L’FBI non cambia punto di vista: è stata la Corea

Nonostante le prove secondo cui si tratti di altre persone a celarsi dietro l’hacking della Sony Pictures, l’FBI non vacilla sulla sua valutazione, secondo cui la Corea del Nord è a capo dell’attacco. Funzionari dell’FBI e analisti della società di sicurezza informatica statunitense Norse si sono incontrati Lunedi a St. Louise, durante il briefing richiesto da Norse, sono state condivise informazioni secondo cui appaiono collegamenti fra diverse persone, tra cui un ex dipendente Sony.

L’ex dipendente ha lavorato per la Sony a Los Angeles per 10 anni prima di essere licenziato a maggio, e Norse non ha voluto rivelare come fa ad essere così sicura che l’ex dipendente Sony e altri abbiano colpito Sony, ma ha detto che l’FBI era “molto aperta” a ricevere i dati e “grata per l’assistenza.”

Tuttavia il bureau continua a seguire la sua valutazione iniziale, basandosi sulle informazioni “dell’FBI, la comunità di intelligence degli Stati Uniti, dal Department of Homeland Security, partner esteri e dal settore privato”.

 

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