malato di Alzheimer, era scomparso nel tardo pomeriggio di ieri da casa sua. Si era allontanato con indosso solo un maglione e le ciabatte, senza avvisare nessuno. Ha probabilmente perso l’orientamento e, col sopraggiungere del buio, non è riuscito a rientrare.

Dormitori aperti 24 ore, per poter stare al caldo anche di giorno, e, per i senza dimora che non vogliono muoversi da dove stazionano di solito, in dono sacchi a pelo speciali, resistenti fino a 20 gradi sotto zero. Sono le iniziative dell’Elemosineria apostolica per i clochard a Roma, per volontà di Papa Francesco, in questi giorni e notti di grande freddo. “Abbiamo messo a disposizione anche le nostre auto dell’Elemosineria – spiega all’Ansa monsignor Konrad Krajewski – perché chi non vuole spostarsi possa dormirci dentro la notte”.

Per oggi, spiega Antonio Sanò, direttore di iLMeteo.it, la situazione non cambia: “Si prevedono ancora nevicate intense su Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, alto versante ionico della Calabria, e nella provincia di Benevento. Neve anche in Sicilia, dove il manto bianco ha ricoperto le zone del Palermitano. Fatto eccezionale, la neve è caduta anche a Catania. In Abruzzo le precipitazioni nevose hanno raggiunto anche un metro di altezza e sono interessate anche le coste. I fenomeni proseguiranno per l’intera giornata, ma andranno verso un’attenuazione”.

Per domenica, quindi un leggero miglioramento, anche se le temperature rimarranno molto basse: “Domani a essere ancora toccati dal maltempo saranno Abruzzo, Molise e Irpinia – prosegue Sanò -, mentre nelle altre zone i fenomeni nevosi si esauriranno. L’inizio della prossima settimana vedrà ancora aria gelida dal Polo Nord, ma non si segnalano fenomeni di rilievo”.

Per quest’uomo di strada, il romeno Pietro Mitrica appassionato di scrittori (Tolstoj e Hugo) e cantanti (Adele), la differenza la fanno le scarpe. Non la tipologia e non la misura, ma la gestione delle calzature. «Quando dormi all’aperto come capita a me, scegli intanto per bene il quartiere, e deve essere un quartiere di ricchi: c’è più polizia e stai al sicuro. Se non trovi un portico libero, cerchi le grate del metrò: qualche spiffero d’aria calda sale anche a tarda notte. Niente coperte, o meglio fondamentale è avere un bel sacco a pelo. Metti tre, quattro, insomma tutte le calze che puoi, e togli le scarpe che comunque con i piedi fasciati non riesci a indossare, stando attento a tirartele dentro e sistemarle in fondo. Mai lasciarle fuori, altrimenti le fregano: è la regola. Mai dimenticarsi di nascondere le scarpe, neanche se sei completamente ubriaco».
In coda per un piatto
Arrivano prima e si mettono in coda con largo anticipo. Come quelli che si piantano lì al gate in assenza dell’aereo, pur sapendo che il sedile a bordo ci sarà. Anche alla mensa dei poveri dei cappuccini, in corso Concordia, un pasto c’è, ce n’è in abbondanza insieme alla professionalità dei frati che gestiscono la struttura, alla generosità dei volontari milanesi e alla necessità d’avere i documenti in regola, registrarsi e ritirare la tessera identificati- va. Eppure alle cinque, dodici minuti e due gradi son già incolonnati in ventidue: l’anticipo d’un attimo all’interno può evitare congelamenti. Il 55enne Mitrica e gli amici romeni, esaurite le bottiglie di birra Moretti, le sigarette condivise e le sfide a dama con la scacchiera in bilico su un cestino dell’immondizia, prendono posto soffiando sulle

Sulle mani nonostante siano sotto i guanti. La resistenza dei barboni. Si resiste al gelo e all’opportunità d’un posto letto nei dormitori, e uno dei motivi ce lo spiegherà Pietro, ex autista e separato. Quanto a barboni, è convinzione dei più esperti fra loro che girarci intorno è perfino offensivo; non bisogna ricorrere al francese (clochard) oppure al politicamente corretto (senzatetto), tanto il finale uno rimane: a terra e per terra. Senza lavoro e famiglia Mitrica ha grandi occhi azzurri umidi per l’alcol, il gelo oppure la tristezza non celata dai continui sorrisi; porta due canottiere, una camicia, un maglione, una giacca di pelle e pantaloni grigi che sembrano di un’altra epoca. «Vengo da Iasi, nell’alto della Romania, al confine con la Moldavia, e proprio per questo motivo mi considero fortunato. Nel senso che d’inverno da quelle parti ci sono anche meno trenta gradi. Sono in Italia da sedici anni. Avevo un lavoro e una moglie, stavamo insieme pagando l’affitto in un monolocale. Guidavo i camion. Poi l’azienda ha chiuso, mi hanno licenziato, l’affitto non riuscivamo a pagarlo, lei se n’è andata e io ho iniziato con i problemi. Con l’età che ho, chi mi assume? Recupero lavoretti a settimane alterne, una volta muratore, una volta imbianchino, ma mai niente di serio e duraturo, mai». Non c’è per forza un’origine da una storia misteriosa o di avventure, per un barbone, non c’è la coda di una parabola di ricchezze e di sperperi d’improvviso esauritasi. Si cade, semplicemente.

Alle cinque, cinquantuno minuti e un grado, in attesa ci sono quarantasei poveri. Altri europei e tanti, tantissimi nordafricani e africani, con un ragazzo senegalese avvolto in una giacca da sci che saluta Mitrica col pollice alzato. «Ogni tanto mi fermo in un dormitorio e sono l’unico bianco. È questo il problema: coi neri non ci vogliamo stare. Sputano, non rispettano le regole… Allora li mandi a quel paese e scappi! Di palazzi abbandonati ce ne sono. E di marciapiedi ne abbiamo a volontà, anche se la polizia e i carabinieri ti svegliano e insistono per riportarti al dormitorio. Oh, hanno ragione: si rischia di morire, e vedrai quanti ne moriranno con questo tempo. Preparati». Intorno agli uomini di strada, ci sono un hotel illuminato dalle decorazioni di Natale, un ristorante asiatico (camerieri con cuffiette alle orecchie per coordinarsi con lo staff), il cantiere degli scavi per il nuovo metrò e un ampio cielo dai colori contrastanti. Ti piace questa città? «No. Sono stato a Cremona un anno. Intorno c’erano i canali e il Po per pescare le carpe, mangiare e non chiedere la carità alle mense dei poveri… E poi c’erano le donne nere. Una colonna di donne nere, nelle strade… Se insistevi, con appena cinque euro avevi l’amore».

Drammatica e dimenticata, l’emergenza dei poverissimi di fronte al freddo ha mosso anche il Vaticano e Papa Francesco. Il programma fa così: dormitori aperti 24 ore per poter stare al caldo anche di giorno e, per chi non vuole muoversi da dove staziona di solito, in dono sacchi a pelo termici, resistenti fino a 20 gradi sotto zero. Le iniziative sono firmate dall’Elemosineria apostolica per i clochard a Roma, per volontà del pontefice.
«Abbiamo messo a disposizione anche altri mezzi e sdraie dell’Elemosineria – spiega monsignor Konrad Krajewski – per chi non vuole spostarsi oppure non trova più letti liberi. E abbiamo aperto i nostri dormitori per tutti lungo le 24 ore – riferisce l’elemosiniere del Papa, suo braccio caritativo per tutte le situazione di difficoltà nella Capitale e non solo – e anche se non ci sono più i posti letto per dormire, chiunque bussa viene accolto e può restare al caldo, ricevendo tè, caffè e da mangiare. Per i senzatetto che non si vogliono muovere e venire nei dormitori, sono a disposizione le nostre automobili dell’Elemosineria: le lasciamo lì la sera, in modo che possano passarci la notte dentro, e andiamo a riprenderle la mattina. La macchina naturalmente non si può lasciare accesa la notte, perché è pericoloso, ma come rifugio è già qualcosa».
L’IMPEGNO DEL GOVERNOAgli uomini e alle donne, pensano il Vaticano e le Caritas d’Italia, mentre alle strutture, il Governo. «Stiamo lavorando – spiega nel pomeriggio il premier Paolo Gentiloni dopo un vertice nella sede della Protezione Civile a Roma – per ridurre e far fronte ai disagi». Perché anche oggi il maltempo siberiano si farà sentire. In molti comuni dell’Abruzzo, della Basilicata, della Puglia e del Molise i sindaci hanno disposto la chiusura delle scuole per la giornata di lunedì, mentre a Isernia, Lecce, Chieti, Foggia e Pescara sono state rinviate le elezioni provinciali, previste per oggi. Rinviata anche Pescara-Fiorentina, con lo stadio Adriatico completamente invaso dalla neve. Particolarmente colpite le zone interne dell’Abruzzo, dove si sono registrati diversi blackout, del Molise, della Campania e buona parte della Puglia, dove la neve è caduta anche sul capo di Santa Maria di Leuca e si sono registrati pesanti danni all’agricoltura. Centinaia gli interventi dei vigili del fuoco, che hanno soccorso una sessantina di malati che dovevano raggiungere i centri di dialisi. «Diffido chiunque non ne abbia necessità e chi non è assolutamente attrezzato, ad uscire», scrive su Facebook il sindaco di Chieti Umberto di Primo, seguendo l’esempio del sindaco di Campobasso Antonio Battista: «C’è un metro di neve in città, evitate di uscire».
LA MORSA NON CEDECome le perturbazioni che scendono dal Canada e mettono in ginocchio l’America delle Montagne Rocciose, così quella in caduta libera dai Balcani stringerà nel freddo il centro-sud italiano anche nelle prossime ore. «L’evento non è ancora finito – dice il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio – ci sarà un’attenuazione in serata, ma domani sono previsti nuovi fenomeni sulle zone terremotate, sull’Abruzzo e sul Molise. Dunque occorre la massima attenzione e limitare gli spostamenti».
Il Centro non ride, ma il Sud piange di più: problemi maggiori, ha aggiunto Curcio, si registrano soprattutto in Puglia, in Sicilia e nelle zone del sisma. «Siamo in costante contatto con i sindaci di quelle aree e abbiamo sospeso tutta una serie di attività, tra cui lo spostamento delle macerie, per evitare rischi inutili». Popolazioni del terremoto, che dopo l’anarchia della terra speravano almeno nella clemenza del cielo. Per ora inutilmente.

«Il mio sogno? Una casa». Poi sorride: «E chi me la darà mai, sono malato di epilessia, prendo dieci pasticche e le crisi mi vengono di notte, con questo freddo devo stare attento». Rabah, 59 anni, franco algerino, vive e dorme – anche con meno 5 – fuori dalla stazione Termini di Roma. Sono le 19, si sta preparando: due sacchi a pelo, uno dentro l’altro, e un maglione bianco e nero sopra i vestiti. La sua storia è fatta di mille occupazioni. «Ho fatto le pulizie, coltivato fiori, poi il muratore, quando ho perso il lavoro sono finito in strada, ormai sono 28 anni che vivo così».
E’ uno dei tremila clochard buttati tra piazze, panchine e marciapiedi romani. Uno dei tanti che dorme al gelo, che non sa dell’apertura delle stazioni metro o che trova «restrittivo» l’orario, dall’una alle 5. «Quando fa più freddo, al mattino presto, ce ne dobbiamo andare, allora resto qui fuori» dice un altro senzatetto.

LA DONNA SULLE GRATEPoco più in là, all’aperto, sopra alle grate che emanano aria calda, vive Vincenza, siciliana di 63 anni, avvolta in un piumino grigio con cappuccio che lascia intravedere solo gli occhi. «Ho freddo dice – molto freddo. Dormo qui perché non so dove andare. Sono 5 anni che sto qui» dice. Accanto ha un piatto di pasta che non ha mangiato, una mela, un pacchetto di biscotti e il fodero di una chitarra. «E’ di mio figlio» dice. Poi racconta che la mattina un’auto l’ha investita: «Mi ha preso in pieno mentre attraversavo sulle strisce, non so come sono viva, mi fa male tutto».

Qualcuno trova riparo dentro la stazione, dorme accovacciato, mimetizzato tra le pareti e il via vai di passeggeri. Più che visibile è Costantino, 62 anni, che fin da bambino, racconta, vive su una sedia a rotelle «per la polio». «Sono originario di Parigi – continua – e quando ho perso il lavoro di portiere d’albergo sono finito così». Di solito dorme all’esterno, su piazza dei Cinquecento, «ma con questo freddo atroce non ci riesco», dice. E’ un po’ arrabbiato. «La gente non mi aiuta» aggiunge. Le offerte sono sempre di meno e lui è solo. «Ho un nipote a Catania».
Le donne clochard, di solito, si riparano sugli autobus, salgono a mezzanotte e scendono alle 5. Fa eccezione Marleni, che da mesi vive in via dei Cappuccini, che incrocia via Veneto, nascosta sotto un telo nero. Parla poco italiano. «Sono nel Kenya, ho tanti anni, lavoravo come te – e mima il gesto della penna – ora sto qui». Si ricopre la testa col velo nero e chiude ogni contatto col mondo, in una sorta di ribellione immobile, come tanti senzatetto che non chiedono e non vogliono nulla.

LO CHEF TEDESCOIn piazza Venezia, buttati in un angolo, Sebastian, 33 anni, tedesco di Amburgo, da tre settimane è sulla strada. «Ero chef, ho perso il lavoro e sono finito così, sono stato a Venezia e Bologna». Passerà la notte lì. Accanto c’è Vincenzo Della Medaglia, 51 anni di Caserta, ex emigrato a NY. «Sono stato 20 anni in carcere negli Usa per aver sparato a uno che voleva derubarmi», racconta. Dopo la detenzione è stato rimandato in Italia ed è finito sulla strada. «Dormo qui, al freddo, e dove posso andare? – domanda – non mangio da tutto il giorno».
I VOLONTARIMassimiliano Signifredi della Comunità di Sant’Egidio, con altri 200 volontari, si appresta a distribuire tè caldo, coperte, guanti, sciarpe e «calore umano» dice. Dalla periferia al centro, tante storie si incrociano, vecchie e nuove povertà. «Marito e moglie romeni, morta la persona che assistevano come badanti, si sono ritrovati improvvisamente senza casa e lavoro» racconta Signifredi. Da due settimane la coppia vive per strada: «Ma noi non siamo clochard» ripetono ai volontari.

Il freddo che ha travolto l’Italia continua a creare fortissimi disagi e soprattutto ad uccidere. Ieri è stato trovato senza vita un clochard a Firenze e si è diffusa la notizia di un altro morto a Milano tre giorni fa. Non ce l’ha fatta anche un pensionato di 81 anni, Nando Molteni: era malato di Alzheimer, venerdì a Capriano (Monza) è uscito in maglione e ciabatte e si è a perso. Lo hanno trovato ieri a ridosso del fiume Bevera a Briosco, non lontano da casa, morto a causa dell’ipotermia. Da quando la perturbazione è arrivata sul nostro paese le vittime sono otto, sei delle quali senzatetto. Una situazione drammatica che ha spinto i Comuni di tutta Italia a fare appelli ai cittadini, chiedendo almeno di segnalare le persone che ritengono più a rischio. Anche Papa Francesco si sta dando da fare: i dormitori adesso resteranno aperti 24 ore e offriranno bevande e pasti caldi, i clochard avranno poi a disposizione le auto dell’Elemosineria per passare la notte e a chi non volesse lasciare la strada verranno donati sacchi a pelo termici, capaci di scaldare anche con 20 gradi sotto zero. Il presidente del consiglio Gentiloni ieri è andato a far visita ai poveri della comunità di Sant’Egi- dio, dopo aver incontrato la Protezione Civile per definire un piano contro il maltempo: «Si sta lavorando con il massimo impegno per ridurre e far fronte ai disagi che si stanno vivendo in buona parte d’Italia». E il capo della Protezione Civile Curcio ha invitato tutti a «evitare gli spostamenti», sottolineando poi la criticità nelle zone devastate dal sisma, dove il termometro è sceso a -10°. L’EMERGENZA Tra le zone più colpite c’è senza dubbio la Puglia. Il governatore Emiliano ha pubblicato il suo cellulare su Facebook invitando i cittadini a chiamare per segnalare problemi: «Lo stanno usando con attenzione e educazione — ha detto —. Purtroppo negli ultimi cento anni non si era mai visto nulla del genere, la neve è arrivata anche a due metri e non smette». Qui sono stati chiusi aeroporti, cancellati o dirottati voli, i treni hanno subito pesanti ritardi e alcuni casolari sono rimasti isolati e elettricità. Disagi fortissimi anche in Sicilia (una ventina di turisti sono rimasti per ore bloccati sull’Etna), nel Beneventano, a Campobasso: ovunque la neve a bassa quota ha messo in ginocchio i servizi. Tanti comuni, da Matera a Pescara, hanno già deciso di tenere chiuse le scuole domani. E oggi la situazione sarà ancora problematica. La Protezione Civile ha emesso un nuovo avviso di condizioni meteorologiche avverse per Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria e Sicilia.

Colonnine di mercurio in picchiata, vento e tanta neve: la morsa del gelo, prevista dagli esperti, è arrivata puntuale sulla Penisola e, dopo che ieri il freddo ha causato cinque vittime, oggi il maltempo attanaglia le regioni del Centro-Sud, non risparmiando neanche le zone colpite dal sisma. Ancora morti tra i senzatetto: un clochard è stato trovato morto oggi a Firenze, mentre un altro è stato ucciso dal freddo a Milano il 5 gennaio, ma la notizia è stata diffusa solo oggi. Il cadavere era in un palazzo abbandonato della zona sud della città.

 A Roma, dove è stata decisa l’apertura di alcune stazioni della metro per aiutare i senzatetto ad affrontare l’emergenza meteo, solo pochi clochard hanno cercato riparo. Sempre nel Lazio potrebbe essere stato ucciso dal freddo, ma sarà l’autopsia a verificarlo lunedì, un senzatetto di Latina trovato ieri pomeriggio davanti alla parrocchia dell’Immacolata, a due passi dal centro della città. Il clochard, 50 anni, era in compagnia di altri due connazionali senza fissa dimora. A quanto riferito, circa un’ora prima della scoperta del corpo sarebbero passati i servizi sociali che hanno invitato i tre senzatetto ad andare al dormitorio per ripararsi dal freddo, ma avrebbero rifiutato.

Un pensionato di 81 anni, di Capriano, in provincia di Monza è stato trovato morto di freddo a ridosso del fiume Bevera a Briosco, non lontano da casa sua, in Brianza. L’uomo, da tempo malato di Alzheimer, era scomparso nel tardo pomeriggio di ieri da casa sua. Si era allontanato con indosso solo un maglione e le ciabatte, senza avvisare nessuno. Ha probabilmente perso l’orientamento e, col sopraggiungere del buio, non è riuscito a rientrare.

Per oggi, spiega Antonio Sanò, direttore di iLMeteo.it, la situazione non cambia: “Si prevedono ancora nevicate intense su Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, alto versante ionico della Calabria, e nella provincia di Benevento (dove la neve ha raggiunto 4 metri di altezza nelle zone del Fortore e dell’Alto Sannio, ndr). Neve anche in Sicilia, dove il manto bianco ha ricoperto le zone del Palermitano. Fatto eccezionale, la neve è caduta anche a Catania. In Abruzzo le precipitazioni nevose hanno raggiunto anche un metro di altezza e sono interessate anche le coste. I fenomeni proseguiranno per l’intera giornata, ma andranno verso un’attenuazione”.

Domenica, quindi un leggero miglioramento, anche se le temperature rimarranno molto basse: “Domani a essere ancora toccati dal maltempo saranno Abruzzo, Molise e Irpinia – prosegue Sanò -, mentre nelle altre zone i fenomeni nevosi si esauriranno. Aria gelida dal Polo Nord anche all’inizio della prossima settimana, ma non si segnalano fenomeni di rilievo”.

Si tratta, però, solo di una pausa: “Tra il 13 e il 14 gennaio – avverte l’esperto – sull’Italia è attesa una nuova perturbazione, con aria fredda, ma più mite, che arriva da Ovest. In questo caso le temperature non saranno rigide come adesso, ma dobbiamo aspettarci precipitazioni molto più intense, soprattutto a Nord”.

Ma quello che stiamo vivendo è un freddo eccezionale? “Che i giorni vicini alla Befana siano quelli più freddi, fa parte della norma – spiega ancora Sanò-. Ma c’è freddo e freddo e questo clima, soprattutto per alcune zone, non si verificava da trent’anni. Se, infatti, ondate di gelo si registrano anche a distanza di 10 anni l’una dall’altra, non si può parlare di eccezione, ma per alcune parti della Puglia e della Sicilia quello che si sta verificando in queste ore non accadeva dal 1985, quando ci fu il grande freddo”.

Abruzzo, codice rosso in autostrada e niente scuola a Chieti e Pescara. In Abruzzo permane il codice rosso su tutto il tratto dell’autostrada A14, con bufere di neve e della A25 nel tratto Pescara-Sulmona. La S.S. 17 rimane chiusa al traffico dal km 118 al km149. In codice rosso anche: la Tiburtina km.186 – km.216; la S.S. 81 Piceno-Aprutina km 172 – km 186; la S.S. 80 Frentana dal km. 50 Al km. 57; La S.S. 652 dal km. 56 al km. 60. L’Enel segnala utenze isolate nelle frazioni dei comuni di Gessopalena, Montazzoli, Atessa, Casoli. Le bufere di neve rendono difficoltoso il ripristino dell’elettricità. Scuole chiuse il 9 gennaio a Pescara, dove oggi i mezzi pubblici sono gratuiti per l’emergenza ghiaccio. Niente scuola fino all’11 gennaio a Chieti, dove il sindaco Umberto Di Primio ha deciso di adottare un’ordinanza di sospensione delle attività didattiche di tutti gli istituti di ogni ordine e grado, comprese quelle dell’infanzia e l’Università. Il primo cittadino ha anche diffidato le persone ad uscire, se non per reali necessità: “Diffido chiunque non ne abbia necessità e chi non è assolutamente attrezzato ad uscire. Troppi problemi stiamo trovando a causa delle auto abbandonate o mal parcheggiate”. Rinviate al 15 gennaio le elezioni alla Provincia.[showhide]

Rinviata la partita Pescara-Fiorentina. Pescara-Fiorentina è stata rinviata. La partita in programma domani alle 15 non si giocherà causa neve. Questa la decisione  presa dal Gos (Gruppo operativo sicurezza) della Questura di Pescara. La neve e il ghiaccio presenti sia sul campo dello stadio Adriatico, ma soprattutto sugli spalti e nelle strade hanno portato alla decisione del rinvio della partita. Problemi di ordine pubblico e sicurezza degli spettatori alla base della decisione, già comunicata al Pescara Calcio.

Situazione difficile in Puglia. Anche Bari oggi si è svegliata coperta di bianco e  a causa del maltempo e del ghiaccio che si sta formando sulle strade, il sindaco, Antonio Decaro, ha disposto la chiusura dei sette cimiteri cittadini per evitare incidenti o danni alle persone, fino alle ore 13. Chiuso l’aeroporto della città. Due aerei partiti rispettivamente da Malpensa e da Praga e diretti a Bari sono stati fatti atterrare in mattinata all’aeroporto di Napoli-Capodichino a cause delle avverse condizioni meteo nel capoluogo pugliese. I viaggiatori hanno proseguito il viaggio a bordo di autobus. Sempre in mattinata il volo Napoli-Istanbul è stato cancellato sempre per le cattive condizioni del tempo.

A causa della neve è ancora bloccato dalla serata di ieri sulla statale Appia, tra Laterza e Matera, un pullman con alcune decine di turisti di Taiwan che dopo aver visitato Matera rientravano in Puglia. I soccorsi non sono riusciti a raggiungere il pullman. Nella zona la coltre bianca ha infatti raggiunto anche i due metri di altezza: la polizia stradale e i vigili del fuoco sono riusciti a dare ristoro a undici automobilisti in difficoltà. Neve anche a Lecce, dove le elezioni del nuovo Consiglio provinciale di Lecce, programmate per domani, domenica 8 gennaio, sono state rinviate al 15 gennaio, e in numerosi comuni del Salento, dove era dal 2001 che non si vedevano scenari simili con le spiagge innevate. La precipitazione ha invaso strade statali e provinciali provocando in alcuni casi interruzioni della circolazione delle automobili. Nel Barese particolarmente difficile la situazione ad Altamura: il comune, a causa della neve, non è raggiungibile in alcun modo.

Blackout in Irpinia. Nevica incessantemente da ieri pomeriggio e in molte zone dell’Irpinia la neve ha già superato il mezzo metro di altezza. Difficoltà nei collegamenti lungo le strade provinciali e statali, dove i mezzi spazzaneve e spargisale avevano sgomberato i primi cumuli, ma la nevicata abbondante della notte ha vanificato ogni sforzo. L’autostrada è aperta, ma si circola solo con catene o pneumatici termici. Resta il divieto per i mezzi superiori alle 7,5 tonnellate. Ad Avellino mancano scorte di sale e le segnalazioni ai numeri di emergenza arrivano incessantemente. I disagi maggiori a Sorbo Serpico, piccolo comune dell’hinterland avellinese dove una ventina di famiglie non ricevono energie elettrica a causa di un guasto precedente alla forte nevicata di questi giorni. Da 24 ore ormai sono al buio e senza riscaldamenti. Black out anche in altri centri, come Parolise e Aiello del Sabato, dove gli interventi dell’Enel sono stati più celeri.

Scuole chiuse in Basilicata. Notte al gelo anche per la Basilicata: in molte zone della regione, in particolare nel Potentino, la temperatura è scesa ben oltre i -10 gradi. Stamani le criticità maggiori sono causate dal ghiaccio e dal forte vento che ha creato cumuli di neve alti anche più di un metro. Difficoltà sono segnalate alla circolazione in alcune aree di Matera e della provincia, soprattutto nel comprensorio murgiano, al confine con la Puglia. Oggi, in quasi tutta la Basilicata, le nevicate sono comunque meno intense rispetto agli ultimi due giorni, ma la presenza di ghiaccio ha già indotto molti sindaci lucani a disporre la chiusura delle scuole per lunedì (giorno previsto per la riapertura dopo le festività natalizie): la decisione riguarda anche Potenza.

Circolazione difficile nel Palermitano, voli cancellati. Neve e ghiaccio su molte strade statali e provinciali nel palermitano. Caltavuturo è isolata e la strada da Termini Imerese è bloccata. Notevoli i disagi sulla strasa provinciale 8 di Lercara Friddi così come la statale 120 di Petralia ricoperta di neve. Nel Corleonese la statale 118 e 188 sono ricoperte di ghiaccio. Decine gli interventi dei carabinieri in soccorso di automobilisti e camionisti rimasti bloccati o di residenti che dovevano raggiungere gli ospedali. Anche i vigili del fuoco hanno soccorso diverse auto bloccate nella neve nella zona delle Petralie. Disagi nella circolazione nelle autostrade Palermo-Catania e Palermo-Mazara del Vallo. Tratti ricoperti di neve a Tremonzelli ed Enna e a Segesta.

Molti i problemi negli aeroporti. Dirottato a Palermo il volo Venezia-Catania. Cancellato, invece, il Lampedusa-Palermo delle 8. Ritardi sulle rotte Roma-Palermo e dalla capitale al capoluogo siciliano, nonchè su quella Pantelleria-Palermo.

Venti persone bloccate sull’Etna. Una ventina di persone sono rimaste bloccate a Piano Vetore, a 1.600 metri di quota sull’Etna, a causa della neve caduta copiosa e il ghiaccio presente sulla strada che rende impossibile il rientro a casa.

Freddo polare in Sardegna. Niente neve, ma temperature polari in Sardegna. Per fortuna non si registrano particolari disagi sulle strade, ma oggi le stazioni meteo della Protezione civile hanno registrato temperature minime da record nel Nuorese: -9,5 gradi a Villanova Strisaili, – 9,2 a Giave, -8,7 a Gavoi, -6,8 a Ozieri, e meno 6 a Nuoro città. Freddo anche nella più ‘mite’ Cagliari, con la minima a 1 grado.

Nelle ultime 72 ore è una vera e propria «strage» di clochard in Italia a causa del freddo intenso provocato dalla sciabolata artica che, da giorni, non dà tregua a gran parte dell’Italia. Gli ultimi due senzatetto morti, in ordine di tempo, si sono registrati in Lombardia e Toscana. Il bilancio delle vittime del freddo sale, quindi, a sette se si aggiungono quelle dei giorni scorsi a Latina, Altamura, Avellino, Aversa e Messina.
Tornando a ieri, nella periferia di Milano, è stato trovato il cadavere di un polacco di 66 anni dentro un palazzo abbandonato. Stessa sorte a Firenze per un suo connazionale di 49 anni, anche lui senza fissa dimora. Alcuni passanti hanno dato l’allarme vedendolo riverso in un giardino del centro, ma per lui non c’era più niente da fare.
Per affrontare l’emergenza, a Roma, si è
mobilitato papa Francesco. «Abbiamo donato sacchi a pelo resistenti fino a -20 gradi, aperto dormitori per tutte le 24 ore — ha detto l’elemosiniere papale, monsignor Konrad Krajewski — e messo a disposizione auto per chi non vuole spostarsi e di notte vuole ripararsi dentro».
Giornata «nera» per i viaggiatori fra strade, autostrade e linee ferroviarie chiuse, voli cancellati in diversi scali del Sud e collegamenti marittimi sospesi con le isole minori in Puglia e Sicilia. Non sono mancate le polemiche sui soccorsi da parte di quanti sono rimasti bloccati. «Stiamo lavorando — dice il premier Paolo Gentiloni, dopo un vertice nella sede della Protezione Civile — per ridurre e far fronte ai disagi».
Per oggi, l’Anas sconsiglia di mettersi in viaggio in Puglia, Marche, Abruzzo, Molise,
Lo scatto La foto inviata da un lettore al sito del «Quotidiano del Molise», sembra mostrare dei lupi che attraversano la tangenziale di Campobasso
Basilicata e nel Nordest della Sicilia che sono le Regioni colpite più duramente dalla sciabolata artica che ieri ha fatto segnare temperature polari: -16 a Castelluccio di Norcia, -14 a Cascia, -10 gradi a Udine, -9 a Treviso, -6 a Torino, -3 a Milano, -2 a Roma.
Oggi a Isernia, Lecce, Chieti, Foggia e Pescara sono state rinviate le elezioni provinciali mentre domani scuole chiuse in molti centri dell’Abruzzo, Basilicata, Puglia e Molise. L’allerta meteo è destinata a durare.
«Sono previsti nuovi fenomeni — ha detto il Fabrizio Curcio, capo della Protezione civile — sulle zone terremotate, Abruzzo e Molise». In più si sommerà il problema del vento forte pure in Campania, Basilicata, Puglia, Calabria e Sicilia.

Feroce e silenzioso, il gelo li sorprende nei sottoscala luridi, avvolti sotto le loro speranze di cartone e di stracci, all’ombra nera dei capannoni abbandonati, poveri e senza scampo quando la temperatura sotto lo zero scende di dieci gradi e il sangue si gela come acqua. Nel pallottoliere del lungo sussulto siberiano accovacciato sull’Italia, salgono a otto i morti dal freddo della solitudine. Nell’imbarazzo di contare le innumerevoli fotografie dei trulli imbiancati di neve contro la loro vocazione di resistere al caldo, le cascate bloccate dal ghiaccio e le spiagge chiuse per il gelo, l’emergenza degli uomini di fronte alla perturbazione è la morte dei senzatetto.

Se l’Italia si prepara all’ultima coda cattiva del blizzard che ieri ha bloccato le strade in Abruzzo, gli aeroporti di mezza Italia, spaccato le tubature dell’acqua in Umbria e costretto l’Anas a consigliare agli automobilisti di sei regioni del centro-sud di restare a casa se possibile, sempre ieri a morire di freddo sono stati altri due clochard. All’aperto steso sul Lungarno, uno è stato trovato assiderato a Firenze, mentre l’altro era in un sottoscala di Milano stretto solo dalla sua giacca di cotone. Altri cinque come loro erano crepati due giorni fa. La terza vittima di ieri è un malato di Alzheimer, 81 anni, della provincia di Monza: scomparso da casa è stato trovato a ridosso del fiume Bavera. Indosso, solo un maglione e delle ciabatte. Meno povertà, ma identica disperazione.

Ondata di gelo straordinaria in tutta Italia che purtroppo ha messo in ginocchio il nostro paese e nello specifico il centro Sud causando anche diverse vittime. Morti due clochard, e nello specifico uno è stato soccorso ma inutilmente nella serata di venerdì a Latina mentre un altro è stato trovato nella notte del 6 gennaio nei giardini del lungarno Santarosa a Firenze, morto molto probabilmente a causa delle basse temperature; sempre per la stessa causa sono morti altri tre senza fissa dimora ad Avellino, Aversa e Messina, mentre un altro è morto lo scorso 5 gennaio a Milano ma la notizia è stata diffusa solo nella giornata di ieri. Si tratterebbe di un uomo di 48 anni di origini polacche senza fissa dimora, il quale è morto per assideramento. Riguardo l’uomo morto ad Avellino sembra che questo abbia chiesto aiuto al sindaco rivolgendogli un appello in tv, trasmesso dall’emittente irpina Tel Nostra nel dicembre 2016. Un altro uomo, questa volta di 81 anni sarebbe morto a causa del freddo a ridosso del fiume Bevera a Briosco in Brianza non tanto distante da casa sua; si tratterebbe di Nando Molteni, il quale nel tardo pomeriggio di venerdì era scomparso da casa sua senza avvisare nessuno, molto probabilmente si era perso e non sarebbe più riuscito a tornare.

Le temperature hanno ricoperto tutto il centro Italia, creando particolari disagi in Abruzzo e Molise ed inevitabili sono stati i trasporti e i collegamenti soprattutto nelle isole.Molti treni sono stati soppressi e le linee con traffico sospeso e servizi sostitutivi di autobus attivati; interrotta la circolazione anche su molte strade e proprio per le condizioni critiche è stato imposto lo stop ai mezzi pesanti. A causa del maltempo è rimasto confermato il codice rosso su tutto il tratto abruzzese dell’autostrada A-14 con bufere di neve e della A-25 nel tratto Pescara-Sulmona. In codice rosso anche la Tiburtina km 186-km 216, la Statale 81 Piceno-Aprutina km 172 km 186, la Statale 80 Frentana dal km 50 al km 57 e la Statale 652 dal km 56 al km 60. Si è risvegliata sotto la neve anche la Puglia e proprio a causa della stessa che in molti punti ha superato i due metri di altezza un pullman con 25 turisti taiwanese è rimasto bloccato dalla serata del 5 gennaio sulla statale Appia, tra Laterza e Matera; i passeggeri sono stati soccorsi nella mattinata di ieri e non sembrano esserci feriti.

Nel barese, sembra che la situazione più difficile riguardi il comune di Altamura, che a causa della neve non sembra essere raggiungibile in alcun modo. Bloccate anche le strade nelle zone dei comuni di Altamura, Santeramo, Cassano, Gioia del Colle. Riguardo le previsioni meteo per la giornata di oggi, ovvero domenica le correnti gelide si attenueranno leggermente, il vento di Tramontana si indebolirà al Centro e si attenuerà al Sud. Le temperature torneranno a salire di qualche grado rimanendo però piuttosto rigide.[/showhide]

Le vittime del gelo ora sono diventate otto. A Capriano, in provincia di Monza, Nando Molteni, un pensionato di 81 anni, è stato trovato morto di freddo a ridosso del fiume Bevera a Briosco, non lontano da casa sua. L’uomo, da tempo malato di Alzheimer, si era allontanato indossando solo un maglione e le ciabatte, senza avvisare nessuno.

Probabile che abbia perso l’orientamento e che non è riuscito a rientrare a casa perché stordito dal freddo.

Il gran freddo continua, ma domani andrà meglio

Continua il gran freddo anche oggi, specialmente nel Centro-Sud. Giornata di ghiaccio – secondo gli esperti di ilmeteo.it – su gran parte del Nord e sulle colline.

Neve su pianura e coste di Abruzzo, Molise, tutta la Puglia, Basilicata, Campania interna, Messinese, localmente il Palermitano e Reggino. Neve anche sull’Ascolano. Gran sole sul resto d’Italia.

Domenica 8 gennaio

Cielo localmente coperto al Centro-Nord. Ancora qualche nevicata fino al piano tra Abruzzo, Molise e Puglia. Neve debole in Basilicata e Irpinia. Piovaschi tra Messinese e Reggino. Pioggia debole in Sardegna. Neve sui confini alpini. Altrove più asciutto e soleggiato.

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Temperature: freddo continuo

Il termometro è in forte calo nella giornata di oggi – sabato 7 gennaio – con valori massimi che al Nord a stento saliranno sopra lo zero, pochi gradi anche al Centro-Sud. Minime notturne ampiamente sotto zero su gran parte delle regioni italiane. Da domani, domenica 8 gennaio, i valori termici massimi saranno in aumento, anche se ancora gelidi quelli notturni.

Venti di tramontana spazzano i mari

Ancora venti di Tramontana, sabato forti su medio e basso Adriatico, Tirreno e Ionio. Da domenica intensità in decisa diminuzione.

Il grande freddo dell’Epifania

Ci siamo. È arrivata per l’Epifania l’aria gelida che era attesa e che interessa soprattutto il medio basso Adriatico, i settori appenninici, specie centro orientali, il Sud Italia e la Sicilia. Il resto dell’Italia – secondo gli esperti di ilmeteo.it – resterà all’asciutto, perché sotto vento rispetto a questo tipo di circolazione e anche con sole dominante.

Soltanto i versanti settentrionali delle Alpi, soprattutto centro orientali, potranno vedere nubi e nevicate fino in valle, anche qui per addensamenti di correnti fredde provenienti da Nord.

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Sette vittime del maltempo

C’è una vittima per il grande fredddo che imperversa su gran parte della penisola, nel giorno della Befana: si tratta di un clochard di 43 anni che è morto ad Avellino. Aveva tre figli.

Un altro clochard è morto ad Aversa, in provincia di Napoli.

La vittima di Avellino è un uomo originario di Visciano, in provincia di Napoli. Ad Altamura, in provincia di Bari, invece, una caduta causata dal ghiaccio è risultata fatale per una donna di 49 anni.

In Sicilia colpito un altro clochard: un clochard è stato trovato morto in un immobile abbandonato di fronte all’imbarcadero privato di Messina. Si tratta di un cittadino rumeno, di 46 anni. L’uomo era malato da tempo, ma è probabile che il freddo abbia aggravato le sue condizioni di salute.

Nel tardo pomeriggio di ieri le vittime sono salite a 5: è deceduto un altro clochard. Domani l’allerta massima continua in 7 regioni.

Mentre oggi, sabato 7 gennaio, il triste bilancio cresce ancora: la sesta vittima (il quinto senzatetto) è stato trovato sneza vita a Firenze sul Lungarno. Aveva 48 anni, senza fissa dimoraa, polacco d’origine.

Il sesto clochard morto a Milano

Ancora oggi è salito a 7 il numero delle vittime (con 6 clochard). A Milano, infatti, i carabinieri hanno segnalato di aver trovato il cadavere di un senzatetto polacco di 66 anni è stato trovato all’interno di un palazzo abbandonato in via Antegnati, nella zona sud della capitale lombarda. Il corpo è stato scoperto nel pomeriggio del 5 gennaio ma la notizia è stata comunicata solo ora dai carabinieri intervenuti dopo una telefonata anonima arrivata al 118. Da un primo accertamento sembra che la morte sia dovuta ad assideramento, ma sarà l’autopsia, disposta nei prossimi giorni, a chiarire le cause del decesso. L’uomo risulta che non avesse lavoro e casa.

Nevicate anche nelle zone del terremoto

Le basse temperature e il gelo hanno investito anche le zone terremotate, aggiungendosi ai disagi già patiti dalle popolazioni.

Il vento fortissimo da nord-est che ha investito la provincia di Ancona, con raffiche fino a 80 km, ha divelto diversi metri quadrati della copertura in piombo della cupola della Basilica di Loreto.

Interrotta la linea Fs tra Falconara e Senigallia

La linea ferroviaria Adriatica è interrotta dalle 8 di stamattina fra Falconara marittima e Senigallia, in entrambi i sensi di marcia, dopo che forti raffiche di vento hanno rotto un cavo dell’alimentazione elettrica.

Rete Ferroviaria Italiana (Rfi) ha inviato sul posto proprio personale, che dovrebbe riparare il guasto in un tempo relativamente breve. Nel frattempo sono stati istituiti bus sostitutivi fra Falconara e Senigallia per i passeggeri dei treni regionali. Si può già fare un bilancio di quanto sta accadendo in tutta Italia sul fronte del gelo.

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Eolie senza collegamenti

A causa del maltempo le Eolie sono prive di collegamenti marittimi. Aliscafi e traghetti sono fermi nei porti per il mare molto mosso.

Il vento soffia da nord con raffiche di 46 km/h. Il mare è anche forza 7. Anche la neve è comparsa su qualche isola. Sia nelle cime delle montagne che a bassa quota, come a Quattropani e Pianoconte a Lipari.

A Stromboli per l’isolamento, le medicine e le bombole di ossigeno sono arrivate con la motovedetta della guardia costiera di Lipari che ha sfidato il mare in tempesta, mentre la nave cisterna “Attilio Ievoli” della Marnavi da Napoli ha garantito l’acqua (5500 tonnellate) ai cittadini dell’isola di Vulcano.

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Vento, ghiaccio e neve in Puglia

Vento, neve e ghiaccio hanno flagellato la Puglia sin dalle prime ore della notte scorsa, dal Subappennino dauno e dal Gargano, dove nevica da ieri, per finire a Lecce, dove stamani per circa mezz’ora c’è stata una spruzzata di neve e la temperatura è scesa a livelli molto bassi.

Problemi alla viabilità si sono registrati nel Barese, e in particolare nella zona di Canosa di Puglia, dove alcuni mezzi pesanti sono andati di traverso sulla carreggiata a causa del ghiaccio.

Nel Foggiano chiuso un tratto della statale 16 Bari-Foggia ma solo per un incidente tra un’auto e un camion, che si è incendiato dopo l’urto costringendo all’intervento i vigili del fuoco. A Gioia del Colle (Bari) e nella Murgia barese sono caduti almeno 15 centimetri di neve; percorribile la statale 100 Bari-Taranto mentre lo stesso tratto autostradale è chiuso ai mezzi pesanti ed è percorribile solo con catene.

A Bari niente neve ma vento gelido che sferza la costa adriatica, mentre vento, neve e ghiaccio hanno dato un aspetto quasi surreale a Polignano a Mare. Neve anche su Taranto e dintorni, ma senza problemi alla circolazione. A Mola di Bari ieri sera ore di tensione al porto per un peschereccio, di ritorno da una battuta di pesca, che a causa del vento è finito nelle secche rischiando di urtare altre imbarcazioni ormeggiate. Per disincagliarlo ci sono volute tre ore di lavoro; nessun problema per i cinque marittimi dell’equipaggio.

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Basilicata: ghiaccio e tanta neve, anche sullo Jonio 

Nevica ormai da 24 ore in quasi tutta la Basilicata, dove i problemi principali sono causati dal vento di burrasca e dal ghiaccio presente sulla maggior parte delle strade. La notte scorsa in molte zone della provincia di Potenza le temperature sono scese anche oltre i -10 gradi e stamani sta nevicando anche sulla costa jonica lucana.

Da ieri mattina sono imbiancati i rioni Sassi di Matera. Nella prima parte della mattinata, a causa del ghiaccio e della tanta neve caduta nelle ultime ore, criticità, nonostante lo scarso traffico della giornata festiva, sono state segnalate sul raccordo autostradale Potenza-Sicignano degli Alburni, sulla Potenza-Melfi e sulla Tito-Brienza: in particolare su quest’ arteria è stato chiuso il tratto tra Tito e Satriano di Lucania (Potenza). Gran freddo e intensa nevicata a Potenza, dove, per la giornata di domani, sabato 7 gennaio, il Comune ha disposto la chiusura degli asili nido (le scuole, tempo permettendo, dovrebbero riaprire lunedì 9 gennaio). In vista del fine settimana di gare, inoltre, si va verso il rinvio di quasi tutti i campionati lucani: la Federbasket lucana ha già comunicato lo spostamento a data da stabilire delle gare del torneo di Promozione.

Risveglio sotto neve per Umbria, anche nelle zone sisma

Risveglio sotto la neve e al gelo per gran parte dell’Umbria, anche nelle zone colpite dal sisma. La polizia stradale non segnala problemi particolari alla circolazione e sono già al lavoro mezzi e personale dell’Anas.

La nevicata ha interessato in particolare la provincia di Perugia e le aree colpite dal terremoto. Una decina di centimetri vengono segnalati nella zona di Norcia. In tutta la Valnerina le strade principali sono tutte comunque regolarmente transitabili. Neve anche su Perugia e sulle colline intorno alla città. Imbiancato il Subasio nella zona di Assisi. Qualche intervento è stato compiuto nella notte dai vigili del fuoco per auto in difficoltà nella zona di Marsciano. In azione i mezzi antighiaccio dell’Anas in particolare sui nuovi tracciati della statale Valdichienti e per Casacastalda.

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Vento, ghiaccio e gelo nelle Marche 

Temperature gelide nelle Marche, spazzate da forti venti da nord-est che ad Ancona hanno raggiunto gli 80 km orari, con deboli nevicate ancora in corso nelle zone montane colpite dal terremoto, a Visso, Arquata del Tronto, Ussita, Castelsantangelo sul Nera. Il problema principale sono le lastre di ghiaccio che nella notte si sono formate sulle strade interne, e rallentano la circolazione nonostante l’opera dei mezzi spargisale. Ad Ancona, dove il termometro segna -1 gradi ma la temperatura percepita è -7, le raffiche di vento hanno divelto tegole, alberi e coperture di impianti fotovoltaici, con un superlavoro per i vigili del fuoco. Venti fino a 37-33 km orari sui Sibillini: qui una coltre di neve ricopre da ieri le macerie dei centri terremotati.

A Visso la colonnina di mercurio segna -6, ad Arquata del Tronto -8. Secondo la Protezione civile regionale non risultano frazioni isolate e vento e neve non hanno provocato nuovi crolli. Tengono le tensostrutture che ospitano i mezzi e il personale di soccorso. C’è preoccupazione invece per gli allevamenti di montagna, dove i sindaci lamentano ritardi nell’installazione di stalle mobili.

Nella foto qui sopr: Amatrice sotto la neve.

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Dove cadrà la neve più abbondante: le previsioni del 6 gennaio

Ma vediamo dove cadrà la neve e dove sarà più abbondante. Il Vesuvio stamattina appare come lo vedete nell’immagine di apertura, completamente bianco. Le nevicate più importanti sono attese nel Centro-Sud tra Marche, Abruzzo, Molise, poi sul Gargano, sulle Murge baresi, su gran parte della Basilicata e sul Nord della Sicilia.

Su questi settori la neve cadrà abbondante, spesso nell’ordine di 30/40 centimetri fino in pianura, ma accumuli consistenti oltre 60/80 centimetri o quasi a sfiorare il metro, sui rilievi delle Marche sud occidentali, diffusamente su quelli abruzzesi, settentrionali molisani e localmente anche sul Gargano e sul Potentino. Accumuli Over 60/70 centimetri anche sui rilievi settentrionali siciliani.

Insomma un Sud umbiancato e un Nord asciutto: l’Italia per questa volta va al contrario.

Le previsioni del 5 gennaio

E da oggi nevica! Le regioni più esposte all’irruzione saranno – secondo il meteo.it – quelle del medio e basso Adriatico, quelle appenniniche centro meridionali, in particolare i versanti orientali, e diffusamente le regioni meridionali, Sicilia compresa.
Esposte alle correnti fredde da Nord saranno anche i nostri versanti alpini di confine. Fa una certa impressione la neve che copre il Vesuvio. Un’immagine come quella dell’apertura col vulcano partenopeo in bianco non la si vedeva da parecchio tempo.

Show della neve dal 5 gennaio

Il primo fronte perturbato raggiungerà l’Italia al primissimo mattino di oggi, giovedì 5 gennaio, magari delle frange pre-frontali già nella notte su giovedì sul medio Adriatico e Centro Appennino. Mattinata di giovedì, quindi, già con piogge, temporali e nevicate diffuse su Marche, Abruzzo, Molise e al Sud.

Nelle regioni adriatiche neve anche a bassa quota

“Inizialmente – chiarisce il metoe.it – la neve cadrà a quote collinari sulle regioni adriatiche ma, già verso le ore centrali di oggi, raggiungerà le basse quote, 100/200 m sulle aree adriatiche. Entro la serata di giovedì 5 gennaio, aria gelida irromperà su tutta l’Italia, con venti impetuosi da Nord Nord Est.

Nel giorno della Befana anche -14 sulle zone adriatiche

Qualche dato sulla portata dell’aria gelida in arrivo: si toccheranno i -37° a circa 5300 m; -14° sulle aree adriatiche e appenniniche nel corso di venerdì 6, giorno della Befana; -8/-9° sulle colline appenniniche centro-meridionali e in pianura al Nord, nella fase venerdì-domenica.

Le previsioni del 4 gennaio

Mentre sta cadendo la prima neve sul Trentino Alto Adige, con l’Epifania sono in arrivo gelo e neve fino a bassa quota, venti burrascosi con raffiche fino a 100 chilometri orari e mari molto agitati con onde alte fino a 6 metri. Le temperature notturne scenderanno fino a -8° al Nord, fino a -20° sulle Alpi, -4° al Centro-Sud in pianura, come a Roma. È la previsione dei meteorologi di Meteo.it secondo cui “la prima settimana del 2017 sarà decisamente movimentata”.

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Il peggio tra giovedì e sabato

Dopo il passaggio di una prima perturbazione (tra lunedì sera e martedì), proprio a ridosso dell’Epifania saremo raggiunti da un secondo e più intenso impulso artico, una vera e propria bufera, che si farà strada dall’Europa, che ha già investito Germania, Polonia, Romania e Bulgaria, con nevicate fino in pianura. In Italia arriverà tra giovedì e sabato. La perturbazione porterà un deciso peggioramento del tempo sul medio Adriatico e al Sud”, affermano gli esperti. Il rischio di nevicate sarà accompagnato da un tracollo delle temperature e da venti gelidi settentrionali.

Picco del gelo il 6 gennaio

Nelle giornate di venerdì (Epifania) e sabato è previsto il picco del gelo con il rischio neve non solo sui settori interni, ma anche lungo le coste del medio Adriatico, al Sud e nel nord della Sicilia. Il freddo sarà ancora più pungente per effetto del raffreddamento da vento (wind chill) causato dai forti e gelidi venti settentrionali che soffieranno con raffiche fino a 100 km/h. I mari saranno molto agitati al Centrosud con onde dai 4 ai 6 metri.

Fiocchi anche su Napoli, Reggio Calabria e Messina

Una coltre bianca è attesa a Pescara, Termoli, Foggia, Bari, Lecce, Matera, Cosenza, Crotone, Benevento e non è escluso che nevichi anche a Napoli, Reggio Calabria, Messina. Infine, conclude il meteorologo, “prosegue il trend secco sulle regioni settentrionali con al più qualche fiocco di neve su Romagna, Alpi orientali e in genere quelle di confine”.

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