Tragedia Shock in fabbrica, 52enne cade vasca cemento, morta imprenditrice

0

Una vera e propria disgrazia Incidente mortale sul lavoro questo pomeriggio alla Comavit di Vazzola, azienda specializzata nella produzione e vendita di pali per vigneti e frutteti. A perdere la vita Emanuela Viezzer, 52 anni, che sarebbe caduta, secondo le prime ricostruzioni, in una tramoggia, contenitore utilizzato per riversare il cemento. Nella sede della ditta, in via Piave, sono intervenuti 118, vigili del fuoco, carabinieri e tecnici dello Spisal che stanno cercando di ricostruire la dinamica di quanto accaduto. Subito soccorsa, la donna, una dei titolari dell’azienda, è spirata poco dopo l’intervento dei medici del Suem, che hanno tentato senza successo le manovre di rianimazione. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri e i vigili del fuoco.

Ci sono due paesi in lutto per la fine di Emanuela Viezzer, 52enne contitolare della Co- mavit s.r.l., azienda fondata dal padre Silvio Viezzer: Vazzo- la, dove l’azienda ha sede e filiale, e Cimadolmo, dove la donna viveva nella frazione di San Michele di Piave. Emanuela era la terzogenita di sette figlie. Alcune di loro erano entrate nell’azienda del padre, dove dirigevano i vari comparti dell’attività: le sorelle si chiamano Annamaria, Laura, Giustina, Silvana, Paola e Monica.

Emanuela si era sposata ed era andata ad abitare dopo il matrimonio in Comune di Cima- dolmo, nella frazione di San Michele di Piave, dove viveva in via Piave. Era mamma di un figlio e una figlia. Emanuela aveva proseguito a lavorare nell’azienda del padre, dov’ era entrata ancor giovane e, da quando il padre Silvio aveva lasciato in mano l’azienda ad alcune figlie e ai generi, Emanuela, alla fine degli Anni Novanta ne era diventata contitolare. Insieme con le sorelle dirigeva personalmente i comparti della fabbrica.

Emanuela era una npersona sempre allegra, sorridente, molto stimata anche nella vita sociale. Dopo essersi separata dal marito, si era ricostruita la vita. Oltre alle sei sorelle, al padre Silvio e alla madre Adriana Dall’Acqua, lascia anche zii, cugini e nipoti. Il sindaco di Cimadolmo, Giovanni Ministeri, ha saputo anch’egli la notizia della scomparsa dell’ imprenditrice: «Non conoscevo personalmente Emanuela, ma conosco la famiglia, che è composta di persone oneste, che si sono sempre distinte in paese per serietà e laboriosità.

Sono scosso per l’evento accaduto nell’azienda di Tezze di Piave e porgo le mie condoglianze ai figli per la prematura morte della madre. Purtroppo queste tragedie sul lavoro sono eventi casuali, che si verificano in ogni ambiente lavorativo, circostanze, fatti, inspiegabili che creano oltre alla perdita del bene supremo che è la vita, circostanze e situazioni che a volte non trovano spiegazioni. La ditta in cui lavorava Emanuela è una ditta seria. Purtroppo come sindaco non posso che dare assistenza, disponibilità e ai familiari della mia concittadina». La “Comavit s.r.l. da oltre 40 anni è azienda leader nella produzione di sistemi per vigneti, frutteti e anti-grandine, produce e commercializza pali e accessori per l’impianto di vigneti e frutteti. Un’azienda a gestione familiare dove tutti si aiutano, tutti collaborano, come tante aziende venete nate dalla fatica e dal sudore. E anche Emanuela si era sempre fatta in quattro per far crescere l’attività familiare, impegnandosi a fondo e senza risparmio di energie in un lavoro che, purtroppo, le ha dato molto ma le ha tolto la vita.

Rispondi o Commenta