Meningite a Roma, Morto 50enna: migliora la 14enne di Palestrina

E’ ancora allarme meningite in Italia, dopo l’ennesimo decesso avvenuto questa volta in provincia di Frosinone, avvenuto nella giornata di ieri. Stiamo parlando di un uomo di 50 anni, originario di Alatri, il quale è stato ricoverato nei giorni scorsi e nello specifico sabato 31 dicembre, in gravissime condizioni di salute; l’uomo è arrivato in ospedale con la febbre piuttosto alta, presente da diversi giorni ed i medici hanno inizialmente sospettato che l’uomo potesse essere affetto da meningite, ipotesi confermata dall’esito delle analisi. Il 50enne originario di Alatri, in provincia di Frosinone, è risultato affetto da meningite da pneumococco, ovvero una forma non contagiosa e per questo motivo l’Asl ha fatto sapere che non è vi è rischio contagio. La vittima, un 50enne ristoratore di Alatri, nel nord della Ciociaria, era stato colpito dal virus lo scorso 21 dicembre, ed in primis era stato ricoverato presso l’Ospedale San Benedetto di Alatri, poi era stato trasferito nel reparto malattie infettive del nosocomio Fabrizio Spaziani di Frosinone, dove le sue condizioni di salute sono purtroppo peggiorate il giorno di Capodanno ed alle ore 12 di ieri è deceduto.

Come abbiamo anticipato, il ristoratore è risultato affetto da un tipo di meningite non contagiosa, e proprio nella giornata di ieri il primario di infettivologia del Policlinico, Vincenzo Vullo ha dichiarato: “Il paziente era affetto da meningite pneumococcica quindi non causata da meningococco, pertanto non era contagioso, e non si è resa necessaria profilassi per le persone a lui vicine. L’uomo purtroppo è arrivato qui già gravissimo, era in rianimazione ma non ha fatto in tempo a rispondere alle terapie”. Appresa la notizia della morte del ristoratore, il sindaco di Alatri, Giuseppe Morini ha voluto, nella giornata di ieri diramare una nota per porre le condoglianze alla famiglia del 50enne ed ha voluto nel contempo rassicurare i concittadini che il caso in questione non è un caso di meningite da meningococco.

Il batterio responsabile non è la Neisseria menigitidis, per cui si fa la famosa campagna vaccinale. In questo caso specifico si tratta di uno Streptococco o Pneumococco, un batterio che normalmente determina mal di gola, polmonite etc.Voglio essere chiaro: non c’è nessun allarme sanitario per la popolazione, si tratta di una infezione meningo/encefalitica, in un paziente già debilitato o per una penetrazione batterica atipica ad esempio quella da una ferita trascurata”, si legge ancora nella nota diffusa dal sindaco di Alatri.Cresce, intanto, l’allerta in Italia visto che nelle ultime 48 ore sono stati diagnosticati differenti casi di meningite e l’ultimo reso noto sembra essere quello di un uomo di Genova, ovvero un 67enne ricercatore indiano il quale è stato ricoverato al reparto malattie infettive dell’Ospedale Galliera di Genova dal pomeriggio del primo dell’anno. Al Policlinico Umberto I è stata ricoverata anche una ragazza di 14 anni di Palestrina, in provincia di Roma, a causa di una febbre molto alta, giramenti di testa e bolle sul corpo. Al momento non si sa quale tipo di meningite abbia contratto.

“Mi sento meglio, ho ancora  un po’ di febbre, entro un paio di giorni mi faranno uscire da qui per andare nel reparto, a Pediatria». A parlare, da un letto della Terapia intensiva dell’Umberto I di Roma, è la studentessa di 14 anni di Palestrina colpita da meningite batterica da meningococco. E’ ricoverata dalla sera dell’ultimo dell’anno quando febbre a 39, giramenti di testa e bolle sul corpo hanno fatto scattare l’allarme e l’immediato trasferimento dal pronto soccorso di Palestrina, che si trova a una quarantina di chilometri da Roma, al policlinico Umberto I dove la ragazzina ha subito risposto bene alle cure.

Così bene che ieri si sentiva meglio e già pensava a riprendere le prove della commedia teatrale che la vede sul palco come protagonista principale. «La mia parte è quella di una promessa sposa che viene abbandonata dal fidanzato a ridosso del matrimonio. Lo spettacolo andrà in scena tra marzo e aprile», racconta la studentessa che frequenta il liceo linguistico di Olevano e ha una vera passione per il teatro. Molti i messaggi di vicinanza e solidarietà da amici e compagni di classe: «Guarisci presto». La quattordicenne ha accanto la mamma, lo zio Augusto e tutta la famiglia che ha passato un Capodanno tra angoscia e incredulità: nessuno sa spiegarsi come sia entrata in contatto con il batterio. Ora che le sue condizioni sono migliorate in famiglia è tornato il sorriso.

Tutti, bimbi compresi, sono stati sottoposti a profilassi, stessa sorte per i componenti della compagnia teatrale amatoriale di Palestrina dove la ragazza è andata a fare le prove il 28 dicembre (i primi sintomi della malattia li ha manifestati il 30). «Le sue condizioni sono stabili – dice Camilla Ajassa, infettivologa dell’Umberto I – Allo stato attuale possiamo dire che la ragazza sta meglio rispetto a quando è entrata. Ma dobbiamo valutare momento per momento». La meningite è «causata da meningo- cocco ma per conoscere il gruppo – spiega Ajassa – bisogna attendere i risultati oggi o domani». Il direttore del dipartimento di Medicina interna e malattie infettive, Vincenzo Vul- lo aggiunge: «Tutti i contatti stretti sono stati sottoposti a profilassi».
A Brescia un 20enne di Manerbio è stato ricoverato agli Spedali Civili.

Le analisi hanno confermato la presenza di meningococco di tipo C. Il giovane non sarebbe in gravi condizioni. A Prato migliora la ventenne colpita da meningite di tipo C, ricoverata al Santo Stefano il 31 dicembre: si è svegliata ed ha parlato con familiari e medici. La prognosi resta riservata. A Sulmona, invece, non c’è né allarme di contagio né necessità di profilassi per la meningite pneumococcica che ha colpito l’uomo di 84 anni, ricoverato in stato di coma dal 28 dicembre.

Non ce l’ha fatta il ristoratore di Alatri. E’ morto dopo due giorni di ricovero all’Umberto I di Roma, Massimiliano Zena, 49 anni, ristoratore di Alatri, in Ciociaria. Era affetto da meningite da pneumococco, una forma batterica non contagiosa. Il sindaco di Alatri, dopo aver sentito le autorità sanitarie locali, aveva rassicurato i cittadini escludendo che fosse «un caso di infezione da meningo-cocco». L’uomo da alcuni giorni aveva febbre molto alta e il 31 dicembre era stato accompagnato dai familiari all’ospedale San Benedetto di Alatri. Le sue condizioni sono apparse subito gravi, tanto che i medici ne avevano disposto il trasferimento nel reparto di malattie infettive di Frosinone. Da qui, poi, il trasporto al policlinico romano, dove è morto dopo essere stato ricoverato in Rianimazione. L’Asl di Frosinone, per precauzione, ha avviato la profilassi somministrando una compressa di antibiotico a coloro che sono venuti a contatto con l’uomo, dal personale sanitario ai pazienti presenti in sala d’attesa fino ai familiari.

Ogni anno in Italia sono circa mille le persone colpite dalla meningite ed il 10% di chi la contrae non sopravvive: per questo, la vaccinazione è fondamentale, come ribadisce anche Ranieri Guerra, direttore generale della prevenzione sanitaria del ministero della Salute, secondo cui

“è un grave errore dire che siamo in presenza di un’epidemia di meningite”.

In media, il 50-60% dei pazienti guarisce completamente, mentre il 30% sopravvive riportando conseguenze anche molto gravi (15 bambini su 100 hanno complicanze così gravi da richiedere protesi acustiche o degli arti, riportano cicatrici invalidanti, seri problemi alla vista, deficit neuro-motori) con un costo umano, sociale e sanitario altissimo. Va però ribadito, afferma Rezza, che

“non c’è un allarme generalizzato: considerando appunto che i casi di meningite batterica ogni anno in Italia sono circa mille, ciò vuol dire che si registrano comunque diversi casi al giorno; inoltre, ogni anno si segnalano quasi 200 casi di infezione da meningococco, di cui la metà è di tipo C, e ciò vuol dire più di un caso ogni due giorni”.

D’inverno, poi, i casi sono più numerosi. E’ dunque

“normale che si registrino, soprattutto in questo periodo – sottolinea – casi sporadici di meningite”. Invece, precisa, “diversa è la situazione della Toscana, dove c’è stato un aumento di casi per uno stesso ceppo virulento di meningococco C”. Bisogna pertanto distinguere: “Quella toscana è una situazione che va seguita, ma per il resto – conclude Rezza – tutto rientra purtroppo nella normalità, ed a questo punto è più che mai importante mantenere alta la copertura vaccinale”.

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