Vedere Milan – Cagliari Streaming Gratis Diretta Live Tv Rojadirecta 8 Gennaio 2017

Si riparte. Con una Supercoppa in più in bacheca, grazie al successo di Doha sulla Juventus, ma anche con il solito problema degli attaccanti. Carlos Bacca e Mbaye Niang non segnano, infatti, da una vita: 515 minuti per il colombiano, e 508 per il francese, per un totale di oltre mille minuti. E Montella, per l’occasione (sfida al Cagliari a San Siro) ripropone il terzetto d’attacco (i due in crisi più Suso, grande protagonista proprio a Doha) che insieme non giocava dall’inizio dal derby contro l’Inter. Ovvero dal 20 novembre, quasi due mesi fa.

«Tutti sono suo mercato, me compreso», ha tagliato corto Montella, all’ennesima domanda sul mercato in uscita e sulla possibilità che il Milan possa finanziare con una cessione eccellente la campagna acquisti invernale. Frase teoricamente di apertura, ma in realtà di circostanza, nel senso che il tecnico voleva più che altro sdrammatizzare. E non certo regalare un’anteprima ricca di suggestione. Bacca ha avuto anche qualche approccio con la ricca Cina, ma ha fatto sapere di non volersi muovere. Niang invece è legato al Milan più di quanto non ossa sembrare. E di sicuro non ha alcuna intenzione di lasciare la squadra, proprio adesso che sembrano esserci le premesse per tornare in alto. Là dove c’era già il Milan, proprio quando lui veniva acquistato dai rossoneri.

Anche se la Supercoppa ha cancellato le delusioni precedenti, non si può dimenticare il finale di campionato difficoltoso, con la sconfitta di Roma e il pareggio interno contro l’Atalanta. Un punto in due partite che è costato un deciso arretramento in classifica. Una classifica, tuttavia, tutt’altro che da buttare, visto che ipotizzando un successo nel recupero contro il Bologna, il Milan risalirebbe comunque al terzo posto, in solitudine. Motivo in più per riaggiustare subito la rotta e tornare al successo davanti al pubblico amico.

Oltre che lavorare per fare in modo che la sbornia in Qatar sia stata non solo assorbita ma anche archiviata (Montella ha espressamente fatto capire che è ora di non pensare più ai festeggiamenti), il tecnico deve combattere anche la tradizione negativa di inizio anno. Nelle ultime due stagioni sono arrivate infatti due sconfitte del tutto inattese (contro Bologna e Sassuolo) che hanno subito ridimensionato le ambizioni rossonere. Proprio quello che Montella non vuole, convinto che la squadra possa far bene anche in campionato, dopo aver sconfitto la Juventus in Supercoppa.

Rimugina sul modulo mister Rastelli. La mancanza di Padoin potrebbe indurre il tecnico a rafforzare gli argini: difesa a 3 quando i suoi offendono, che diventa a 5 in fase di non possesso, con Isla a far l’elastico a destra e Pisacane sul versante opposto. Prove tecniche di “linea Maginot” che però presupporrebbero tre centrali “robusti”, ma lenti (Salamon, Ceppitelli e Bruno Alves). Una cerniera non male a protezione di una porta che sinora ha scricchiolato in maniera sinistra. In attesa di buone nuove dal mercato di riparazione (Miangue?, Yao?). Un’idea che però potrebbe restare nelcassetto. Viceversa, se Rastelli dovesse optare per la disposizione tradizionale, allora la difesa a 4 sarebbe più “pesante” con Capuano a presidiare la fascia sinistra. Da “play-maker” basso davanti alla difesa Di Gennaro si fa preferire per tecnica individuale, ma il mister valuta anche l’ipotesi-Tachtsidis.

Tutto in divenire e la seduta del sabato mattina, nella ghiacciaia di Appiano Gentile, non ha dipanato la matassa. Anzi, ha rafforzato la convinzione in Rastelli che è necessario prendere altro tempo. Non solo: nel corso del girone ascendente il Cagliari troppe volte è stato “asfaltato” da formazioni di valore assoluto superiore, ma che hanno maramaldeggiato senza che i rossoblù abbiano opposto resistenza. Per questa ragione, massima cura del particolare Le sconfitte ci possono stare, ma vanno riviste proporzioni e atteggiamenti. Ora va stilato il programma in uscita. Rastelli gradisce una “rosa” di 24, come quella attuale. Due elementi per ogni ruolo. Una sorta di minimo sindacale, per far fronte agli inevitabili infortuni stagionali.

Il mercato del Milan continua ad essere legato ai principi della condivisione tra l’attuale dirigenza e quella futura e, soprattutto, al a quello dell’austerity, dove il bilancio finale tra entrate ed uscite dovrà far segnare la parità. Adriano Galliani rientra oggi dal Brasile, dove ha trascorso le festività natalizie, e prenderà subito in mano le situazioni ancora aperte come quella relativa allo scambio di portieri con il Cagliari che vedrà come protagonisti Marco Storari e Gabriel, con quest’ultimo che oggi potrebbe vivere la sua ultima partita della stagione in rossonero per approdare in Sardegna al posto proprio di Storari che, invece, farà il percorso inverso. Galliani e Giulini ne parleranno allo stadio e già nel corso della prossima settimana ci potrà essere la definizione dell’affare. Anche per quel che riguarda il passaggio di Leonel Vangioni (non convocato per la partita di oggi con il Cagliari) e Rodrigo Ely al Siviglia saranno giornate calde, con i due che potrebbero raggiungere la squadra di Sampaoli a breve. Per il match di questa sera, forfait di Kucka che non ha smaltito il problema al ginocchio. Al suo posto Pasalic con Locatelli e Bonaventura mentre in attacco ci sarà il trio composto da Suso, Bacca e Niang.

Ma non di sole uscite dovrebbe esser fatto il mercato rossonero. Vincenzo Montella, in conferenza stampa, ha fatto capire di volere un rinforzo: «Se ci saranno opportunità che ci piaceranno e che rispettino i nostri parametri economici – dice l’allenatore milanista – saremo lieti di migliorare la squadra. Se non dovesse essere saremo contenti di rimanere così, anche perché abbiamo trovato un equilibrio di gruppo importante». Il ruolo nel quale intervenire è quello dell’esterno d’attacco ed il nome di Gerard Deulofeu è sempre in cima alla lista. Il catalano, dopo oltre un mese, ieri è stato mandato in campo da Koeman nella sconfitta dell’Everton, per 2-1, contro il Leicester entrando nell’azione del gol di Lukaku, fornendo al belga l’assist vincente.

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Attenti a quei due… Almeno così si spera con Bacca e Niang saranno nuovamente in campo insieme dal T questa sera (ore 18) a San Siro contro il Cagliari. Fra l’altro era dal derby (20 ottobre) che la coppia franco-colombiana con completava il tridente offensivo insieme all’onnipresente e insostituibile Suso che aveva siglato una doppietta contro lìnter. Per gli amatiti delle statisti die il Milanhaperso solo una partita (2-4 a Napoli nella seconda giornata di campionato) con questo sdiieramento d’attacco. Comunque il pari contro i sardi non verrebbe certamente salutato come lui risultato memorabile e apprezzabile per la classifica. Il Milan è reduce da un solo punto conquistato nelle ultime due sfide (Roma e Atalanta) del 2016 che l’ha fatto retrocedere dal secondo al quinto posto in nella hit-parade europea.

ASTINENZA. Ma quello die preoccupa Montella è il fatto che Niang e Bacca sono in crisi d’a- stinenzadagol. Il colombiano ha segnato l’ultimo, su rigore, il 2 ottobre (MHan-Sassuolo 4-3) ed è ancora fenno a quota 6 reti. Niang ne ha griffate 3 ma nessuna delle sue prodezze è stata determinante ai fini del risultato contro Napoli (2-4), Lazio (2-0) e Chievo (3-1). Ma il suo bottino personale di gol poteva e doveva essere sicura- menteessere più robusto, considerato il fatto che Niang sbagliato due calci di rigore consecutivi proprio contro Roma (0-1 ) e Atalanta (0-0).
DIFESA ET UFFICIO. Ammettendo la possibilità del ritorno contemporaneo, in coppia, dei due attaccanti, Montella ieri ha voluto argomentare con precisione e benevolenza i momenti-no dei suoi due giocatori. «Niang ha avuto un “virus” importante e questo l’ha compromesso dal punto di vista fisico – ha spiegato – Adesso l’ho visto molto bene, soprattutto a livello di testa. Ha voglia di tornare al livello di inizio stagione, se non migliore». La situazione del colombiano, se possibile, appare ancora più delicata e complicata perché il suo digiuno professionale si è propagato anche alla sua nazionale. «Bacca sta facendo bene, non sta segnando molto – ha ammesso Montella – Ha sbagliato gol che non siamo abi tuati a vedergli sbagliare, ma è sempre dentro la partita. E’ un calciatore che sono contento se tornerà a segnare come ci ha abituato».

MERCATO. Q tecnico milanista non ha poi affatto chiuso a improvvisi e immediati scenari di mercato. «Bacca e Niang sono incedibili? Nessuno lo è, nemmeno io lo sono» ha detto con un mezzo sorriso lasciando intendere che in questo momento le soluzioni sono più o meno plausibili, facendosi coinvolgere addirittura in prima persona… Il Milan deve auto-finanziarsi nel mercato di gennaio. Niang e Bacca sono due dei giocatori che hanno piti credito soprattutto lontano dalla Serie A. Comunque per quanto riguarda Niang, tenuto in panchina per 120′ di fila a Doha nella finale della Supercoppa d’Italia, la ritrovata titolarità è alimentata anche da una strategia ben precisa dello stesso Montella. Infatti, l’esterno d’attacco francese giovedì non sarà utilizzabile, perché squalificato, nell’ottavo di finale (gara unica) di Coppa Italia in programma a San Siro contro il Torino. È già da giovedì Montella aveva nuovamente provato in allenamento Bacca e Niang in vista di ima doppia promozione.

No, non è qui la festa. A Montella è venuta a noia la lunga inattività post-natalizia. «Ci sono stati dieci giorni di vacanza, abbiamo vissuto certe sensazioni e, per quan – to mi riguarda, mi sono anche stancato di festeggiare – ha detto ieri presentando la sfida contro il Cagliari – Personalmente, mi piacerebbe giocare durante le festività, come succede in altri campionati. Magari bisognerebbe stare attenti alla religiosità nei giorni di Natale. Ma andando in vacanza a gennaio, si starebbe molto meglio tutti. Non penso si debba fare il pieno nel ritiro precampionato – ha precisato – Dopo una settimana di inattività, c’è stata gradualità negli allenamenti, dal punto di vista fisico, tattico e mentale.
Non saremo imballati. 11 Milan deve mettere nel cassetto le sensazioni di gioia provate dopo la conquista della Supercoppa italia- Vincenzo Montella ansa na perché ha davanti a sé 45 giorni importanti per capire quali possono essere i nostri obiettivi reali. È molto sottile la linea fra gioia ed eccesso di entusiasmo. È bello tomarea vincere, anche se quello di Doha non è stato un trofeo prestigioso come la Champions che ti fa perdere la testa. È importante ricordare certe situazioni, ma bisogna metterle nel cassetto per inseguire i nostri obiettivi: il ritorno in Europa (quale? La Champions è quella che conta…; ndr) e la Coppa Italia».
MERCATO. Montella voirebbe evitare di ritrovarsi, da oggi fino al termine di gennaio, un avversario in più. « Non mi sembra che a gennaio d saranno gl andi distinta di mercato, an

che se bisogna gestire i pensieri e le aspettative dei calciatori. Un mese di mercato è una finestra molto ampia – ha spiegato – Abbiamo raggiunto un equilibrio importante, la squadra ha dato risposte su crescita e equilibrio.
Non si può non stare attenti al fatto che si possa migliorare: se c’è qualcosa che piace e rientra nei nostri parametri saremmo tutti ben lieti, anche i giocatori. Se non arriva nulla siamo convinti che vada bene comunque».

CABALA. Sulla carta ci sono le premesse perché quella contro il Cagliari possa essere una sfida abbastanza accessibile. Premesso che Kucka ha dato forfait con Pasalic promosso al suo posto sulla corsia di destra, il Milan è imbattuto contro il Cagliari in Serie A da 25 incontri (19 vittorie, 6 pareggi). I rossoneri hanno vinto tutte le ultime 11 partite disputate in casa contro i sardi realizzando 28 refi (2.5 di media a partita). Ma la squadra di Montella è reduce da un solo punto conquistato contro Roma e Atalanta dove non hanno segnato un gol. Nelle precedenti cinque partite avevano realizzato in media 2,2 reti a gara. Il Milan in casa ha perso una sola partita (0-1, Udinese) vincendo sei volte e pareggiando due. D’altro canto la squadra di Rastelii ha conquistato un solo punto nelle ultime cinque partite subendo 13 gol. Il Milan quando è andato in vantaggio ha perso solo due punti da questa situazione. Nessuna avversaria ha fatto meglio.

Bacca ha lasciato diversi indizi, molti più dei tre che bastano a fornire una prova: Carlos è tornato e a dimostrarlo ci sono parecchi segnali. Uno: i sudamericani erano attesi a Milanello per martedì scorso ma Bacca, colombiano, ha anticipato il gruppo e si è presentato al centro sportivo già il giorno prima. Due: Bacca continua a essere un uomo mercato ma il Milan ne ha ribadito l’incedi- bilità proprio mentre Carlos rifiutava una ricchissima offerta da Pechino. Tre: la carica è evidente sui social, dove l’attaccante ha postato uno scatto dell’allenamento accompagnato dal solito motto «Vamos que Vamos». Ci sarebbero anche il quattro e il cinque: dopo l’allenamento di giovedì Bacca, insieme alla famiglia riunita, ha fatto visita al museo rossonero di Casa Milan dove è appena arrivata anche la Supercoppa conquistata dalla squadra a Doha. E ancora, non bastasse un solo Bacca in rossonero, ecco il figlio di Carlos, Daniel, che da qualche giorno è impegnato con la maglia del Milan nella scuola calcio Palauno: Daniel è un 2010 che gioca sotto età, con compagni più grandi di un anno. Tutto per dire del ritrovato feeling tra Bacca e il Milan.

STRISCIA RECORD Ora cherebbe solo ritrovare il feeling tra Bacca e il gol, interrotto ormai più di tre mesi fa. Carlos aveva segnato sei gol nelle prime sette giornate, poi più nulla. L’attaccante è a stomaco vuoto dal due ottobre scorso, gara casalinga contro il Sassuolo, ed è il più lungo digiuno di tutta la carriera. I 507 minuti dell’attuale astinenza superano i 453 dell’ultima volta, quando Bacca era rimasto senza gol tra il 14 febbraio e il 20 marzo del 2016. Stavolta l’occasione è ghiotta: Carlos affronta la difesa che fin qui ha subito più gol di tutti, 42, addirittura sette in più del Palermo, seconda peggiore del torneo e 28 più della Juventus, la più solida. Montella ammette: «Carlos non sta segnando molto ma è sempre dentro la partita. Sono contento di allenarlo e sono certo che tornerà presto al gol». Succedesse già oggi la striscia negativa si fermerebbe a 10 partite (più la Supercoppa), di cui 3 saltate per l’infortunio subito nel derby. In Colombia la striscia non si era mai allungata per più di 5 turni mentre in Belgio la più lunga astinenza era durata 439 minuti, dal 16 marzo al 21 aprile 2013. Il più lungo digiuno spagnolo era invece durato 484’: da fine marzo a fine agosto 2014 (prima giornata del campionato successivo) per un totale di 7 partite a cui si possono aggiungere le 2 in cui era rimasto in panchina o tribuna.
TITOLARE Nel frattempo, altro particolare che aveva reso malinconico l’attaccante, era esploso Lapadula, rubandogli la scena. Bacca riparte dalla panchina contro l’Atalanta, ultima di campionato prima di Doha: Carlos era entrato solo a 8’ dalla fine. Lapadula sembrava esser riuscito a ribaltare le gerarchie d’attacco, che sono poi tornate alla tradizione in Supercoppa: Bacca titolare e Lapadula subentrato. In attesa di riprendersi il gol, Carlos si è almeno ripreso il posto: è un altro indizio.
Se i primi cinque mesi del 2017 gli daranno anche solo la metà delle soddisfazioni e dei successi che gli hanno regalato gli ultimi quattro del 2016, Manuel Locatelli vivrà sensazioni molto simili a quelle di Superman. Per Manuel la seconda parte dell’anno scorso è stata una scarica di adrenalina continua, un crescendo di emozioni con tempistiche impensabili anche per il più ottimista degli ottimisti: dal debutto stagionale al primo gol sono passati sedici giorni, dal primo gol alla prima da titolare quattordici, e dalla prima da titolare al primo trofeo della sua carriera sessantotto. Oggi Manuel compie 19 anni ed evidentemente è un ragazzo che va di fretta visto che è riuscito a racchiudere tutto ciò al primo anno da maggiorenne, quello in cui i suoi coetanei solitamente si compiacciono per la patente o la possibilità di firmare da soli il libretto scolastico delle assenze.
AUGURIO Manuel compie 19 anni e li compirà in campo. A giudicare dalle ripetute prove lungo la settimana, ci sarà ancora lui davanti alla difesa oggi pomeriggio a San Siro contro il Cagliari. E Montella lo festeggia così: «L’augurio è quello che mantenga l’equilibrio e la voglia di migliorarsi sempre, e che non si faccia turbare da tutto quello che può comportare l’essere calciatore. A volte ti girano attorno situazioni a velocità supersonica. Se assomiglia a Donnarumma? Ho la sensazione, quasi la certezza, che siano dei ragazzi eccezionali proprio perché entrambi hanno alle spalle delle famiglie equilibrate».
ALTERNATIVA L’augurio è molto bello, ma in realtà per Manuel quel che conta è il regalo: una maglia da titolare per iniziare l’anno bene com’è finito a Doha. Possibilmente senza pensare a quella diffida che gli pende sul collo da qualche partita e che aveva indotto il Milan a non utilizzarlo contro l’Ata- lanta per non correre rischi in vista della Supercoppa. Fortunatamente adesso all’orizzonte inizia a intravedersi un’alternativa che fino a pochissimo tempo fa non c’era. Bertolacci ^ sta dimostrando di potersela cavare anche al centro della k^ mediana, ora Manuel è un ^^k po’ meno solo e anche se dal mercato non arriveranno rinforzi in quella zona del campo, Montella avrà un’altra opzione. Perché a 19 anni appena compiuti si può essere bravi, anche molto bravi, ma non bisogna esagerare con le responsabilità.

Col muso lungo, acciaccata, in partenza. La vecchia guardia al Cagliari non se la passa bene. Ad esempio, non sono al top per condizione Ceppitelli, Farias e Joao Pedro. Tra i nuovi, sono in assestamento Bruno Alves e Isla. E Borriello va in altalena. Il bomber (7 reti) smaltisce la caviglia in disordine. Oggi va in panchi

na. Con una rabbia speciale: la stessa che al Sant’Elia contro il Sassuolo l’ha visto siglare da subentrante la rete del 2-3, innesco della rimonta isolana. Da Borriello a capitan Dessena e al vice Sau. Con gli emiliani il numero 4, sostituito dal tecnico, ha lasciato il campo senza passare dalla panchina, ha scalciato un cartellone pubblicitario e lanciato la fascia: «Si è impigliata, non riuscivo a toglierla». Sau, tap in per l’1-0, chiamato fuori a un quarto d’ora dalla fi

ne, ha rifiutato il «cinque» dell’allenatore. Per entrambi, multa e scuse pubbliche. Oggi, la ripartenza. Rastelli, assente Pa- doin per squalifica e con Borriello non al top, conta su di loro. I tifosi, spettatori increduli alle sortite, pure.
L’ADDIO DEL PORTIERE Nel
2008 salvezza colta a fil di sirena. L’anno scorso la risalita da record in A. Ma anche le storie più affascinanti, nella vita e nello sport, hanno un capolinea: Marco Storari saluta Cagliari e il Cagliari. Domani è attesa l’ufficializzazione dello scambio di prestiti: ritorno al Milan (per la terza volta in carriera) con Gabriel in Sardegna.

Per stasera Storari non è stato convocato. In panchina per scelta tecnica con il Sassuolo, il portiere pisano, 40 anni compiuti ieri, saluta con eleganza. Ma l’idillio con il club si è spezzato da un pezzo. Dopo il 2-0 di Empoli, il punto di non ritorno. Lascia, per colpe condivise, un Cagliari con 42 reti subite in 18 gare. La curiosità? La fascia da capitano, chiunque la indossi, in casa rossoblù pesa più un macigno.
ATMOSFERA E RISCOSSA Contro il Milan, il Cagliari a +13 dal Palermo terzultimo, riparte con l’umore giusto: «Nel 2016 abbiamo fatto bene, a San Siro non è facile ma siamo pronti»

dice Rastelli, che a Milano (contro l’Inter) ha vinto fin qui l’unica partita in trasferta di questo campionato. Il tecnico ha ballato («Non faccio caso alle voci. So che il nostro girone d’andata con 23 punti è il terzo dopo quelli di Arrigoni e Allegri»). Giulini ha blindato l’allenatore. Pare che il cerino sia in mano al d.s. Capozucca, smentito anche da Storari: «Mai chiesto di andare via da Cagliari». Il dopo Sassuolo è stato utile per vari faccia a faccia, tra responsabilità e avvelenamento dei pozzi. Il patron ha sentito, incollato, deciso. Il lavoro non manca. Il campo dirà se il re- styling è stato proficuo.

Ma l’ultima partita del 2016 è stata la vittoria in Supercoppa Italia contro la Juventus ai calci di rigore, che ha riportato un trofeo in bacheca dopo quelli del 2011, e precedentemente alla trasferta capitolina erano arrivate quattro vittorie intervallate dal pareggio rocambolesco nel derby per 2-2. Milan Cagliari ultime notizie e formazioni.

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Intanto la Gazzetta dello Sport ha proposto le probabili formazioni del match di oggi a San Siro; il Milan si schiererà presumibilmente con un 4-3-3 più offensivo, ritornando alle origini di inizio stagione. Nel primo caso il canale scelto è Sky Calcio 1 HD (canale 201 del bouquet di Sky) con la telecronaca di Andrea Marinozzi e il commento tecnico di Massimo Ambrosini, nel secondo caso invece il canale per assistere al match è Premium Sport HD (canale 370 del bouquet di Mediaset Premium) con la telecronaca di Simone Malagutti e Roberto Cravero.

Il Milan ha la grossa opportunità di conquistare i tre punti contro una delle squadre meno prolifiche della Serie A quando è impegnata in trasferta.

Per quanto riguarda lo streaming gratis, dopo la chiusura di Rojadirecta, i tifosi di Milan e Cagliari dovranno affidarsi alle app messe a disposizione da Sky e Premium, ovvero Sky Go e Premium Play, scaricabili sia da sistema Android che Apple. 7 le partite consecutive in cui il Milan è rimasto imbattuto in casa. A disp.: Gabriel, Calabria, Gomez, Antonelli, Bertolacci, Mati Fernandez, Zapata, Sosa, Lapadula, Honda, Poli. Allenatore Montella. Squalificati: nessuno.

CAGLIARI: (4-3-1-2): Rafael; Pisacane, Ceppitelli, Bruno Alves, Capuano; Isla, Di Gennaro, Dessena; Barella; Sau, Farias. All. A disposizione: Colombo, Crosta, Salamon, Dessena, Munari, Murru, Bittante, Tachtsidis, Giannetti, Borriello. Non ci saranno anche Ionita e Melchiorri, ai quali si aggiunge lo squalificato Padoin. Inoltre, i rossoneri hanno vinto tutte le ultime 11 partite disputate a San Siro contro i sardi in A, realizzando 28 reti per una media di 2.5 gol a partita. I due tecnici campani si sono, invece, scontrati otto volte prima di passare dal campo alla panchina.

Nella stessa partita si apre un nuovo anno solare, che il Milan spera ricalchi in pieno il finale di quello appena concluso, e si chiude il girone d’andata di un campionato che per l’appunto sta vedendo i rossoneri in crescita costante con la sua squadra ricca di giovani talenti. L’arbitro Bettin di Padova mostrò il cartellino rossono ben cinque volte.

Da più di sei mesi lavora nell’ombra. Tutti sanno che c’è, tutti ormai sanno quale ruolo ricoprirà dopo il closing che – salvo nuovi imprevisti – sancirà la cessione del Milan da parte di Fininvest ai cinesi di Sino-Europe Sports, ma Marco Fassone da quando è tornato nel “giro che conta” non ha ancora rilasciato una dichiarazione ufficiale. Non può o forse non vuole uscire allo scoperto pubblicamente, aspetta che il suo incarico diventi operativo al 100%.

Ma la vita professionale di Fassone dal 5 agosto, giorno del contratto preliminare firmato dalle due parti, non è delle più semplici. Perché i continui rinvii del closing oggi in calendario il 3 marzo (ma potrebbe essere anticipato), stanno costringendo Fassone e il suo futuro staff, a partire dal ds in pectore Massimiliano Mirabelli, a fremere “in panchina”. La nuova dirigenza ha idee e progetti che questa situazione di stallo costringono a rimanere sulla carta. La conseguenza è evidente: quando Fassone diventerà operativo con “la maglia del Milan”, il suo lavoro dovrà essere immediatamente incisivo, sia sulla quotidianità della società (un esempio: i contratti con gli sponsor), ma anche sulla gestione della squadra che presumibilmente sarà nel pieno della corsa per un posto in Europa e non dovrà avere distrazioni. Ma chiaramente gli aspetti più importanti, in vista di un futuro che dovrà riportare il Milan a competere con i top club italiani ed europei, sono quelli relativi al mercato e lì Fassone partirà ad handicap.

Se il closing fosse stato effettuato il 13 dicembre, Fassone e Mirabelli avrebbero potuto iniziare a disegnare il futuro e la stagione ’17-18 già dal mercato di gennaio. Invece l’attuale situazione costringe l’ex di dirigente di Juventus, Napoli e Inter, ad aspettare segnali da Adriano Galliani e valutare se dare il proprio assenso o meno ad andare avanti con l’eventuale operazione, che si tratti di un acquisto, di una cessione o di un rinnovo di contratto. Nel frattempo l’Inter si rinforza per il presente e lavora per il futuro (Ricardo Rodriguez e non solo), la Juve fa lo stesso, così come Roma e Napoli. Fassone e Mirabelli per il momento possono andare a vedere partite, tenere i contatti con gli agenti, ma di più non possono fare, compreso un eventuale punto con Vincenzo Montella (non ci sono mai stati finora, infatti, contatti ufficiali). Non possono promettere chissà quali contratti, anche perché finché non ci sarà il closing, gli interpellati non daranno mai la loro parola non avendo la certezza della solidità del nuovo Milan. E le voci che da settimane girano intorno a Sino-Europe, comprese le ultime sui 100 milioni arrivati a Fininvest dalle British Virgin Island, non fanno altro che complicare ulteriormente il lavoro.

Già, perché Fassone dalla sua postazione italiana, non può avere la certezza granitica che il closing andrà in porto. E’ ovvio, sa come si stanno muovendo le cose fra Ses e Fininvest (a proposito i cinesi hanno creato in Lussemburgo l’ultimo veicolo che servirà per l’acquisto del club, la “Rossoneri Sport Investment Luxembourg S.a.r.l.), ma essendo un dirigente della futura società e non la proprietà in persona, non può avere la garanzia che tutti gli investitori rispetteranno i patti presi, che non ci saranno nuovi passi indietro di alcuni, che arriveranno le autorizzazioni da parte del Governo cinese alla fuoriuscita dei capitali dal paese: che non ci saranno insomma nuovi intoppi. Fassone anche sotto questo aspetto deve attendere e sperare che tutto vada nel verso giusto per entrare il prima possibile in possesso del proprio ufficio a Casa Milan.

Una volta insediatosi, poi, Fassone oltre al mercato del futuro, dovrà pensare ai fatidici rinnovi di contratto a partire da quello delicatissimo di Donnarumma: il prodigio rossonero, accordo in scadenza nel 2018 e ingaggio da baby (200mila euro l’anno), dal 25 febbraio potrà firmare il suo primo contratto da professionista. Lui vuole rimanere, ma Raiola – che sa bene del corteggiamento della Juventus – vorrà capire la solidità dei cinesi, oltre a puntare a cifre milionarie (5 milioni d’ingaggio). Ma anche le situazioni di De Sciglio (‘18), Paletta (‘18), Suso (‘19), Niang (‘19) e Romagnoli (‘20) andranno affrontate e risolte il prima possibile.

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