Mesentere, nuovo organo, lo aveva descritto già Leonardo Da Vinci oltre 500 anni fa: cos’è e come funziona

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Dopo secoli di studi, il corpo umano riserva ancora sorprese. Da qualche mese infatti abbiamo tutti un nuovo organo: il mesentere, una struttura che fa parte del nostro apparato digestivo e collega, più propriamente, l’intestino con l’addome, tenendo i visceri saldamente ancorati al loro posto. Un organo nascosto in bella vista da quasi mezzo millennio, perché fino ad oggi era ritenuta una struttura frammentata, composta da molteplici parti con funzioni differenti.

l’intestino tenue dalla parete della cavità addominale decorrono in questa piega peritoneale. Altre pieghe peritoneali sono il piccolo e il grande omento. Il piccolo omento col lega lo stomaco (piccola curvatura) e il duodeno all’ilo del fegato ed è attraversato dalla vena porta, dall’arteria epatica e dal dotto coledoco. Il grande omento si porta, dalla grande curva tura dello stomaco e dal
colon trasverso, in basso, ricoprendo, dal davanti, le anse intestinali come un grembiule. Esso è costituito da quattro strati di peritoneo strettamente accollati, riccamente provvisti di tessuto adiposo. La sua funzione non è ben nota ma, per la presenza di numerosi linfonodi e per il suo comportamento durante i processi infiammatori del peritoneo (peritoniti),
possiamo attribuirgli un ruolo difensivo, poiché contribuisce a proteggere il peritoneo dall’espansione dei processi infettivi. La parete del tubo digerente, nel tratto gastro-intestinale, è costituita
da quattro strati o tonache: mucosa, sottomucosa, muscolare e sierosa, essendo quest’ultima costituita dal peritoneo viscerale.

Sembra incredibile che ancora oggi possano essere fatte scoperte eclatanti nel campo dell’anatomia umana, in particolar modo nella classificazione degli organi, ciò nonostante un’equipe di medici britannici, dopo aver esaminato a fondo un tessuto addominale chiamato mesentere, lo ha recentemente ‘promosso’ a vero e proprio organo, con tutto ciò che ne consegue in termini di ricerca medica e soprattutto nella gestione delle patologie a esso legate. L’ipotesi avanzata dal team del professor J.Calvin Coffey, ricercatore presso l’Ospedale Universitario di Limerick (Irlanda), è stata accolta con favore e interesse dalla comunità scientifica, tanto che il celebre manuale medico-chirurgico Anatomia del Gray (Gray’s Anatomy), opera che ha ispirato l’omonima serie televisiva e la pellicola del 1996 diretta da Steven Soderbergh, è stata già aggiornata con i dettagli sul nuovo organo.

Il mesentere, un ripiegamento del peritoneo, ovvero della membrana che riveste la cavità addominale e parte di quella pelvica, era considerato come una sorta di tessuto frammentato col semplice scopo di sostenere e tenere in posizione l’intestino, benché in realtà non siano mai state del tutto chiare le sue funzioni. Gli studiosi, dopo averlo attentamente esaminato al microscopio negli ultimi quattro anni hanno tuttavia determinato che si tratta di una struttura unica e continua, tale da renderlo un organo a sé stante: “La descrizione anatomica del mesentere degli ultimi cento anni – ha sottolineato il professor Coffey – non era corretta”. “Ora che ne abbiamo stabilito l’anatomia e la struttura – ha aggiunto lo studioso – il passo successivo è determinarne la funzione. Se si capisce la sua funzione si può capire quando c’è qualcosa che non va, e quindi se si è in presenza di una malattia. Sono le basi per una nuova area della scienza medica”. I dettagli sul mesentere, che per la prima volta fu descritto da Leonardo da Vinci, sono stati pubblicati sull’autorevole rivista scientifica specializzata The Lancet Gastroenterology & Hepatology.

L’intestino tenue dalla parete della cavità addominale decorrono in questa piega peritoneale. Altre pieghe peritoneali sono il piccolo e il grande omento. Il piccolo omento col lega lo stomaco (piccola curvatura) e il duodeno all’ilo del fegato ed è attraversato dalla vena porta, dall’arteria epatica e dal dotto coledoco. Il grande omento si porta, dalla grande curva tura dello stomaco e dal
colon trasverso, in basso, ricoprendo, dal davanti, le anse intestinali come un grembiule. Esso è costituito da quattro strati di peritoneo strettamente accollati, riccamente provvisti di tessuto adiposo. La sua funzione non è ben nota ma, per la presenza di numerosi linfonodi e per il suo comportamento durante i processi infiammatori del peritoneo (peritoniti),
possiamo attribuirgli un ruolo difensivo, poiché contribuisce a proteggere il peritoneo dall’espansione dei processi infettivi. La parete del tubo digerente, nel tratto gastro-intestinale, è costituita
da quattro strati o tonache: mucosa, sottomucosa, muscolare e sierosa, essendo quest’ultima costituita dal peritoneo viscerale.

Sembra incredibile che ancora oggi possano essere fatte scoperte eclatanti nel campo dell’anatomia umana, in particolar modo nella classificazione degli organi, ciò nonostante un’equipe di medici britannici, dopo aver esaminato a fondo un tessuto addominale chiamato mesentere, lo ha recentemente ‘promosso’ a vero e proprio organo, con tutto ciò che ne consegue in termini di ricerca medica e soprattutto nella gestione delle patologie a esso legate. L’ipotesi avanzata dal team del professor J.Calvin Coffey, ricercatore presso l’Ospedale Universitario di Limerick (Irlanda), è stata accolta con favore e interesse dalla comunità scientifica, tanto che il celebre manuale medico-chirurgico Anatomia del Gray (Gray’s Anatomy), opera che ha ispirato l’omonima serie televisiva e la pellicola del 1996 diretta da Steven Soderbergh, è stata già aggiornata con i dettagli sul nuovo organo.

Il mesentere, un ripiegamento del peritoneo, ovvero della membrana che riveste la cavità addominale e parte di quella pelvica, era considerato come una sorta di tessuto frammentato col semplice scopo di sostenere e tenere in posizione l’intestino, benché in realtà non siano mai state del tutto chiare le sue funzioni. Gli studiosi, dopo averlo attentamente esaminato al microscopio negli ultimi quattro anni hanno tuttavia determinato che si tratta di una struttura unica e continua, tale da renderlo un organo a sé stante: “La descrizione anatomica del mesentere degli ultimi cento anni – ha sottolineato il professor Coffey – non era corretta”. “Ora che ne abbiamo stabilito l’anatomia e la struttura – ha aggiunto lo studioso – il passo successivo è determinarne la funzione. Se si capisce la sua funzione si può capire quando c’è qualcosa che non va, e quindi se si è in presenza di una malattia. Sono le basi per una nuova area della scienza medica”. I dettagli sul mesentere, che per la prima volta fu descritto da Leonardo da Vinci, sono stati pubblicati sull’autorevole rivista scientifica specializzata The Lancet Gastroenterology & Hepatology.

L’apparato digerente è costituito da un gruppo di organi addetti alla scissione degli alimenti in componenti chimici che l’organismo può assorbire ed utilizzare come fonte di energia per costruire e riparare cellule e tessuti. L’apparato digerente è formato dal tubo digerente (chiamato anche canale alimentare) e da vari organi associati. Il tubo gastroenterico è sostanzialmente un condotto attraverso cui passa il cibo; è formato dalla bocca, dalla faringe, cioè la gola, dall’esofago, dallo stomaco, dall’intestino (intestino tenue costituito dal duodeno, dal digiuno e dall’ileo , e intestino crasso, formato invece dal cieco, dal colon e dal retto e dall’ano. Le ghiandole annesse all’apparato digerente – come le ghiandole salivari, il fegato e il pancreas – secernono succhi digestivi che scindono il cibo man mano che esso procede dall’alto verso il basso. La peristalsi, cioè le onde di contrazione muscolare delle pareti intestinali, spinge il cibo e i prodotti della digestione attraverso l’intestino, dalla gola al retto.

La bocca La bocca svolge molteplici funzioni: il cibo viene ivi frantumato per essere deglutito, costituendo così la prima parte del tubo digerente; trasforma le vibrazioni prodotte dalla laringe (sede delle corde vocali) in linguaggio; è usata nella respirazione. Il tetto della bocca è formato, anteriormente, dal palato osseo, duro, e, posteriormente, dal palato molle, carnoso. La maggior parte del pavimento della bocca è costituito dalla lingua che contiene gruppi di cellule specializzate, sensibili al gusto, chiamate papille gustative. Il palato e la lingua sono circondati dai denti situati nel tessuto delle gengive che ammortizza i traumi.

Tutte queste strutture sono racchiuse dalle guance e dalle labbra caratterizzate da un anello muscolare che contribuisce a trattenere il cibo in bocca. La parte interna della bocca è rivestita dalla mucosa, lubrificata dalla saliva, prodotta da tre paia di ghiandole salivari.

La faringe La faringe è il condotto che collega la parte posteriore delle bocca e del naso all’esofago e alla laringe. Questo condotto muscolare, rivestito da membrana mucosa, fa parte sia delle
vie aeree sia del tubo digerente. La parte superiore, nasofaringe (condotto per il passaggio dell’aria), collega la cavità nasale alla regione posta dietro il palato molle. Il segmento intermedio, orofaringe (condotto per il passaggio sia dell’aria sia del cibo), decorre dal nasofaringe fino sotto la lingua. La porzione inferiore, laringofaringe (condotto che è utilizzato solo per il passaggio del cibo), è posta dietro e ai lati e della laringe e si fonde con l’esofago.

L’esofago L’esofago è il condotto muscolare che porta il cibo dalla gola allo stomaco. L’estremità superiore dell’esofago è la parte più stretta del tubo digerente ed è circondata da uno sfintere (muscolo circolare) normalmente chiuso, ma che si apre per consentire il passaggio del cibo. Uno sfintere simile (cardias) è presente anche nel punto in cui l’esofago si immette nello stomaco. Le pareti dell’esofago sono costituite da forti fibre muscolari disposte in fasci, alcune circolari e altre longitudinali. Il rivestimento interno dell’esofago, mucosa, è formato da epitelio liscio di tipo squamoso a cellule piatte. Il cibo è spinto in basso da una azione di peristalsi, costituita da potenti onde di contrazione muscolare della parete esofagea. La forza di gravità ha una scarsa importanza nel transito del cibo verso lo stomaco, che è infatti possibile anche in un individuo posto a testa in giù.

Lo stomaco Lo stomaco è un organo cavo dell’apparato digerente, a forma di sacco, collegato all’esofago e la duodeno. Lo stomaco si trova nella parte sinistra dell’addome, sotto il diaframma.
Lo stomaco è espansibile e si dilata quando si ingerisce il cibo; in un adulto ha la capacità media di 1.5 litri. Le pareti di questo organo sono formate da strati di tessuto muscolare longitudinale rivestito da speciali cellule ghiandolari che secernono i succhi gastrici; sono irrorate da vasi sanguigni e innervate da nervi. All’estremità inferiore dello stomaco un forte muscolo forma un anello, chiamato sfintere pilorico, che può chiudere lo sbocco dello stomaco nel duodeno. Funzione principale dello stomaco è continuare la scissione dei cibi iniziate in bocca e che sarà completata nell’intestino tenue; tuttavia esso funge anche da riserva, permettendo così di mangiare solo due o tre volte al giorno. Se questo accumulo non fosse possibile sarebbe
necessario mangiare più o meno ogni 20 minuti. La secrezione gastrica è stimolata dalla vista e dall’odore del cibo e dalla ingestione degli alimenti. I succhi gastrici contengono pepsina (enzima che scinde le proteine), acido cloridrico (che uccide i batteri penetrati assieme al cibo e crea l’ambiente più adatto per l’azione della pepsina) e fattore intrinseco (essenziale per l’assorbimento della vitamina B12 nell’intestino tenue).

La mucosa gastrica contiene inoltre ghiandole che secernono muco, il quale contribuisce a formare una “barriera protettiva” per impedire allo stomaco di digerire se stesso. Ogni 20 secondi circa, gli strati della mucosa gastrica formano contrazioni ritmiche che rimescolano il cibo ed il succo gastrico; l’effetto combinato di tale movimento e del succo trasformano il cibo semisolido in un liquido cremoso. Per questo processo occorre un periodo di tempo variabile secondo la natura del cibo. Il cibo parzialmente digerito è spinto a intervalli regolari nel duodeno dalle contrazioni dello stomaco e dal rilasciamento dello sfintere pilorico.

L’intestino L’intestino costituisce la parte terminale del tubo digerente e si estende dallo sbocco dello stomaco all’ano.L’intestino forma un lungo tubo suddiviso in due segmenti principali:  intestino tenue edintestino crasso. La funzione dell’intestino è quella di scindere e assorbire nella  circolazione sanguigna il cibo e l’acqua ed eliminare le scorie della digestione, che sono espulse sotto forma di feci. L’intestino tenue è lungo circa 6.5 m ed ha un diametro di circa 35 mm. E’ formato da tre sezioni: duodeno (breve segmento ricurvo fissato alla parte posteriore dell’addome),
digiuno ed ileo (due segmenti più grossi e mobili). Il dotto biliare e i dotti pancreatici sboccano nel duodeno. Le pareti dell’intestino sono formate da muscoli circolari e longitudinali con un rivestimento interno, la mucosa, e uno esterno, la sierosa. Le contrazioni ritmiche dei muscoli (peristalsi) spingono il cibo parzialmente digerito lungo l’intestino. La mucosa è formata da molti villi, minuscole sporgenze simili a dita di guanto, ricoperti da milioni di fronde che creano una superficie molto estesa per facilitare l’assorbimento delle sostanze nel sangue. L’intestino crasso è lungo circa 1.8 m ed ha un diametro di circa 50 mm; circonda come una cornice, le anse dell’intestino tenue. A differenza del tenue, il crasso è per gran parte fisso nella propria posizione; la muscolatura è disposta circolarmente invece che in senso longitudinale e non è dotato di villi. Il suo segmento principale, colon, è diviso in colon ascendente, colon traverso e colon discendente, e in una porzione pelvica (colon sigmoide). L’appendice è una formazione che origina dall’estremità del cieco, posta tra l’intestino tenue e il colon. Il segmento finale dell’intestino prima dell’ano si chiama retto. L’intestino tenue ha il compito di digerire il cibo e di assorbirlo nella circolazione sanguigna. Parte del processo digestivo avviene nello stomaco; tuttavia, nel duodeno, al
cibo parzialmente digerito sono aggiunti altri enzimi digestivi e la bile. Ghiandole presenti all’interno delle pareti di ciascun segmento dell’intestino tenue producono muco ed enzimi,  che contribuiscono a scindere gli alimenti in unità chimiche facilmente assorbibili. I numerosi vasi sanguigni delle pareti intestinali portano quindi il cibo digerito al fegato, che lo immagazzina e lo distribuisce al resto del corpo. Il materiale non assorbito lascia il tenue sotto forma di liquido e fibra. Man mano che attraversano il crasso, acqua, vitamine e sali minerali sono assorbiti nel sangue, lasciando le feci, formate da residui alimentari indigeribili, con piccole quantità di grasso e diversi batteri. Le feci sono gradualmente compresse e passano nel retto; in genere la distensione del retto produce lo stimolo a svuotare l’intestino.

L’ano Canale localizzato all’estremità del tubo digerente, attraverso il quale le feci sono espulse dal corpo. Con una lunghezza media di circa 4 cm, l’ano rappresenta la prosecuzione del retto nel suo percorso diretto posteriormente e inferiormente attraverso il pavimento della pelvi.

E se vi dicessimo che il nostro organismo non smette di riservarci delle sorprese e che proprio nelle ultime settimane sembra essere giunta una notizia che lascerà molti di voi senza parole? Ebbene si, dopo tanti studi durati secoli, il nostro corpo sembra essere ancora in vena di rivelarci novità e sorprese, come quella che stiamo per presentarvi. La novità si chiama Mesentere, e si tratterebbe di un organo o meglio di un nuovo organo che tutti noi abbiamo e che sembra faccia parte del nostro apparato digestivo e che collega l’intestino con l’addome tenendo i visceri ancorati al loro posto. Si tratta di un organo presente in tutti gli organismi, ma ben nascosto e per questo motivo rimasto sconosciuto fino a poche settimane fa. A scoprire il mesentere è stato il medico irlandese J Calvin Coffey ed il suo team della University Hospital Limerick, i quali hanno condotto uno studio presentando così il mesentere.

“Abbiamo un organo nel nostro corpo che non era mai stato riconosciuto come tale.La descrizione anatomica del corpo umano che è stata portata avanti negli ultimi 100 anni non è corretta. Il mesentere non è, come prima si credeva, complesso e frammentato, bensì un organo semplice e dalla struttura continua”, ha dichiarato J.Calvin Coffey ovvero il medico irlandese che ha condotto la ricerca con il team della University Hospital Limerick. In realtà secondo quanto emerso negli ultimi giorni, il primo a parlare del mesentere è stato Leonardo Da Vinci, il quale pare lo abbia addirittura disegnato; fino ad ora si è pensato che questo mesentere consistesse in una serie di membrane scollegate tra loro, sparse nell’intestino, invece secondo il nuovo studio, si tratterebbe di un’unica struttura che va classificata come organo. I ricercatori hanno definito il mesentere come ripiegatura del peritoneo ricca di vasi sanguigni che parte dal pancreas ed arriva fino al colon“La descrizione anatomica del mesentere degli ultimi cento anni non era corretti. Ora che ne abbiamo stabilito l’anatomia e la struttura il passo successivo è determinarne la funzione. Se si capisce la sua funzione si può capire quando c’è qualcosa che non va, e quindi se si è in presenza di una malattia. Sono le basi per una nuova area della scienza medica”.

“Finora non c’era un campo come la scienza mesenterica. Ora abbiamo stabilito l’anatomia e la struttura del mesentere. Il prossimo passo è la sua funzione. Se capisci come funziona puoi capire quando non funziona, e quindi le malattie”, ha dichiarato Coffey.  Nei prossimi anni sarà possibile approfondire gli studi su di esso e comprendere in modo assai più approfondito il suo funzionamento. I dettagli sul mesentere, fu descritto da Leonardo Da Vinci sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata The Lancet Gastroenterology & Hepatology.

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