La Cina censura le notizie sull’hack Sony

La censura è una parte della vita quotidiana in Cina. Le notizie vengono cancellate dai motori di ricerca online, i social media come Facebook e Twitter sono vietati, e la CNN è regolarmente oscurata per gli spettatori cinesi. Persino Instagram – dopo le proteste di Hong Kong – è vietato.

E sebbene queste restrizioni sarebbero causa di una forte indignazione di massa nei paesi occidentali, i cittadini cinesi spesso non hanno altra scelta che rinunciare ad un po’ di libertà, perchè il governo mantiene una salda presa su alcuni aspetti della vita in questa società in piena espansione.

La storia dell’hack subito da Sony ha ricevuto una copertura mediatica limitata in Cina: le notizie a riguardo sono comparse ai telegiornali e nei giornali con molto meno risalto rispetto ad altri organi di informazione internazionali. E cercare dalla cina informazioni sulla Corea del Nord sul motore di ricerca più importante in Cina, anche se controllato dal governo, mostra una lista di articoli positivi a riguardo. E cercare “Corea del Nord hack” in inglese mostra solo un articolo vecchio di un paio di settimane, in cui la Corea del Nord è citata solo come una dei “numerosi indagati” nell’inchiesta per aver hackerato Sony.

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