Salah Abaaoud ucciso nel blitz, manca solo la conferma del dna

È stato ufficialmente confermato: Abdelhamid Abaaoud, mente delle stragi di Parigi e probabilmente coinvolto in almeno quattro dei sei attentati sventati in Francia la primavera scorsa, era uno dei terroristi uccisi a Saint-Denis. Ritrovato tra le macerie dell’appartamento devastate da uno contro a fuoco durato ben sei ore e in cui sono stati sparati ben 5000 colpi, il suo cadavere crivellato di colpi è stato infine identificato grazie alla comparazione delle tracce di campioni di Dna. Il terzo cadavere sarebbe quello di Salah Abdeslam, ma nel suo caso l’analisi del Dna deve essere ancora fatto. La comparazione dovrebbe essere fatta con il materiale genetico dei genitori, residenti a Parigi.

Il dramma di questa famiglia in cui è morto anche il kamikaze Brahim è stato riassunto dal terzo fratello Mohamed, in un primo momento arrestato dalla polizia, ma poi scagionato. Dopo aver consigliato il fratello via tv di arrendersi ed aver ricordato che comunque doveva valere anche per lui la presunzione di innocenza, ieri mattina in quel sobborgo di Molenbeek ormai divenuto tristemente famoso come capitale del jihadismo belga ha acceso una lunga fila di candele sui davanzali delle finestre di casa e sul pavimento del terrazzino per commemorare le vittime della strage fatta anche dai suoi due congiunti.

Tornando a Abaaoud, di lui attraverso il ministro dell’Interno di Rajoy Jorge Fer- nandez Diaz si è saputo che oltre a organizzare macelli in Francia stava cercando di reclutare mogli per i jihadisti. «Cercava di contattare spagnoli, soprattutto donne, sui social network per convincerli a unirsi all’Isis e ripopolare il Califfato», ha detto il ministro. Ma la morte del paraninfo- macellaio non ha allatto riportato la calma in Francia, e al momento di scrivere queste righe un’altra vasta operazione anti-terrorismo della polizia era in corso a Charleville, al confine con il Belgio. I media francesi hanno in principio riferito che era stato arrestato un giovane cittadino francese di recente convertito all’ Islam, ma poi la cosa è stata smentita.

Nell’operazione, scattata ieri pomeriggio, a un certo punto è stata sentita una forte esplosione. Secondo quanto è stato riferito non si sarebbe trattato di un altro kamikaze, ma del modus operandi degli agenti per sfondare la porta di un appartamento e stordire le eventualiperso- ne all’interno: però dentro non c’era nessuno. Un’altra perquisizione è stata fatta a Aulnay-sous-Bois, alla periferia di Parigi, nella casa della madre di Hasna Aitbou- lahcen, la donna kamikaze delblitz di Saint-Denis. La madre aveva rotto con la figlia quando questa si era radicalizzata, ma gli inquirenti cercavano eventuali contatti telefonici.

Nel frattempo, anche a Bruxelles veniva condotta una serie di perquisizioni che portava a nove fermi. Di questi, ben sette relativi a familiari di Bilal Hadfi, uno dei kamikaze dello Stade de France. A quanto parte, l’inchiesta su di lui era già partita a inizio anno, quando il ragazzo era partito in Siria. Ma ciò non gli aveva impedito di andare per l’Europa in piena libertà. «Approfittiamo ora dell’occasione per chiudere in qualche modo delle porte», ha ammesso il portavoce della Procura federale. Altri due arresti sono legati direttamente all’inchiesta in corso sugli attentati di Parigi.
Dalla Francia e dal Belgio l’allarme si estende nel Lussemburgo, dove sono stati evacuati alcuni edifici della Corte di giustizia Ue.

Solo dopo un paio d’ore l’allarme è rientrato, e non senza che fossero intervenute unità cinofile specializzate nella ricerca di esplosivi. Poco dopo mezzogiorno era stato fatto sgomberare anche il municipio di Esch-sur-Alzette, la seconda città del Granducato: alcuni impiegati avevano segnalato la presenza di sconosciuti in un’area interdetta al pubblico.Intanto, dopo la convergenza con Putin, Hollande ha parlato via telefono anche Oba- ma. I due, che si vedranno a Washington martedì prossimo, si sono impegnati a «’indebolire e sconfiggere l’Isis». In serata il presidente francese ha quindi ordinato l’intensificazione dei raid aerei in Iraq e in Siria.

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