Ostia schok, lascia il figlio di tre anni in auto di per andare a giocare alle slot: ha rischiato di morire assiderato

Davvero incredibile quanto accaduto nella giornata di ieri o meglio nella notte di sabato ad Ostia in provincia di Roma, dove un uomo ha lasciato il proprio bambino in auto per ben due ore, per andare a giovare ai videopoker. Il bambino di soli tre anni è stato praticamente salvato dai carabinieri prima che andasse in ipotermia ed il padre, invece, è stato individuato ed arrestato dai carabinieri. L’accusa è di abbandono di minore. Davvero incredibile la vicenda che vi abbiamo appena raccontato, accaduta ad Ostia nella notte tra sabato e domenica; il bambino è stato chiuso in auto al freddo con temperature sotto lo zero e nello specifico tra i -2 e i -4. I carabinieri del Nucleo Radiomobile di Ostia si sono trovati davanti ad una scena davvero incredibile, ovvero un bambino di poco più di tre anni abbandonato all’interno di una vettura, lasciato al freddo, impaurito e tremante; davanti a questa scena i militari dell’Arma non hanno potuto far altro che intervenire, salvando praticamente la vita al piccolo, a serio rischio ipotermia.

I carabinieri, inizialmente hanno tentato di far calmare il bambino chiuso all’interno della vettura, poi lo hanno aiutato ad aprire l’auto, indicandogli i tasti della chiusura centralizzata aiutandolo così ad uscire dal’auto. Inizialmente hanno cercato di riscaldarlo più possibile, nel contempo hanno avvertito il 118 e nel giro di pochi minuti l’ambulanza è arrivata sul posto; i sanitari hanno prestato soccorso al piccolo, riscaldandolo nella loro ambulanza e poi è stato accompagnato all’Ospedale Grassi dove è stato soccorso ma fortunatamente non sembra aver avuto conseguenze gravi. Il piccolo, subito dopo le cure è stato affidato alla madre, residente ad Ostia. Il padre è stato rintracciato in una sala slot a poche centinaia di metri da dove lo stesso aveva parcheggiato l’auto; i carabinieri lo hanno rintracciato alle 4 di notte mentre giocava a videopoker all’interno di una sala e quando gli hanno chiesto di chi fosse l’auto col bambino dentro, pare che l’uomo abbia impiegato diversi secondi per realizzare che i carabinieri stavano cercando proprio lui.

Ho perso la cognizione del tempo“, le sue parole ai militari che lo hanno poi arrestato con le accuse di “abbandono di minore“. Secondo quanto è emerso dalle prime ricostruzioni, sembra che padre e figlio erano usciti insieme in serata, ma la moglie non vedendoli arrivare entro un certo orario avrebbe provato a rintracciare il marito telefonicamente senza riuscirci. L’uomo è un 33enne originario di Tropea ma residente a Roma da anni ormai con precedenti di polizia, procedimenti penali in corso per reati contro il patrimonio e stupefacenti; l’uomo adesso si trova in carcere con l’accusa di abbandono di minore, per aver tentato di “uccidere” il proprio figlioletto, lasciandolo in macchina a morire di freddo.

«Aspetta in macchina, che papà torna presto», avrebbe detto al figlio di appena tre anni, chiudendolo da solo in macchina nella notte, con una temperatura a 6 gradi sotto zero, per andare a giocare in una sala slot a Ostia. Il bimbo ha rischiato di morire assiderato, ma è stato salvato dai carabinieri che lo hanno avvolto nei loro giacconi, mentre ai polsi del padre, P.A., un trentatreenne originario di Tropea da anni residente a Roma, sono scattate le manette per abbandono di minore. L’uomo era già noto alle forze dell’ordine con precedenti per spaccio e reati contro
il patrimonio ed è padre di altri tre figli. E’ accaduto nella notte tra sabato e ieri alle 3,30.

Ad avvisare i militari è stato un residente che passando in auto ha avuto l’impressione che all’interno di una Ford, parcheggiata in via Costanzo Casana, ci fosse un bambino. Non si sbagliava. Sul posto è subito arrivata una pattuglia dei carabinieri della compagnia di Roma Ostia, diretti dal capitano Paolo Del Giacomo. Quando i militari si sono avvicinati, hanno visto il piccolo all’interno. Era tranquillo, ma infreddolito. Indossava solo una tutina, peraltro il lunotto dell’auto era rotto e coperto dal cellophane. Ha rischiato l’ipotermia. E’ rimasto a guardare impaurito i carabinieri dall’abitacolo dell’auto. Poi da solo è riuscito ad aprire la macchina dall’interno, mentre i militari gli spiegavano come fare per evitare di rompere il vetro. Quando lo hanno preso in
braccia tremava dal freddo. Hanno così chiamato il 118 e nel frattempo lo hanno riscaldato avvolgendolo nei loro giacconi e mettendolo all’interno dell’auto riscaldata. Il piccolo, dopo le prime cure è stato affidato alla mamma. «Mio marito era uscito con nostro figlio alle 20 e ho tentato di contattarlo fino all’una di notte, ma non sono riuscita a sentirlo», avrebbe detto la donna. I militari hanno rintracciato il padre verso le 4 di mattina, mentre era ancora all’interno della sala slot a pochi passi dall’auto che aveva lasciato parcheggiata con il bimbo all’interno. Non si era accorto che i militari erano già entrati a chiedere informazioni sul proprietario della Ford e quando sono tornati ad interrogare uno ad uno i giocatori è rimasto anche sorpreso. «Ma perché stanno cercando il proprietario dell’auto?», avrebbe detto. E poi ai militari: «Non mi sono accorto del tempo che ho passato qui dentro». Per gli inquirenti ha trascorso nel locale oltre due ore. E il suo caso non è l’unico. Nel 2013 vennero denunciati altri due genitori romani per aver lasciato il figlio di due mesi chiuso in macchina per andare a giocare in una sala slot di Setteba- gni.

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