Aborti in calo, nel 2014 sono scesi per la prima volta sotto 100mila

Nel 2014 gli aborti sono scesi per la prima volta sotto i 100mila. In particolare, relativamente all’applicazione della legge 194, sono stati nel 2014 97.535 con un calo anno su anno pari al 5,1% in accordo con i dati preliminari che sono stati forniti, con una relazione, dal Ministero della Salute.

E se sull’aborto c’è una legge che lo permette, in Italia è comunque difficile trovare negli ospedali chi è disposto a farlo a causa dell’obiezione di coscienza da parte dei ginecologi visto che la media nazionale è di ben 7 su dieci che si rifiutano.

La Regione italiana dove in assoluto è più difficile abortire è il Molise con una percentuale di ginecologi obiettori pari a ben il 93,3%, ed a seguire la Provincia autonoma di Bolzano con il 92,9%, e la Basilicata con il 90,2%. Sotto la soglia del 90% di obiezione, ma sopra la media nazionale, la Regione Sicilia (87,6%), la Puglia (86,1%), la Regione Campania (81,8%), il Lazio e la Regione Abruzzo entrambe con l’80,7% di ginecologi obiettori.

Il trend del 2014, per quel che riguarda il calo degli aborti, conferma una tendenza che oramai dura da diversi anni a fronte di un’alta percentuale di obiettori che non preoccupa comunque il ministero. Questo perché proprio con il calo degli aborti i non obiettori hanno comunque meno lavoro che devono svolgere. Basti pensare che, rispetto alle 97.535 del 2014, le interruzioni di gravidanza nel 1982 furono 234.801. E comunque tra le minorenni il tasso di abortività, pari ad una media di 4,1 per mille, risulta essere tra i più bassi rispetto agli altri Paesi occidentali.

Il presidente del Movimento per la Vita Italiano, Gian Luigi Gigli, spiega che:  «non è chiaro quanto la riduzione sia dipesa da maggiore consapevolezza e rispetto della vita, quanto invece da altri fattori» «l’uso delle pillole del giorno dopo che, impedendo l’annidamento dell’uovo fecondato in utero, sono causa di aborti molto precoci». Inoltre, conclude Gigli, «la mancanza di dati sull’opera di prevenzione dei consultori costituisce ancora una volta il limite maggiore della relazione».

«il numero di (medici) non obiettori risulta quindi congruo, anche a livello sub-regionale, rispetto alle interruzioni effettuate, e non dovrebbe creare problemi nel soddisfare la domanda». Anche gli ospedali e le nuove strutture danno una «copertura soddisfacente, tranne che in due regioni molto piccole» «i tempi di attesa per l’intervento sono in riduzione».

«La relazione dimostra quindi – commenta Eugenia Roccella, parlamentare di Area Popolare – come l’attacco ai medici obiettori, portato anche in Consiglio d’Europa, sia del tutto ideologico e pretestuoso».

Il presidente del Movimento per la Vita Italiano, Gian Luigi Gigli, deputato di scelta Civica, commenta che «non è chiaro quanto la riduzione sia dipesa da maggiore consapevolezza e rispetto della vita, quanto invece da altri fattori», come «l’uso delle pillole del giorno dopo che, impedendo l’annidamento dell’uovo fecondato in utero, sono causa di aborti molto precoci». Inoltre, conclude Gigli, «la mancanza di dati sull’opera di prevenzione dei consultori costituisce ancora una volta il limite maggiore della relazione».

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