Migranti del centro di accoglienza a Cona in rivolta dopo la morte di una 25enne ivoriana: “Morta per ritardo soccorsi”

Una vera e propria rivolta quella messa in atto dai migranti ospiti del centro di prima accoglienza di Conetta ovvero una frazione del comune di Cona in provincia di Venezia, dopo la morte all’interno della struttura di una giovane ragazza di 25 anni, un’ivoriana che stando a quanto è emerso o almeno secondo quanto riferito dai migranti ospiti della struttura sarebbe stata soccorsa in ritardo. Ebbene, nella giornata di ieri Carabinieri e Polizia sarebbero intervenuti nella notte tra il 2 e il 3 gennaio, nel centro di prima accoglienza di Cona dopo che una rivolta sarebbe scoppiata in seguito alla morte della giovane ivoriana. La 25enne, stando a quanto è emerso, pare sia deceduta per trombosi, è questo l’esito dell’autopsia effettuata sul suo corpo. Nello specifico, Lucia D’Alessandro ovvero il sostituto procuratore della Repubblica di Venezia a cui è stato affidato il caso avrebbe riferito nella giornata di ieri: “La causa della morte della givoane è stata accertata.Si tratta di una trombo-embolia polmonare bilaterale”.

Il Sostituto procuratore ha inoltre aggiunto che è interesse della Procura divulgare la causa della morte per evitare che nella popolazione nasca la preoccupazione di possibili malattie ritenute pericolose per altri individui, e proprio a tal riguardo ha voluto ancora rassicurare tutti, annunciando controlli relativi alle condizioni di salute degli ospiti della struttura. Sembrerebbero, almeno per il momento, escluse totalmente le ipotesi legate a fatti violenti o a malattie virali contagiose. La polemica dei migranti, sarebbe nata in quanto, secondo quanto riferito dagli stessi si sarebbe verificato un ritardo nei soccorsi, versione smentita dagli operatori sanitari i quali hanno invece riferito di essere giunti sul luogo nel giro di una ventina di minuti dal momento della richiesta di intervento. La rivolta è praticamente scoppiata nel giro di poco all’interno del Centro di accoglienza e 25 operatori tra cui due medici e un’infermiera si sono barricati dentro gli uffici amministrativi della struttura, ed i migranti intorno a loro hanno bloccato le uscite con falò e muri umani. I volontari sono riusciti a liberarsi intorno alle 2 di ieri grazie all’intervento delle forze dell’ordine che hanno dovuto aprire con i migranti una vera e propria trattativa, grazie all’aiuto di un mediatore culturale. Solo dopo diverse ore è tornata la calma ma per diverso tempo gli operatori sono rimasti chiusi, senza luce e lasciati al freddo all’interno di un container all’interno della struttura.

Intanto nella giornata di ieri l’Asl ha diramato un comunicato nel quale precisa che alle ore 12.48 è giunta alla Centrale operativa dei Suem 118 di Padova una richiesta di soccorso per una giovane donna di nazionalità della Costa d’Avorio, trovata dal compagno riversa in bagno priva di conoscenza presso il Centro di Accoglienza e Assistenza di cittadini stranieri richiedenti la protezione internazionale, sito in località Conetta del COmune di Cona. ” Stante la gravità della situazione, la Centrale Operativa attivava, sia l’equipaggio dell’ambulanza di stazionamento nel Comune di Cavarzere, sia l’automedica dell’Ospedale “Immacolata Concezione” di Piove di Sacco. I sanitari giunti tempestivamente sul posto, hanno prontamente iniziato le manovre rianimatorie e trasportato la donna al Pronto Soccorso piovese, dove, purtroppo è arrivata priva di vita”, si legge nella nota diffusa dall’Asl nella giornata di ieri.

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