Amnesia digitale, la malattia del 21esimo secolo

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Chi l’avrebbe mai detto che l’evoluzione tecnologica avrebbe influito negativamente sulla nostra capacità di ricordare fatti, avvenimenti, informazioni? Eppure è così. Da un recente studio degli esperti di Kaspersky, azienda specializzata in sicurezza, emerge una situazione preoccupante. Chi si affida troppo a Internet e ai sistemi per memorizzare le proprie credenziali online finisce per soffrire di una patologia, la Digital Amnesia. Scopriamo cos’è e quanto rischiamo.

Troppe cose da ricordare Nell’era di Internet tutto scorre velocemente. Dobbiamo ricordare decine di password, pin, nomi, indirizzi web. Sempre più spesso, inoltre, abbiamo poco tempo per soffermarci ad approfondire una notizia. Finiamo così per ricorrere alla Rete. Non ricordiamo un preciso evento storico? Piuttosto che sforzare le meningi per farlo riaffiorare, corriamo su Wikipedia e facciamo una ricerca. Dobbiamo riportare alla mente il PIN del nostro bancomat? Basta dare un’occhiata al gestore per l’archiviazione delle password. Tutto è a portata di mano nei supporti digitali, ma sempre meno nella nostra testa. Il cervello non si allena più a focalizzarsi su una nozione, tanto la troviamo in Internet. Chi ce lo fa fare? Sono in molti a pensarla così e gli effetti a lungo termine sono devastanti.

Addio memoria a lungo termine La statistica di Kaspersky Lab non si ferma qui. Perché il 13% degli italiani afferma di dimenticare le risposte trovate in Rete poco dopo averle consultate. La memoria a lungo termine di conseguenza viene a mancare. Maria Wimber, docente della Scuola di Psicologia dell’Università di Birmingham è molto chiara in proposito: «nostro cervello rafforza la memoria di un ricordo ogni qualvolta ne facciamo uso e allo stesso tempo dimentica i ricordi irrilevanti che ci distraggono. Ricerche passate hanno dimostrato che richiamare attivamente alla memoria delle informazioni è un modo molto efficace per creare un ricordo permanente. Al contrario, informazioni recuperate passivamente, ad esempio ricorrendo a Internet, non creano una solida e duratura memoria. Sulla base di questa ricerca si può sostenere che la tendenza a cercare informazioni prima ancora di tentare di ricordarle rende sempre più difficile la costruzione di ricordi a lungo termine».

L’implicazione di questo dato sulla nostra sicurezza è molto importante. Una buona fetta di persone preferisce avere subito e senza riserve quello che vuole, dalle informazioni ai dati. Quindi non si sofferma sulla certezza della fonte di una notizia o sull’affidabilità della piattaforma che fornisce dati, programmi o filmati. Per fare un esempio pratico, quante volte preferiamo scaricare velocemente un file, senza considerare se questo sia sicuro e senza pensare all’eventualità che il sito cui siamo connessi potrebbe frodarci? Kaspersky ha valutato che il 18% degli intervistati quando effettua un download privilegia la velocità alla protezione. Questa percentuale sale al 22% nel caso di coloro che hanno fino a 24 anni.

Alla base della Digital Amnesia c’è quindi la velocità con cui pretendiamo di ottenere le informazioni. In altre parole, il “tutto e subito” porta solo a rendere meno solide le funzioni del nostro cervello. Tornando ad analizzare la questione dal punto di vista della sicurezza, Morten Lehn, Managing Director di Kaspersky Lab Italia, afferma che «/a frenesia nella ricerca di dati mette gli utenti in pericolo perché indotti a sottovalutare la sicurezza. Sicurezza e velocità non dovrebbero escludersi a vicenda: adottare una soluzione di sicurezza adeguata permette ad entrambe le esigenze di convivere, proteggendo efficacemente i dati preziosi e lasciando agli utenti la libertà di navigare in Internet, potenziando la propria memoria personale e stimolando curiosità e ricerca”.

Come i muscoli del nostro corpo anche il cervello deve essere tenuto in costante allenamento. Per evitare di incappare nella Digital Amnesia, bastano alcuni sani esercizi. Prima di ricorrere a Internet, sforziamoci qualche minuto
di ricordare l’informazione che cerchiamo. Se usiamo molte credenziali di accesso per siti, home banking, bancomat, ecc. fissiamo nella mente quelle più importanti. Basta solo ripeterle più e più volte. Un altro trucco per rendere il nostro cervello maggiormente reattivo e ricordare con più facilità è fare esercizi di enigmistica. Settimana Sudoku, www.settimanasudoku.it, pubblicato da Sprea Editori, è ottimo per cominciare.

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