Al Bano Carrisi, esito del DNA negativo: la ragazza trovata morta in Florida non è Ylenia

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Era il mese di dicembre del 1993 quando, Ylenia Carrisi, la figlia del celebre cantante, attore e imprenditore italiano Al Bano Carrisi e della celebre attrice, cantante e personaggio televisivo statunitense naturalizzata italiana Romina Power, scomparve nel nulla a New Orleans. Alcune settimane fa sembrava essere arrivata una svolta significativa nel caso della sparizione della ragazza in quanto tante coincidenze portavano a pensare che, i resti di una donna trovati nel lontano 1994 potessero essere proprio quelli della giovane figlia di Al Bano e Romina scomparsa nel nulla.

Proprio per tale motivo alcune settimane fa ai due artisti sopra citati è stato prelevato un campione di Dna da confrontare con quello della donna trovata nel 1994. I risultati del Dna dopo settimane di attesa sono arrivati ma, secondo quanto dichiarato dall’agente che si sta occupando del caso nel disperato tentativo di dare un nome ai resti di questa povera donna, ovvero l’agente speciale Dennis Haley, i resti trovati non sono quelli di Ylenia Carrisi, la figlia di Romina Power e Al Bano Carrisi.

E proprio quest’ultimo, dopo aver ricevuto la notizia dell’esito negativo del Dna si è sfogato all’ANSA dichiarando “Mi auguro che quella che avevo annunciato come una bufala e che si è poi rivelata tale, sia l’ultima. Ora basta”. Il sospetto che si potesse trattare di Ylenia Carrisi era nato in seguito alle dichiarazioni del serial killer Keith Hunter Jesperson il quale aveva nello specifico affermato di aver ucciso una ragazza che faceva l’autosotp e al quale aveva dato un passaggio e che si chiamava Suzanne, proprio come era solita farsi chiamare la figlia di Al Bano e Romina.

Il killer aveva dichiarato di averla violentata e uccisa e la ricostruzione grafica del volto del cadavere trovato era molto simile a quello di Ylenia. Tutto ciò portava a pensare che davvero, i resti di tale donna potevano essere quelli della giovane figlia dei due celebri artisti ma anche in questo caso si è trattato di una bufala. 

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