Alba Parietti: “La menopausa ha portato solo vantaggi”

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Festeggerà il 2 luglio cinquantaquattro anni, con un party nella sua casa di Basiglio, alle porte di Milano, circondata dagli amici, dalla famiglia ma senza un cavaliere. Alba Panetti, infatti, dopo un matrimonio e qualche amore burrascoso oggi si definisce single. «Io rappresento la libertà delle donne con un’identità forte».

«Ho avuto una vita da “trans”»

Eppure l’amore nella sua vita non è mai mancato. Attrice, conduttrice e opinionista Tv tra le più vivaci, Alba nel 1981 è diventata la moglie dell’attore Franco Oppini, colonna del gruppo comico 1 Gatti di Vicolo Miracoli. E da quel matrimonio, durato nove anni, è nato suo figlio Francesco.

Poi ha avuto alcune storie importanti, ma nessuna l’ha convinta a fermarsi. D’altra parte per i suoi ex non deve essere stato facile reggere il confronto con una personalità “tosta” come la sua.

«Ho avuto una vita da trans», racconta Alba, che ha mosso i primi passi nel mondo dello spettacolo come drag queen: negli anni ’70 imitava Patty Pravo nei locali gay di Torino, sua città natale.

Dopo più di trent’anni è ancora un’icona sexy, al punto da far girare la testa anche a ragazzi giovanissimi.

«Chi cerca sesso, ormai, trova di meglio: il mondo è pieno di ragazze giovanissime e bellissime, che sono molto più attraenti di me! Ma il fascino è un’altra cosa…».

Ovvero, che cos’è?

«È l’energia, la voglia di vivere, la forza. Me lo hanno insegnato mia madre, una donna allegra e profonda allo stesso tempo, mio padre, e il mio ex, Giuseppe Lanza di Scalea, che mi diceva sempre che “la lamentela è fastidiosa”».

Ha avuto dei buoni maestri, quindi.

«Ho avuto un tumore a 35 anni, a 45 sono finita sotto un tir e mi sono salvata per miracolo, ho visto morire i miei genitori, ho conosciuto persone con sofferenze pesanti. Le cose per cui vale la pena piangere sono poche».

Quali sono?

«Quando perdi persone care. Ma so anche commuovermi per un film e per una nascita. Onestamente, però, non piango più per gli uomini».

Perché è cambiata lei o sono cambiati loro?

«Quando una storia finisce è sempre una tragedia, un lutto, ma con gli anni ho capito che i dolori veri sono altri. La sofferenza d’amore nel tempo è come il dolore del parto: ti vien da ridere a pensarci».

Il suo modo di amare è cambiato negli anni?

«Ci sono uomini che ho amato con una grande passione fisica, travolgente, come Christopher Lambert. Giuseppe Lanza di Scalea è stato un compagno meraviglioso con cui potevo dialogare, che mi amava, che riusciva a stare un passo indietro senza sentirsi sminuito. E poi c’è l’amore per quel fidanzato che è diventato praticamente un figlio, Cristiano De André».

Rimpianti ne ha?

«L’uomo più importante della mia vita, escludendo il padre di mio figlio, io lo avevo trovato. Era Giuseppe Lanza di Scalea. Ma ora lui ha una nuova compagna e io devo rispettare questa situazione, nonostante il nostro rapporto, tra amicizia e amore, sia durato per più di 15 anni».

Come mai è finita?

«Non avrei potuto rinunciare a vivere altre passioni, perché sono fatta così, ma lui non era di certo un uomo che avrei potuto tradire. Era giusto che quell’amore si trasformasse in qualcos’altro».

Oggi crede che potrebbe risposarsi?

«Potrei fare di tutto. Perfino risposarmi con una donna. Con gli anni che avanzano il sesso non è una priorità, alle volte trovo molte più affinità e fascino in una donna rispetto a un uomo».

In questo momento è innamorata?

«Sono libera, ma non sono mai sola. Sono circondata da amici e dai miei animali. Mi fanno molta più compagnia i cani che gli uomini. Infine in casa c’è anche mio figlio, che va e viene».

Che rapporto ha con lui?

«Noi siamo i classici madre-figlio all’italiana: la mamma che non cresce mai e il figlio che vorrebbe che la mamma crescesse. Francesco ha capito le mie debolezze, ma ha fatto in modo che io non invadessi la sua vita, lo, spesso, per camuffare la mia ossessività, chiamo i suoi amici o la sua fidanzata per sapere dov’è. Perché le telefonate con mio figlio hanno la durata media di venticinque secondi: “Sì, no, ciao, ho da fare”».

«Se fossi nonna? Vizierei i nipoti!»

Le piacerebbe diventare nonna?

«Sì, da morire. Vizierei i miei nipoti».

Il tempo che passa le fa paura?

«A chi è che non fa paura? Invecchiare non piace a nessuno. Io mi auguro di avere bei motivi per godermi la vecchiaia. Nelle critiche ci sguazzo, ma trovo molto volgare denigrare una donna sull’età».

A che cosa si riferisce?

«Ho sempre ricevuto offese sulle mie labbra, rifatte quando avevo venticinque anni. Da allora ho ritoccato solo il seno, ma la mia bocca è costante-mente presa di mira. Possibile che vadano in prescrizione i più orrendi delitti ma non le mie labbra?».

Che rapporto ha con il suo corpo?

«Mi ritengo fortunata. Certo, se mi capita in mano una foto di quando avevo 20 anni mi sento male, mi viene voglia di mettermi un burka! Eppure con la menopausa sono dimagrita, a differenza di molte donne a cui capita di ingrassare. Ho ancora una bella pelle, bei capelli».

Che momento è stato quello per lei?

«Mi è successo un anno fa e la cosa sorprendente è che ho avuto solo vantaggi… Ad a-verlo saputo prima! Una rottura di scatole in meno».

È vero che doveva girare un film con Tinto Brass?

«Sì. Lui è un grandissimo regista, ma voleva fare un porno. Avrei dovuto fare Così fan tutte ma ho rifiutato. Mi offrirono tantissimi soldi».

Altri “no” che ricorda?

«Ho detto di no ad Agon Channel e a Silvio Berlusconi che per due volte, negli anni ’90, mi offrì 9 miliardi. Siamo in ottimi rapporti ma a quel tempo lui stava fondando Forza Italia e mi venne il terrore che firmare un contratto con lui significasse anche aderire al suo progetto politico».

Tornerebbe sul palco di Sanremo, come nel 1992?

«A qualsiasi condizione, ci andrei anche trascinandomi sulle ginocchia!».

E oggi, che regalo vorrebbe per il suo compleanno?

«Mi ritengo fortunata, sia a livello personale sia professionale. Vorrei solo che le cose non cambiassero mai».

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