Streaming Napoli – Sampdoria Gratis Link Video Diretta Live Tv Rojadirecta 7 Gennaio 2017

Il gelo al San Paolo (sarà -6 a Fuorigrotta), una difesa da inventare per squalifiche e Coppa d’Africa, oltre a una Samp che vuole rilanciarsi dopo il calo delle ultime 3 partite (un pari e due sconfitte) forniscono al Napoli argomenti sufficienti per soffermarsi su questa partita ed allontanare la distrazione Real. «Ho visto 7-8 partite della Samp e 3 o 4 dello Spezia: le mie vacanze sono state così. La sfida al Real sarà affascinante ma mancano ancora due mesi», nell’anno nuovo Sarri resta immutato, pragmatico e inviolabile nei suoi principi spesso vincenti. Spesso, perché al suo Napoli manca ancora qualcosa: la capacità di far sue le partite “sporche” riducendo il numero dei gol subiti. «Dobbiamo fare in modo che la prestazione – spiega – sfoci sempre in un risultato positivo. Purtroppo abbiamo gettato punti con prestazioni notevoli, un limite di mentalità che stiamo provando a combattere.

Abbiamo preso talvolta gol dal nulla e mi sono arrabbiato. Paghiamo in modo pesante cali di attenzione e di applicazione: la mentalità non si cambia in una settimana. Poi, siamo la seconda squadra per numero di tiri subiti». L’analisi di Sarri è precisa, circostanziata e appropriata. Il Napoli è la formazione tra le peggiori di A nel rapporto tra tiri subiti e gol incassati: 174,6 in 18 partite per 21 gol presi, peggio hanno fatto solo Pescara, Sassuolo, Palermo e Cagliari. «Ma vogliamo cominciare con il piede giusto», la determinazione di Sarri servirà per ridurre al minimo il prevedibile contraccolpo che la squadra potrebbe avere dalle assenze di Albiol, Koulibaly e Ghoulam. Hysaj e Chiriches hanno recuperato e dovrebbero essere in campo, con Strinic a sinistra e Tonelli in vantaggio su Maksimovic. Novità anche a centrocampo, confermate dalle critiche che il tecnico ha rivolto agli interpreti del match di Firenze. «I problemi difensivi sono nati dai centrocampisti e non dai difensori», l’osservazione rilancia Allan al posto di Zielinski, con Diawara confermato nel ruolo di riferimento per una copertura ulteriore alla difesa.

Il terzo di centrocampo sarà Hamsik che proprio alla Samp segnò il primo gol in A (2-0 nel settembre 2007) e alla formazione blucerchiata ha poi rifilato 5 gol complessivi: solo a Bologna (6) e Palermo (8) ha segnato di più. Prendere meno gol è il proposito per il 2017. Gli azzurri hanno il miglior attacco di A, con 40 gol che mai avevano realizzato nelle prime 18 giornate di campionato. Solo la Roma (90) ha segnato più gol del Napoli (89) nell’anno 2016. In più, il Napoli è l’unica formazione della massima serie con già 4 calciatori a quota 5 gol: Mertens, Callejón, Hamsik e Insigne. L’uomo in copertina è proprio il belga che ha segnato 8 gol nelle ultime 3 partite, tanti quanti nelle precedenti 48. Mertens ha rifilato proprio alla Samp la sua prima doppietta in A: anche in quel gennaio 2014, sempre al San Paolo, si giocò la stessa, prima partita del nuovo anno. E’ arrivato Pavoletti ieri sera in ritiro a Castelvolturno. Sarà titolare in Coppa Italia con lo Spezia. Ma Sarri e il Napoli vogliono pensare solo alla Samp, per ottenere un altro successo che spingerebbe gli azzurri a quota 38 punti, 3 in meno di un anno fa, quando chiusero il girone in testa alla classifica.

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Marco Giampaolo contro Maurizio Sarri. L’allievo che sfida il maestro in una gara che si preannuncia una partita a scacchi. I due si sponsorizzano (Sarri fece il nome di Giampaolo per la sua successione all’Empoli) e soprattutto si studiano per cercare di carpire nuovi segreti: «Sarri è tra i migliori allenatori di Europa, la sua squadra ha conoscenze importantissime – ha spiegato Giampaolo -. Ci si diverte a vedere giocare il Napoli, ha mille risorse. Se ho preparato qualcosa di speciale per lui? No, anche se abbiamo studiato bene la partita. E penso che alla fine la differenza la facciano i calciatori. Noi siamo portatori di idee. Comunque non sarà un derby tra me e Sarri ma tra i due imprenditori cinematografici Ferrero e De Laurentiis». Il tecnico blucerchiato (mai vittorioso nelle 4 ripartenze – da allenatore – dopo la pausa natalizia) stasera dovrà anche pensare a cancellare il mal di trasferta che attanaglia la Samp dall’inizio della stagione e a fare punti per evitare un campionato anonimo nella seconda parte della stagione: «Affrontiamo una delle squadre migliori del campionato. Questa partita ci insegnerà moltissimo e ci potrà fare capire a che punto siamo. Il nostro obiettivo? Quello di stare in partita fino al 95’. L’ambizione è di fare punti ma se non scendiamo in campo col piglio giusto ci fanno tre gol in 10’ e la gara finisce dopo 20’ come contro la Juve». In difesa ancora out Sala e Viviano, con Pereira a destra e con Krajnc non convocato in attesa della cessione al Frosinone.
Il tecnico ha alcuni dubbi di formazione visto che Linetty e Fernandes sono reduci dall’influenza. I due sono in ballottaggio con Praet e Alvarez mentre il nuovo difensore Bereszynski andrà in panchina: « È un polacco, un soldato affidabile e un grande lavoratore. Ho avuto poco tempo per vederlo ma è un giocatore vero».

L’imperativo è «vivere»: restando aggrappato ai Sogni, alle Ideed’un calcio «diverso», incollandosi con lo sguardo in quel panorama ch’è tornato ad essere suo e nel quale c’è l’infanzia, lo sciabordio del mare, la Napoli di ieri, di oggi, di sempre. «Il mio obiettivo è vincere e voglio farlo qui, perché sarebbe il massimo. Sappiamo ché più difficile e forse proprio per questo sarebbe ancora più bello, varrebbe il top E spero die questa squadra diventi sempre più competitiva». C’è la Storia che sfila al fianco, o magari la si avverte in vidnanza, ed in quell’atmosfera lieve eppur gioiosa c’è il senso pieno d’un’identità ch’emerge nella dolcezza d’una confessione, quasi nella tenerezza della aspirazione umanissima di un Maurizio Sarri senza veli, con l’espressione umile, fiera ed ambiziosa di chi ha scelto di cosa fare da Grande.

Difficile chiedere al 2017 di essere migliore del 2016. « Ma abbiamo difetti da cancellare, per esempio quello di subire gol che arrivano dal nulla, in momenti delle partite in cui non c’erano sofferenze. Si cresce limando questi particolari, se sembrano dettagli e non lo sono». Le avrà fatto piacere sentire da Prandelli che il suo Napoli esprime il gioco più bello d’Europa.
«E però dovremo essere capaci di trasformare le prestazioni in risultati. E’ un limite da rimuovere, perché abbiamo buttato via pu nti dopo partite notevoli per qualità e per intensità. Siamo consapevoli che sarà necessario combattere questi peccatucci die appartengono alla nostra mentalità».

La cifra tecnica del suo Napoli resta elevatissima, sa di filosofia autentica. «Io penso da sempre, e immagino di continuare a farlo, che sia più semplice arrivare alla vittoria attraverso il bel gioco».
Non sapete cogliere le partite brutte, né sporcarle per farle vostre. «E’ una caratteristica che abbiamo e non è semplice, anzi direi è difficile modificare noi stessi. Forse ci viene meno lui pizzico d’attenzione, in alcune fasi; e comunque siamo alla ricerca dei correttivi». Inseguite la perfezione. «I successi attraverso la nostra cultura». Guardiola non votole arrivare a sessantanni in panchina.
«Ma lui a trentotto meritò il Barcellona, con cui ha cominciato a vincere. A me tocdierà rimanere un po’ di più». Per andare al Bari  o per vincere?

«Io voglio vincere qui, dove è chiaramente pi ù complicato rispetto a Barcellona, per motivi che si conoscono». Le vacanze fanno riposare e tolgono qualcosa. «Abbiamo lavorato parecchio, ma tanto, e solo la partita con la Sampdoria ci dirà come stiamo. Chiriches è rientrato, ma ha un solo allenamento nelle gambe: le sensazioni sono positive, però sapete come la penso e dunque non mi sbilancio. Ho vari calcatoli pronti». Ora è arrivato pure Favoletti. «Ha caratteristiche diverse, che potranno tornarci utili. Sta guarendo da lui infortunio^ ha dovuto fare differenziato e un percorso di avvicinamento».

Sarri contro Giampaolo, la sfida tra due esteti del calcio. «Ma è Napoli-Sampdoria. E noi dobbiamo essere attenti al loro potenziale offensivo, che è notevole». Dovrà rivoluzionare la difesa.
« Ma siamo redrid da sei gol in due partite e quindi non possiamo essere preoccupati». Sono stati i giorni della ossessione collettiva per il Reai Madrid. «Vi racconto le mie vacanze: ho guardato sette-otto partite della Sampdoria e tre o quattro dello Spezia. La Champions, tanto più il doppio appuntamento con il Reai Madrid, saranno affascinanti, ma mancano giorni, settimane, mesi ed io non posso permettermi di distrarmi, né di trasmettere ai ragazzi messaggi sbagliati. Lo ho questa partita in testa». E’ la vigilia dei Maksimovic, deiTonelli, di Strinic. «Maksimovic deve cambiare il suo modo di pensare, perché ora il suo riferimento è la palla e non l’avversario.
Il ha meno difficoltà tattiche, con me ha giocato centodieci partite, può darsi giochi la centoundicesima E a Strinic è doveroso concedere qualche chanches, starà a lui giocarsele bene».

Meglio abbondare: e smanettando intorno a se stesso, in quel Napoli offensivo che sembra il cubo di Rubile, il puzzle richiama alla genialità e la fantasia scatena l’allegria, lasciando convergere in sé la sua diabolica esuberanza ch’è nei tagli, nelle sovrapposizioni, nelle incursioni, nelle veroniche e nella gioiosa interpretazione d’un football trasgressivo. Benvenuti alla giostra dei gol – centoquattro nel 2014 e poi pure nel 2015 e centosei nel duemilasedici – la sublimazione d’un calcio che sa essere soltanto verticale, che ha scoperto la sua natura esplosiva in due fasi – prima con Beni- tez, poi con Sarri – che adesso va plasmando la propria natura ad immagine e somiglianza d’un tecnico che ha deciso di restare amabilmente inchiodato al tridente e di portarlo a spasso, allargandone gli orizzonti.

FALSO, VERO. Dategli un pallone evi rivolterà l’orizzonte: perché in questa variazione sul tema, imposta dalla sorte, il Napoli ha scoperto d’avere un centravanti che da «falso nueve» ha mostrato il cinismo del vecchio, carissimo bomber, un avvoltoio in chiave moderna che Drie Mertens ha scoperto di saper rievocare attaccando il tempo e lo spazio che l’infortunio di Milik gli ha lasciato. La Grande abbuffata, cominciata a Cagliari (tripletta nella cinquina) è continuata con il Torino (poker nel pokerissimo) però contiene altro ancora: il graffio di Firenze e la rasoiata di Lisbona, una «mise» ostinatamente osé che esibisce le scollature altrui e le punisce. E’ il 4-3- 3 d’ultima generazione, la creazione stilistica che Sarri ha elaborato in un laboratorio in cui non mancano gli elementi per scatenarsi, mescolandoli attraverso il talento e l’ispirazione ch’è di chiunque, anche di chi come (poverini…) Giac- cherini ed E1 Kaddouri sono costretti spesso ad ammirare estasiati.

POSSENTE. C’era una volta un calcio adattato a Milik, al corazziere capace (quasi) solo di doppiette (una alla Dinamo Kiev, una al Milan, una al Bologna), dunque non solo muscoli ed acrobazie, ma anche la capacità di leggere negli schemi e poi di riprodurli. E’ un Napoli che, con le differenze del caso, potrà appartenere a Leonardo Pavoletti, che ha la fisicità per andare a staccare nel caos, per sostenere con le sponde e garantire una maggior staticità nei sedicimi metri, quan- do s’inseguono gol sporchi o comunque alternative per assenza di campo.

LEGGERO. E’ un Napoli che può permettersi di cambiar pelle, di farlo restando legato ad un sistema e ad un modulo nel quale ha esaltato la propria, incontrollabile vocazione, per nulla depotenziata dall’addio di Sua Maestà Iliguain, divenuta indolore con i quaranta gol in campionato (4 più della Juve capolista, 1 più della Roma, sistemata a metà strada tra Napoli e la vetta della classifica), migliore attacco del torneo, che testimoniano l’effervescenza d’un settore ampio, vasto, vario. E’ un Napoli che attacca spesso a sinistra, quando c’è Ghoulam, che poi sfonda a destra, cambiando il gioco, con i cucchiai-assist di Insigne e le irruzioni di Callejon; è un Napoli che sa come evadere dalla pressione altrui, che cerca da lontano gli incroci dei pali con il suo scugnizzo ma che ama compiacersi attraverso il gioco dei triangoli, il movimento senza palla, gli strappi dei centrocampisti. E’ il calcio che incanta e contagiosamente conquista, sedici reti nelle ultime quattro partite di campionato, senza avere Milik, né Pavoletti, dunque sforzandosi di rinnovarsi pur rimanendo sostanzialmente eguale a se stesso, puntando dritto verso il futuro ed andando all’attacco…

II Napoli a gennaio (2017): se fosse un film (di produzione Filmauro, ovviamente), quale potrebbe essere l’attore protagonista? Semplice, perché ce ne uno su tutti: il San Paolo. Ed il perché è presto spiegato. In questo primo mese del nuovo anno gli azzurri si ritroveranno a disputare cinque incontri, di cui ben quattro a Fuorigrotta. In casa : la Samp stanotte, lo Spezia mercoledì notte (ottavo di Coppa Italia), il Pescara domenica 15 (ore 15), il Palermo domenica 29 (ore 20,45). Un bel poker di match casalinghi già certi ma, se si dovesse passare il turno di Coppa Italia contro lo Spezia, si arriverebbe ad un’incredibile cinquina sulla ruota di Fuorigrotta. E già: in tal caso, martedì 24 gennaio (sempre in notturna), il Napoli si ritroverebbe ad affrontare fra le mura amiche una tra Fiorentina e Chievo. Insomma, sarebbero cinque incontri interni su sei: vero e proprio record, combinazione quantomeno singolare (non dimenticando però che sabato 21 gennaio c’è l’unica eccezione: Milan-Napoli a San Siro). San Paolo perciò sicuro protagonista.

CHE INIZIO! Stando così le cose, da domani si entrerà in un nuovo e lungo “tunnel” del divertimento: il tour de force annunciato riporterà gli azzurri a scendere in campo (nel caso dei sei impegni mensili) ancora una volta ogni tre giorni. Nella migliore delle ipotesi ben 6 match in 22 giorni, ma stavolta entrerà prepotentemente in gioco anche il sempre benaccetto aiuto del pubblico. In questo mese di gennaio, infatti, gli azzurri potrebbero giocarsi molte chance in campionato, provando nel contempo a farsi strada in Coppa Italia Il che sta a significare che, per questo inizio 2017, c’è già in ballo una bella fetta di stagione.

IL DODICESIMO.il famoso uomo in più, cioè. Quello che dalle tribune ha sospinto gli azzurri verso grandi imprese. Perché quando c’è, meglio se consistente, riesce sempre a far sentire tutto il suo peso. Da capitan Hamsik e compagni a Sarri, allo stesso De Laurentiis: tutti ne hanno a più riprese richiesto il prezioso intervento. E’ con l’apporto del dodicesimo uomo che si è riusciti a fronteggiare e piegare avversari che parevano essere arrivati da altri mondi: Chelsea, Manchester City, Borussia Dortmund, Arsenal, se proprio vogliamo fare i nomi di spauracchi ridimensionati in presenza del popolo tifoso.

LA “NOTTE”. Ripresa del campionato dopo la sosta natalizia, nonché ultima giornata del girone d’andata: arrivano i blucerchiati ad aprire la “corrida” di Fuorigrotta, quella che si protrarrà senza (quasi) soluzione di continuità per tutto il mese, ma che ha già da tempo lanciato un ponte verso il futuro. Poiché c’è una data che, hai voglia ad ignorarla, a scacciarla in tutti i modi, torna sempre. A mo’ di ossessione, a pizzicare il cuore. Ed è quella di martedì 7 marzo (ore 20,45), quella del gran galà di Champions, della sfida-Reai. Ebbene, se stanotte con la Samp si potrebbero anche superare le 30mila presenze, per la Notte (e che notte…) se ne conteranno di sicuro il doppio. Forse proprio i 60.240 limite massimo per il San Paolo, stando a quanto s’è già visto nelle concitate fasi delia sfrenata corsa al ticket.
Discreto pubblico stanotte (in molti dissuasi anche dal gelo, altri invece attirati dalla promozione per la sfida successiva con lo Spezia), per brindare al nuovo anno con gli azzurri, per sostenerli nella rincorsa in campionato. Ma fra due mesi esatti sarà tutt’altra musica, quella della Champions. Non ci saranno allora ostacoli economici o meteorologici a frenare i tifosi, ma solo quelli decretati dalia capienza del San Paolo. Dalla Samp al Real due mesi di passione in un mare di partite.

Il tempo è un galantuomo: e ora che non ci sono più tracce di «ferite», di quell’estate rovinosa, persa completamente per rimettersi in piedi, il freddo resta una pallida impressione, perché dentro c’è il fuoco che arde e la voglia matta di ricominciare. Otto mesi oggi e Inter-Empoli è un ricordo vago, un po’ romantico, certo malinconico, che sfila via veloce, perché ci vuole poco a lasciarsi alle spalle il passato e riprendere ciò che Lorenzo Tonelli è stato: c’è Napoli-Sampdoria e sembra un aggrovigliato, misterioso gioco del destino, che lo rilancia proprio quando i «maestri» si sfidano e ci sarà modo per ripensare alla sua evoluzione, alle cento dieci pa rtite con Sarri, alle ventisette con Giampaolo, a quel miracolo all’italiana nel quale è stato protagonista.
RI ECCOLO. Però c’è voluto un bel po’ prima di avvertire intorno a sé, dentro di sé, il richiamo della propria n a tura, le emozioni del campo, le certezze graffiate da quei primi mesi a curarsi ma restando nell’ombra una partita in Primavera, anche quella, per avvicinarsi gradualmente e stavolta c’è il campo – quasi sicuramente – da condividere, in una notte gelida per gli altri ma rovente per Tonelli.  Si riparte, è l’anno nuovo e sa quasi d’anno zero, perché sarà un po’ come rinascere, dopo aver attraversato un tunnel interminabile, duecentoquarantacinque giorni in apnea e risposte da aspettarsi dal destino.

RIVOLUZIONE. Ma si cambia, e tanto, soprattutto là dietro, perché intanto la sorte ha fatto di suo: fuori Kouli-baly e Ghoulani, in coppa d’Africa, fuori anche Albiol, squalificato, e fino a ieri pomeriggio le perplessità su Hysaj e Chiriches, intrufolatosi nell’elenco dei convocati proprio all’ultimo secondo, dopo aver sconfitto rispettivamente l’influenza e i postumi dell’acciacco di Firenze. Ma bisognerà aspettare, perché la notte indurrà a portarsi qualche consiglio appresso sulla opportunità di rischia re sia l’uno che l’altro: potrebbero esserci entrambi, potrebbe non esserci nessuno, potrebbe esserci l’albanese, avendo il rumeno avvertito problemi di natura muscolare.

E ALLORA… E quindi bisognerà intervenire anche sul centrocampo, per riuscire a dotarsi della necessaria protezione da garantire ad un settore nel quale i trequarti degli interpreti dovrebbero essere diversi dai soliti noti, dai presumibili titolari. Gli ultimi Napoli avevano spesso Zielinski in mediana ed Allan in panchina, un settore co s tru ito sul palleggio e sulla tecnica degli intermedi: s ta volta il ballottaggio diventa più serrato ed il brasiliano probabilmente ha qualche chanche in più del polacco; e il discorso varrà anche per Diawara, che garantisce coperture degli spazi e delle diagonali di passaggio, che magari rispetto a Jorginho ha meno rapidità di pensiero ma maggior dinamismo.

INTOCCABILI. Ciò che s em bra inamovibile è il tridente dei pesi leggeri, perché da destra a sinistra sembra di vederli: Callejon, Mertens ed Insigne, con Gabbiadini che s’è ripreso e va in panchina e con Pavoletti che farà la sua conoscenza diretta con il San Paolo.
C’è un elenco interminabile di assenti, E1 Kaddouri che è andato all’ultimo momento ed in maniera quasi insperata con la Nazionale in coppa d’Africa, compagno di viaggio di Koulibaly ed di Gho ulani; e poi Albiol che osserverà ed aspetterà che torni il suo momento. Mentre Napoli-Sampdoria diventa (soprattutto) la notte di Tonelli .

Dove eravamo rimasti? A Firenze, l’ultima partita prima della sosta natalizia. Il Napoli ha chiuso l’anno solare con un pareggio spettacolare (3-3), raggiunto all’ultimo secondo utile, grazie al rigore trasformato da Manolo Gabbiadini. E riprenderà da quel terzo posto raggiunto, che gli ha consentito di rientrare in zona Champions: salvo stravolgimenti, resta questo l’obiettivo da raggiungere. Ritroverà il San Paolo, Maurizio Sarri, in una notte gelida: per l’ora d’inizio di Napoli-Sampdoria si prevedono meno 2 gradi di temperatura. Ma allenatore e squadra avranno le motivazioni necessarie per battere il gelo e, possibilmente, anche i doriani. Due le notizie che arrivano da Castelvolturno: Chiriches e Hysaj figurano nell’elenco dei convocati, insieme a Leonardo Pavo- letti alla sua prima convocazione. Per Tonelli, invece, ci sarà l’esordio con la maglia del Napoli.

AMICI CONTRO La partita di questa sera metterà di fronte due tra gli allenatori più interessanti della nostra serie A. Le carriere di Sarri e Giampaolo hanno avuto un passaggio uguale: Empoli, dove entrambi hanno contribuito, nelle rispettive stagioni, a tenere il club toscano in Serie A. L’evoluzione è avvenuta negli ultimi due anni. Sarri è approdato a Napoli, tra mille incertezze, ed è riuscito ad imporsi a livello internazionale mediante la spettacolarità del suo gioco e i risultati acquisiti: non ultimo, gli ottavi di finale di Champions League e la doppia sfida coi campioni in carica del Real Madrid. Giampaolo, invece, è arrivato alla Samp- doria con la quale è a -2 dal centro classifica. «Non riduciamo questa partita ad un sfida tra me e Giampaolo, non avrebbe senso. La Sampdoria è una squadra organizzata che gioca un ottimo calcio. È una partita con un livello di pericolosità elevato, perché il loro attacco è molto forte e la loro difesa molto organizzata», ha spiegato l’allenatore del Napoli. Il quale ha dribblato abilmente l’argomento Real Madrid, che continua a tenere banco in città. «Io sto pensando solo alla Samp, se iniziassi a pensare al Real, a due mesi dalla partita, sarebbe un problema per me è per la squadra. Per adesso, ho visto sei-sette gare della Samp e tre o quattro dello Spezia». Ovvero l’avversario che il Napoli affronterà martedì sera per gli ottavi di coppa Italia.

VOGLIA DI VINCERE I complimenti gli arrivano da ogni parte: in un’intervista alla Gazzetta, Cesare Prandelli ha detto che in Spagna hanno molta ammirazione per questo Napoli e mettono in guardia il Real Madrid. «Sì, ma abbiamo un limite: dobbiamo trasformare la prestazione sempre in risultato, perché abbiamo gettato punti nonostante prestazioni notevoli. È un limite soprattutto di mentalità che stiamo cercando di combattere. Abbiamo preso talvolta gol dal nulla e in quei momenti mi sono arrabbiato». Ha scherzato, poi, Sarri sulla rivelazione di Pep Guardiola che ha detto di voler chiudere la carriera a breve. «Lui ha preso il Barcellona a 36 anni e quindi può chiudere la carriera presto. Io dovrò allenare un po’ di più per vincere e spero di farlo qui, perché sarebbe il top».

Esame speciale. Marco Giampaolo non ha paura delle sfide, anzi ama mettere alla prova il suo lavoro e le qualità, anche caratteriali, dei suoi giocatori. Lui stasera affronterà il Napoli con una difesa che qualche mese fa sarebbe apparsa improponibile. Dei quattro che comporranno la linea anti-Napoli («La squadra più bella da vedere – sottolinea volentieri il tecnico – con grande qualità, maggiori soluzioni offensive e linee di passaggio esclusive»), soltanto Silvestre appariva come probabile titolare in estate, insieme a Sala, Castan e Dodò e Pavlovic. Pereira ha addirittura la valigià pronta per partire, Skriniar a inizio stagione aveva sommato appena tre spezzoni in campionato, Regini tornava proprio da un prestito dal Napoli nel quale era rimasto inutilizzato. Ora però possono essere tutti protagonisti, così come il portiere Puggioni, che sostituirà anche l’infortunato Viviano. Ma proprio qui sta il bello: più difficile è la sfida, più risposte arriveranno.

SARRI TOP «Noi – spiega Giampaolo – dobbiamo assolutamente restare in partita fino al 95’. Non sarà semplice perché il Napoli ha spesso travolto i suoi avversari già nei minuti iniziali. Voglio risposte importanti, che riguardino il futuro di questa squadra, che non può essere una comprimaria, deve crescere nel tempo e non può accontentarsi. Certo, per ottenere un risultato positivo servirà una prestazione quasi perfetta. Non sono d’accordo con chi vede in questa partita una sfida tra me e Sar- ri. Lui in questo momento è un allenatore tra i top in Europa. Ha il merito di aver raggiunto un traguardo speciale: è riuscito, e in poco tempo, a trasformare in squadra un gruppo di ottimi giocatori. Una bella risposta per coloro che, riguardo alle grandi squadre, parlano di allenatore-gestore. Con Sarri il Napoli ha intrapreso la strada che porta alle vittorie».

DUBBI Con Bereszynski appena arrivato, Linetty e Fernandes reduci da attacchi influenzali, Giampaolo inseguirà comunque l’impresa in trasferta: «Dovrò cercare equilibrio: difendersi a oltranza non servirebbe a nulla, schierare una formazione zeppa di incontristi ci costringerebbe a regalare sempre la palla a loro. Dovrò dosare bene attitudini difensive e qualità tra i miei giocatori». I dubbi sono soprattutto a centrocampo, tra Linetty e Praet in mediana e tra Bruno Fernandes e Alvarez alle spalle delle punte, che dovrebbero essere Muriel e Quagliarella.

Sono storie diverse, le loro. Ma entrambe hanno un qualcosa che le unisce: il Napoli. Quella di Fabio Quagliarella è durata una sola stagione, il tempo necessario per verificare che da queste parti sarebbe stato difficile sopravvivere, dopo i contrasti con l’allora allenatore, Walter Mazzarri e con Aurelio De Lau- rentiis. Quella di Lorenzo Insigne, invece, va avanti tra alti e bassi, tra contestazioni e entusiasmo. Insomma, l’ennesima dimostrazione di quanto sia difficile poter emergere nella propria città. Quagliarella non ha avuto molto tempo per provarci, nella sua unica stagione napoletana ha sommato 34 presenze e 11 gol nel campionato 2009-10: un rendimento niente male che, tuttavia, non gli è bastato per imporsi al club. E allora, il trasferimento alla Juve, con tutto il carico di polemiche che l’attaccante di Castellammare di Stabia ha dovuto portarsi dietro per diversi anni, fino a quando non si è trasferito al Torino per poi passare alla Sampdoria. Lui, prima di Gonzalo Higuain, ha scatenato la rabbia dei napoletani per quella scelta fatta.

E, stasera, Fabio ritroverà il SanPaolo e proverà a sostenere la sua Samp in questa sfida dai contenuti e dal risultato che pende dal lato napoletano.Ci sarà Lorenzo Insigne, dall’altra parte, un altro napoletano che vive sentimenti contrastanti. L’infortunio di Milik e lo spostamento al centro di Mertens gli stanno garantendo quella continuità che ha sempre cercato. Ed i risultati ottenuti, finora, sul piano personale sono eccellenti. Insigne è uno dei punti di riferimento della squadra, il talento che ha ancora tanto da dimostrare per sentirsi tale. Intanto, ieri si sono incontrati i procuratori e il papà di Lorenzo e Roberto Insigne. Per il primo, che ha il contratto in scadenza nel 2019, le parti si incontreranno presto. De Laurentiis rientrerà dalle Maldive tra lunedì e martedì e fisserà l’ appuntamento molto atteso sin da questa estate, quando l’ultimo faccia a faccia non aveva sortito esiti positivi. Giuntoli darà in prestito Roberto Insigne ad un club di serie B: la Ternana è favorita sul Latina.

La Sampdoria si avvicina al rinnovo di Silvestre ma – nel contempo – rischia di perdere Torreira. Alla vigilia del match di Napoli, i blucerchiati devono risolvere parecchi nodi di mercato. A Bogliasco è andato in scena, proprio in questi giorni, l’ incontro tra la società di corte Lambruschini e Pablo Cosentino, agente di Silvestre: le parti si sono riaggiornate alla prossima settimana ma l’incontro – dopo la clamorosa esclusione del difensore argentino nel match di metà dicembre col Chievo proprio a causa di presunte “distrazioni di mercato” – è parso positivo e dovrebbe portare a un rinnovo di contratto per l’ex giocatore di Inter e Catania, legato ai doriani sino a giugno.

Resta invece un punto interrogativo sul destino di Lucas Torreira, dopo le polemiche degli ultimi giorni. Pablo Betancourt, agente del centrocampista uruguaiano, sarà a Genova la prossima settimana per valutare il futuro del suo assistito, tentato dalle prospettive di un trasferimento a Roma o Siviglia. Probabile che i blucerchiati provino a chiudere per la permanenza del giocatore con un adeguamento dell’attuale ingaggio (al momento l’ex Pescara percepisce 120 mila euro l’anno), anche se Torreira potrebbe comunque decidere di accettare un’offerta e una piazza più prestigiosa. Il giocatore viene valutato circa 15 milioni a salire.

Valigie pronte per Krajnc, destinazione Verona più che Frosinone. Già bloccato Oikonomou, difensore greco del Bologna. E proprio la società felsinea si sarebbe fatta avanti epr Budimirsempre nel mirino di Crotone e Pescara. Restano vive, in entrata, le piste Santon e Lasagna. Accostato alla Sampdoria, per l’estate, anche il nome di Gustavo Bou, possente attaccante del Racing Avellaneda.
Intanto i blucerchiati si preparano alla partita del San Paolo contro il Napoli. Rientrato in gruppo Linetty, reduce dall’influenza. Ancora lavoro in palestra per Fernandes, scarico programmato per Silvestre: entrambi comunque dovrebbero essere disponibili.

Il Napoli conferma di essere la squadra più spendac- ciona nel mercato di gennaio. Infatti, per il momento il trasferimento di Leonardo Pavoletti (28 anni) dal Genoa alla società partenopea per 18 milioni è l’acquisto ufficializzato più costoso di questa sessione appena iniziata. Tutto ciò a conferma del trend delle ultime 5 stagioni che vede il club del presidente Aurelio De Laurentiis essere quello che complessivamente, tra acquisti e cessioni, nelle cinque finestre di mercato invernale gennaio 2011-gennaio 2016 ha fatto registrare il saldo peggiore (-60,01 milioni di euro). Il passivo del Napoli è quattro volte quello della Juventus (-14,5), e più di tre volte quello fatto segnare dalla Roma (- 17,49) nello stesso arco di tempo. Ci sono poi compagini del massimo campionato che nello stesso quinquennio nel bilancio totale tra entrate e uscite nel mercato “di riparazione” hanno messo in cascina un bilancio in attivo: le casse che sorridono di più sono quelle della Fiorentina con un positivo di 24,25 milioni di euro.

Il bilancio della Viola potrebbe migliorare ulteriormente neiprossimi giorni. Secondo l’edizione online dello spagnolo Marca, la Fiorentina e il Tianjin Quanjian di Cannavaro avrebbero trovato l’accordo per il trasferimento di Kalinic (29) nel campionato cinese. Qualora fosse confermata, l’operazione porterà nelle tasche dei toscani 45 milioni di euro, cifra che sarebbe quindi inferiore ai 50 milioni inseriti nella clausola rescisso – ria e 12 milioni all’anno al giocatore. I Della Valle potrebbero poipuntare alprestito diSi- mone Zaza (25) dalla Juve per sostituire il croato, ma il Valencia sembra essere in vantaggio per accaparrarsi l’attaccante rientrato in bianconero. Ha rifiutato la Cina invece Jovetic (27) che vorrebbe andare in prestito al Siviglia di Jorge Sampaoli, ma dovrà attendere il sì di Suning. Una trattativa che si potrà sbloccare solo lunedì quando la proprietà cinese arriverà in Italia. Intanto per i cugini rossoneri (intanto il 37enne Storari non è stato convocato dal Cagliari per la sfida a San Siro di domani) arriva una brutta notizia dall’Inghilterra: Koeman, allenatore dell’Everton, è stato categorico «Al momento non c’è nessuna possibilità di veder partire Deulofeu (22)». Difficilmente dunque Milan e Roma potranno portare in Italia il capitano dell’Under21 spagnola in questa sessione di mercato. I giallorossi dunque, dopo aver perso Jesé (23) del Psg, che con molta probabilità andrà al Las Palmas, stanno cercando di chiudere con il belga del Chelsea Musonda (20), per sostituire Salah impegnato in Coppa d’Africa. Tornerà in Serie
A invece un ex milanista, il marocchino Taarabt (27), che giocherà nel Genoa. Il tre- quartista arriva in prestito dal Benfica che contribuirà a pagare parte dell’ingaggio. Nel frattempo anche il T oro è vicino a un nuovo colpo: a breve
infatti è atteso il difensore brasiliano Carlao (30), centrale mancino dall’Apoel Nicosia per sostituire Cesare Bovo (33) andato al Pescara. Si riapre la pista Palacio (34) all’Atalanta.

NAPOLI La grande bellezza del calcio targato Sarri va coniugata con la concretezza tipicadellegrandi squadre. Tra i buoni propositi per il ‘2017 del condottiero azzurro c’è una missione intrigante. I complimenti sull’estetica gli fanno piacere – l’ultimo èstatoPrandelli-mada soli non bastano. «Abbiamogettato via punti anche con prestazioni di alto livello e questo non va bene. Stiamo lavorando per migliora re”. E si comince- rà stasera (ore 20.45,Sky Sport 1. Sky Calcio 1. Premium Sport) al San Paolo (ci saranno circa 30mila spettatori sugli spalti nonostante il gelo) contro la Sampdoria. «Spesso abbiamo

subito gol senza alcuna pressione del l’avversa rio. 11 problema principale è un calo d’attenzione e quindi la mentalità deve crescere». Solo così il salto di qualità del Napoli sarà definitivo. Sarei, del resto, è ambizioso e la ‘miccia’ s’accende quando si sofferma su Indecisione di Guardiola che potrebbe ritirarsi prima dei 60 anni. «Lui può permetterselo, ha allenato il Barcellona da giovane. La mia storia è diversa. Devo continuare ancora un po’ perché vogl io vi nce- re. Mi piacerebbe farlo a Napoli pur sapendo che è più difficile qui per tante componenti». La strada ovviamente è una sola: affrontare tutti gli avversari allo stesso modo. «Non sto pensando affatto al Reai Madrid, sarebbe un errore da parte mia. Sarà

un confronto affascinante, ma mancano due mesi. Ho visto 6-7 gare della Samp e 3-4 dello Spezia che affronteremo in Coppa Italia. Così ho trascorso le mie vacanze». Poi lavoro duro a Castel Volturno. Sarei ha r hi sto alcuni meccanismi. «E* fonda- mentale la copertura dei centrocampisti. altrimenti rischiamo troppo».

Per questo non è da escludere tira coppia che bada al sodo composta da Diawara e Allan (in bai lottaggio con Zielin- ski) accanto ad Hamsik. Iveri dubbi, comunque. sono tutti nel reparto arretrato. Hysaj eChiriches sono stati convocati e quindi si candidano per tira maglia da titolare. Se il rumeno dovesse farcela. sarebbe aperto il ballottaggio tra Maksimovk: e Tondi i. La logica darebbe il serbo favorito. ma Sarri ha evidenziato le sue difficoltà.«Deve cambiare il modo di pensare. Con me i riferimenti sono diversi: non bisogna concentrarsi sull’avversario, ma sulla palla». Ecco perché l’ex Empoli potrebbe avete anche una chance. «Ha giocato 110 partite con me – ha spiegato Sarri col sorriso – potrebbe fame anche un’altra» In attacco nessuna sorpresa. Si pinta su Meitens. La novità e Leonardo Pavoletti che è stato convocato e si accomoderà in panchina. Nella gara dd le ore 18. la prima del 2017.l’Empoli ospita il Palermo.

1. SUPERFICIE DEL TERRENO Il terreno di gioco deve avere una superficie di gioco interamente naturale o, se il regolamento della competizione lo consente, interamente artificiale, salvo che il regolamento della competizione consenta una combinazione integrata di materiali artificiali e naturali (sistema ibrido). Il colore delle superfici artificiali deve essere verde. Quando si utilizzano superfici artificiali in gare di competizioni tra squadre rappresentative di Federazioni affiliate alla FIFA o in gare internazionali di competizioni per club, la superficie deve soddisfare i requisiti del “FIFA Quality Programme for Football Turf” o dell’ “International Match Standard”, salvo che l’IFAB non accordi una speciale deroga. 2. SEGNATURA DEL TERRENO Il terreno di gioco deve essere rettangolare e segnato con linee continue che non devono costituire alcun pericolo. Queste linee fanno parte delle superfici che delimitano. Sul terreno di gioco devono essere tracciate solo le linee indicate nella Regola 1. Le linee che delimitano i lati più lunghi del terreno sono denominate “linee laterali”; quelle che delimitano i lati più corti “linee di porta”. Il terreno di gioco è diviso in due metà dalla “linea mediana”, che congiunge il punto medio delle due linee laterali. A metà della linea mediana è segnato il punto centrale del terreno di gioco. Attorno a questo punto è tracciata una circonferenza di 9,15 m di raggio. È possibile tracciare un segmento di linea fuori del terreno di gioco a 9,15 m da ogni arco d’angolo, sia perpendicolarmente alla linea di porta sia alla linea laterale. Tutte le linee devono essere della stessa larghezza, che non deve essere superiore a 12 cm. Le linee di porta devono avere la stessa larghezza dei pali e della traversa.

Laddove siano utilizzate superfici artificiali, sono consentite altre linee purché siano di un colore differente e chiaramente distinguibili dalle linee del terreno di gioco per il calcio. Un calciatore che traccia segni non autorizzati sul terreno di gioco deve essere ammonito per comportamento antisportivo. Se l’arbitro nota che ciò accade durante la gara, ammonirà il calciatore alla prima interruzione di gioco. 3. DIMENSIONI La lunghezza delle linee laterali deve essere superiore alla lunghezza delle linee di porta. Lunghezza (linea laterale): minimo 90 m massimo 120 m Larghezza (linea di porta): minimo 45 m massimo 90 m 4. DIMENSIONI PER GARE INTERNAZIONALI Lunghezza (linea laterale): minimo m. 100 massimo m. 110 Larghezza (linea di porta) : minimo m. 64 massimo m. 75 Gli organizzatori di una competizione possono stabilire la lunghezza delle linee di porta e delle linee laterali entro le dimensioni sopra indicate. 5. L’AREA DI PORTA Due linee sono tracciate perpendicolarmente alla linea di porta, a 5,50 m dall’interno di ciascun palo della porta. Queste due linee hanno una lunghezza di 5,50 m verso l’interno del terreno di gioco e sono congiunte da una linea parallela alla linea di porta. La superficie delimitata da queste linee e dalla linea di porta è denominata area di porta. 6. L’AREA DI RIGORE Due linee sono tracciate perpendicolarmente alla linea di porta, a 16,50 m dall’interno di ciascun palo della porta. Queste due linee hanno una lunghezza di 16,50 m verso l’interno del terreno di gioco e sono congiunte da una linea tracciata parallela alla linea di porta. La superficie delimitata da queste linee e dalla linea di porta è denominata area di rigore. All’interno di ciascuna area di rigore, a 11 m dalla linea di porta, equidistante dai pali, è segnato il punto del calcio di rigore. Con centro in tale punto deve essere tracciato all’esterno dell’area di rigore un arco di circonferenza di 9,15 m di raggio.

7. L’AREA D’ANGOLO L’area d’angolo è delimitata da un quarto di circonferenza di un metro di raggio tracciato all’interno del terreno di gioco da ciascuna bandierina d’angolo. 8. LE BANDIERINE A ciascun angolo del terreno di gioco deve essere infissa un’asta con bandierina. L’asta non deve essere appuntita in alto e deve avere un’altezza non inferiore a 1,50 m dal terreno. Bandierine simili possono essere infisse a ciascuna estremità della linea mediana, all’esterno del terreno di gioco e ad almeno un metro dalla linea laterale. 9. L’AREA TECNICA L’area tecnica si riferisce a gare che si disputano in stadi che dispongano di panchine per lo staff tecnico ed i calciatori di riserva, come descritto di seguito: • l’area tecnica deve estendersi lateralmente soltanto un metro per parte oltre le panchine e in avanti fino ad un metro dalla linea laterale • deve essere utilizzata segnatura per delimitare l’area • il numero delle persone autorizzate a prendere posto nell’area tecnica è definito dal regolamento della competizione • le persone autorizzate a prendere posto nell’area tecnica: – devono essere identificate prima della gara in conformità con il regolamento della competizione – devono mantenere un comportamento responsabile – devono rimanere all’interno della stessa, salvo casi particolari quali, ad esempio, l’intervento, previa autorizzazione dell’arbitro, dell’operatore sanitario o del medico sul terreno di gioco per soccorrere un calciatore infortunato • Una sola persona alla volta è autorizzata a dare istruzioni tattiche dall’area tecnica.

10. LE PORTE Una porta deve essere posta al centro di ciascuna linea di porta. Le porte consistono di due pali verticali infissi ad uguale distanza dalle bandierine d’angolo e congiunti alla sommità da una barra orizzontale (traversa). I pali delle porte e le traverse devono essere di materiale approvato. Devono essere di forma quadrata, rettangolare, circolare o ellittica e non devono costituire alcun pericolo. La distanza che separa i due pali è di 7,32 m ed il bordo inferiore della traversa è situato a 2,44 m dal suolo. La posizione dei pali della porta in relazione alla linea di porta deve essere in conformità con la seguente illustrazione:

I pali e la traversa devono essere di colore bianco ed avere uguale larghezza e spessore, non superiore a 12 cm. Se la traversa viene spostata o si rompe, il gioco deve essere sospeso fino a quando la stessa non sarà riparata o rimessa nella sua posizione. Se la riparazione dovesse essere impossibile, la gara dovrà essere sospesa definitivamente. L’impiego di una corda o di qualsiasi materiale flessibile o pericoloso per sostituire la traversa non è consentito. Se la traversa è riparabile, la gara riprenderà con una rimessa dell’arbitro. Delle reti possono essere fissate alle porte ed al suolo dietro le porte; devono essere adeguatamente sostenute e non disturbare il portiere. Sicurezza Le porte (comprese quelle portatili) devono essere fissate al suolo in modo sicuro. 11. TECNOLOGIA SULLA LINEA DI PORTA (GLT) I sistemi della GLT possono essere utilizzati per verificare se una rete è stata segnata, a supporto della decisione dell’arbitro. Nel caso in cui venga utilizzata la GLT, possono essere consentite modifiche alla struttura della porta in conformità con le specifiche stipulate nel “FIFA Quality Programme” per la GLT e con le Regole del Gioco. L’utilizzo della GLT deve essere previsto nel regolamento della competizione. Principi della GLT La GLT si applica solamente alla linea di porta e soltanto per determinare se una rete è stata segnata. L’indicazione della segnatura di una rete deve essere immediata ed automaticamente confermata entro un secondo dal sistema della GLT soltanto agli ufficiali di gara (attraverso l’orologio dell’arbitro, con vibrazione e segnale visuale). Requisiti e specifiche della GLT Se la GLT viene utilizzata in gare ufficiali, gli organizzatori della competizione devono assicurare che il sistema sia certificato in conformità con uno dei seguenti standard: FIFA Quality PRO FIFA Quality IMS – INTERNATIONAL MATCH STANDARD.

Un istituto di collaudo indipendente dovrà verificare l’accuratezza ed il corretto funzionamento dei differenti sistemi forniti in conformità con il Manuale dei Test. Se la tecnologia non funziona in conformità con il Manuale dei Test, l’arbitro non deve utilizzare il sistema della GLT e deve riportare il fatto all’autorità competente. Laddove venga utilizzata la GLT, l’arbitro deve testare la funzionalità della tecnologia prima della gara come indicato nel Manuale dei Test per GLT del “FIFA Quality Programme”. 12. PUBBLICITÀ COMMERCIALE Ogni forma di pubblicità commerciale, reale o virtuale, è vietata sul terreno di gioco, sulla superficie compresa tra la linea di porta e la rete della porta o all’interno dell’area tecnica o entro un metro dalle linee perimetrali, dal momento in cui le squadre entrano sul terreno di gioco fino a quando escono per l’intervallo e dal momento in cui rientrano sullo stesso fino al termine della gara. Nessuna forma di pubblicità è consentita sulle porte, sulle reti, sulle aste delle bandierine d’angolo o sui loro drappi e nessuno strumento estraneo (telecamere, microfoni, ecc.) può essere collocato su dette strutture. Inoltre, la pubblicità verticale dovrà essere collocata almeno a: • un metro dalle linee laterali del terreno di gioco • una distanza dalla linea di porta pari alla profondità della rete della porta • un metro dalla rete della porta 13. LOGHI ED EMBLEMI La riproduzione reale o virtuale di loghi o emblemi della FIFA, delle Confederazioni, delle Federazioni, degli organizzatori delle competizioni, delle Società o di altri organismi, durante la disputa della gara è vietata sul terreno di gioco, sulle reti delle porte e sulle superfici che esse delimitano al suolo, sulle porte, sulle aste delle bandiere d’angolo mentre è consentita sui loro drappi.

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