Monica Bellucci: La più conturbante delle nostre attrici è la prima Lady Bond nella storia della saga

Monica Bellucci, una delle attrici più belle della storia cinematografica, è la nuova “Girl Bond” nell’ultima fatica dell’inossidabile 007. Talvolta addirittura appannata dalla sua prorompente bellezza, In “Spectre”, 24esimo film di 007, interpreta Lady Bond, donna matura e tradizionalista. Sul set – mi rassicura – si è molto divertita, «orgogliosa di partecipare alla saga per antonomasia della cinematografia mondiale».

In “Spectre” lei interpreta un personaggio italiano.
Esatto! Il mio personaggio si chiama Lucia.’E’ una donna che rappresenta un mondo passato, ancorata alla certezza che siano gli uomini ad avere il potere. Lucia è vittima del mondo maschile che la sovrasta completamente. Nella stesura del film, io, ovvero Lucia, devo confrontarmi con Madelaine, donna giovane e profondamente diversa per mentalità, che regge con le sue mani le redini della propria vita. Il mio personaggio, è tutto quello che la donna non dovrebbe più essere. Noi donne italiane abbiamo ancora molta strada da percorrere prima di uscire da certi schemi.
Quando l’hanno chiamata, ha subito accettato di interpretare Lucia?
Non ho avuto un attimo di esitazione! Mi ha convinto il fatto che Lucia non avesse il rispetto degli uomini, ad esclusione del solo James Bond. Non chiedermi di rivelarti nulla di più, lo scoprirai  andando al cinema. Un motivo importante che mi ha spinto ad accettare la parte, è la profonda stima per il regista Sam Mendes: possiede una grande esperienza, e soprattutto è un uomo rassicurante. E’ stato sentirsi come in una famiglia: di questo bisogna dare merito al produttore Barbara Broccoli. In passato ho ammirato le “girls” di James Bond. Certo non posso definirmi un Girl’s Bond poiché sono troppo matura, ma posso dirmi Lady Bond. La vera novità di questa serie è proprio la scelta di una cinquantenne: credo possa essere inteso come un messaggio sociale.
Essere una Bond’s girl, pardon un Bond’s lady, è stato faticoso?
Per niente: noi donne italiane abbiamo la capacità di smuovere le cose senza fare fatica.
Lei ha già interpretato un film d’azione, L’Eletto.

Le piacciono o le è piaciuto in particolare interpretare un film con 007?
Avere un’ammirazione per 007 credo sia più che naturale, oserei dire: chi non ce l’ha? È ormai tradizione l’uscita del film in Inghilterra, che diventa immediatamente un evento internazionale.
E’ diffìcile lavorare con un attore come Daniel Craig?
Lasciando il fatto che è un grande attore, mi ha fatto sentire perfettamente a mio agio. Non sempre è facile interpretare le scene di intimo, ma Daniel è stato molto carino, ed è stato positivo che lui avesse un rapporto consolidato con il regista. Mi sono sentita subito accettata e benvoluta. Rispetto agli altri 007, questo Bond ha subito un’evoluzione. E’ un agente moderno, se lo si paragona allo 007 di Sean Connery. Ha un istinto di morte, un male di vivere, che oltre a renderlo un eroe lo fa apparire molto umano.
Come si è trovata a Roma, fra le citta scelte per le riprese?
Come fossi a casa mia. Molte scene sono state girate in un cimitero. La protagonista, ovvero Lucia, è rimasta vedova ed è per questo che mi troverò in pericolo… La Città Eterna è magica! Il sole le dona una luce incredibile e devo aggiungere che sono felice ogni volta che vi arrivo e quando devo lasciarla mi pervade un velo di tristezza. Poi sono legata a Roma perché in questa città sono nate le mie figlie.
A proposito, come si comporta con le figlie? Le porta a condividere il suo lavoro?
Ad Agosto sono state con me sul set. Al momento sto girando un film di Emir Kusturica, e sono in Serbia. Uscirà nel 2016, e al completamento del mio impegno tornerò a fare la mamma. Ho due dolcissime bambine di 11 e 5 anni, e a loro non interessa minimamente che la mia professione sia quella di attrice. Il mio interesse è rivolto alla possibilità di avere una buona salute, occuparmi delle mie bambine e avere una vita piena. Che le piaccia o no, la sua immagine è legata alla bellezza. Cosa vuol dire per lei essere bella?
L’apprezzo nel senso più elevato del concetto. La bellezza parte da dentro, e la esprimo attraverso il mio lavoro, proprio come fa un ballerino o uno scrittore e se vogliamo un fornaio, che fanno il loro lavoro con passione ed amore. Si vive finché ci sono stimoli: è per questo che la bellezza non è vincolata all’età.

Al Festival di Venezia l’hanno apprezzata per l’eleganza, è un requisito che si può conquistare?
Si e si cambia nel corso della vita. Silvana Mangano era meravigliosa sia in “Riso Amaro”, che in “Morte a Venezia”. Chiaramente la sua immagine è diversa nelle due interpretazioni, e questo grazie all’evoluzione subita nel tempo.

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