Omicidio Marco Vannini: Per difendersi Antonio Ciontoli ha mentito a suo padre

Fonte: Settimanale Giallo di Gian Pietro Fiore Mio figlio non dice mai bugie. Quando gli ho chiesto che cosa fosse successo, lui mi ha guardato negli occhi e mi ha raccontato la verità. Mi ha detto che si è trattato di un tragico incidente avvenuto nel bagno di casa sua. La pistola che impugnava gli è scivolta di mano e nel tentativo di afferrarla ha premuto il grilletto, facendo partire un colpo. Il proiettile, purtroppo, ha raggiunto Marco. Credo a tutto quello che mi ha detto mio figlio, gli credo come se avessi assistito alla scena con i miei occhi. Vi assicuro che non ha sparato volontariamente. Ritengo che Antonio sia stato giudicato troppo in fretta dall’opinione pubblica. Dovrebbe essere un giudice a stabilire quello che è successo, e non i giornali o le televisioni”.

“HO COMMESSO UNA LEGGEREZZA” Chi parla, per la prima volta e in esclusiva a Giallo, è Salvatore Ciontoli, padre di Antonio, il militare indagato insieme con la moglie Maria, i figli Martina e Federico e la fidanzata di quest’ultimo, Viola Giorgini, per l’omicidio di Marco Vannini. Il bagnino di 20 anni è stato ucciso il 19 maggio nella casa della famiglia Ciontoli, a Ladispoli, in provincia di Roma. Antonio, 48 anni, si è fin da subito autoaccusato del delitto, dicendo però di aver fatto fuoco per errore: e per questo ha le ore contate. Ma come vi abbiamo riferito nelle scorse settimane, il militare ha cambiato versione nel corso dei vari interrogatori. Inizialmente aveva detto di aver sparato per sbaglio mentre mostrava la sua pistola a Marco. Una ricostruzione smentita dai risultati delle perizie balistiche. Successivamente ha cambiato versione:

«Ho commesso una “leggerezza”, volevo solo spaventare per scherzo il ragazzo e mi è partito un colpo», ha detto. A questo punto sorgono due domande: perché Salvatore Ciontoli, che abbiamo sentito in questi giorni, è rimasto alla prima versione raccontata da suo figlio? Come fa a non sapere che un mese fa Antonio ne ha raccontata una diversa? Il militare e i suoi famigliari sono anche accusati di non aver subito soccorso il povero Marco. Dall’autopsia è infatti emerso che se il 118 non fosse stato chiamato due ore dopo il ferimento, il giovane oggi sarebbe ancora vivo. E allora ci chiediamo: se il colpo fosse davvero stato esploso per errore, perché il ragazzo è stato lasciato morire dissanguato? E ancora: se si fosse trattato di un incidente, che bisogno c’era di ripulire la scena del crimine occultando diverse prove?

Torniamo alle dichiarazioni di nonno Ciontoli. L’uomo ci dice: «Mio figlio è stato massacrato dai media, per questo ha deciso di non parlare. Tutto quello che aveva da dire lo ha riferito agli inquirenti e lo ripeterà ai giudici in un eventuale processo. C’è stata un’aggressione mediatica che ha costretto mio figlio a vivere come un nomade. Antonio non ha più una casa… È finito in un
guaio che lui non si è cercato. Si è trattato di una fatalità. Antonio ha sofferto in una maniera indicibile per la morte di Marco. In televisione è stato dipinto come un criminale, ma è una persona perbene. Tonino, come lo chiamano in tanti, voleva bene a Marco… Gli voleva bene come a un figlio. E Marco ricambiava il suo affetto. Comprendo il dolore che sta provando la mamma del ragazzo, ma trasformare questa tragedia in una farsa è ridicolo. Avrebbe dovuto fare come mio figlio: chiudersi nel suo dolore e aspettare il verdetto dei giudici. Io stesso ho rimproverato Antonio per quella che considero la sua unica colpa: non aver custodito le armi in un luogo più sicuro».

Infine, Salvatore Ciontoli aggiunge un’altra frase che dimostra come non conosca appieno la dinamica dei fatti. Dice: «Se Antonio avesse voluto uccidere Marco non avrebbe poi chiamato il 118». A questo punto ci sentiamo in dovere di ricordare a Salvatore che i soccorsi sono stati sì chiamati, ma con due ore di ritardo. L’uomo ci risponde: «Non conosco con precisione gli orari. Erano tutti disorientati per quello che era avvenuto. Quando il ragazzo è giunto al pronto soccorso, vi è rimasto altre due ore. Evidentemente anche i sanitari non avevano compreso la gravità della situazione».

Alle sconcertanti parole pronunciate da Salvatore risponde Marina Conte, la mamma di Marco. Dice: «Purtroppo devo constatare che Antonio Ciontoli non ha mentito solo agli inquirenti, ma anche a suo padre. Il quale, ingenuamente, è rimasto alla prima versione riferita dal figlio, che nel frattempo ha adattato la sua ricostruzione ai risultati delle perizie. Ancora una volta sento dire che gli assassini sono stati “costretti” a lasciare la loro casa. Anche questa è una bugia. I Ciontoli hanno scelto di trasferirsi solo perché temeno che i loro dialoghi vengano intercettati. Sono furbi e le poche volte che passano da casa ci restano per poco tempo, in modo da non correre rischi. Infine, come fa il padre di Ciontoli a dire che Marco è rimasto due ore in attesa al pronto soccorso quando i medici lo hanno preso in cura subito e si sono adoperati per salvargli la vita? Chi ha perso del tempo prezioso sono proprio i Ciontoli. In ospedale non si sono minimamente preoccupati per la salute di Marco. Ai medici non hanno mai chiesto se c’erano novità sulle sue condizioni. Assurdo».

4 commenti

  1. Dopo aver sentito le intercettazioni fatte nella sala di aspetto della caserma durante il programma chi lo ha visto su rai 3 .. posso tranquillamente dire che trattasi di una famiglia di merrrda e che lo stato arresta e ammazza solo i poveri cucchi e protegge chi vuole proteggere!!!!! MA COME CXXXO E’ POSSIBILE che questo demente con due pistole in casa colpo in canna ammaza un povero ragazzo di 20 anni fidanzato della figlia e dopo un anno ANCORA NON LO SBATTONO IN GALERA!!!!!!!

  2. Pensate che mio figlio solo per aver rubato una scatola di un kit di montaggio valore 15 euro lo hanno rovinato e sbattuto in galera in mezzo ai delinquenti veri e questa famiglia di complici assassini sono tutti a piede libero! CHE schifo la giustizia italiana.

  3. Giudici e magistrati aiutano solo i craxi e gli andreotti insieme ai vari berlusconi e ai lusi l’importante e’ RUBARE MILIONI DI MILIONI se rubi 10 euro ti danno 4 anni di carcere! bella rrobba la giustizia di questo nostro popolo di mmmrda!

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