Apple Watch, analisi dettagliata del suo interno

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L’Apple Watch è stato annunciato a settembre dello scorso anno ed è disponibile in Italia dal 24 giugno. Un lasso di tempo considerevole senza dubbio, uno dei più lunghi in assoluto per un prodotto Apple, tra l’altro appartenente a una categoria completamente nuova. Con il suo Watch, la casa di Cupertino vuole ridefinire la categoria degli smartwatch moderni, già ricca di diversi modelli e presente sul mercato da un paio d’anni. Un po’ come è avvenuto per l’iPhone, che con il suo arrivo ha fatto da spartiacque e inaugurato l’era degli smartphone moderni.

All’interno della cassa si trovano tre elementi principali: il SiP (System-in-Package) Apple S1, il Taptic Engine e la batteria, circondati da numerosi altri componenti come speaker, sensori, microfono, antenne. Il modulo S1 (figura 2) è sigillato in un involucro riempito con resina e comprende al suo interno il processore principale APL0778 con i 512 MB di memoria Ram posizionati al di sopra di esso, gli 8 Gbyte di memoria flash, l’interfaccia Wi-Fi e Bluetooth, il controller touch più una serie di chip di gestione tra cui quelli dell’alimentazione elettrica. Apple ha rilasciato pochissime specifiche sul modulo S1; sappiamo che il processore principale funziona a una frequenza massima di 520 MHz, è costruito a 28 nanometri e integra una Gpu PowerVR SGX543. L’architettura è la Arm v7 a 32 bit; ignoto il numero di core della Cpu.

Il Taptic Engine è in pratica un attuatore lineare, collocato vicino allo speaker; la combinazione dei due è responsabile del feedback aptico fornito sul polso dell’utente. È un tipo di feedback molto particolare, al momento unico sul mercato e particolarmente efficace rispetto alla comune vibrazione. È uno dei componenti più ingombranti presenti all’interno della cassa. Troviamo poi la batteria, di capacità diversa a seconda della grandezza della cassa, analizzata nel dettaglio nel box relativo alla ricarica wireless.

Sul fondo della cassa si trovano i quattro sensori ottici per il rilevamento del battito cardiaco, associati ad altrettante lenti. Il display con tecnologia Oled può avere due dimensioni diverse, 1,35″ e 1,5″ rispettivamente per la cassa da 38 e 42 mm. Varia anche la risoluzione, che passa da 340 x 272 pixel a 390 x 312 pixel.Il chip Broadcom BCM43342 gestisce le interfacce Bluetooth e Wi-Fi, rispettivamente in standard 4.0 e 802.11b/g/n.

LA RICARICA WIRELESS Il sistema di carica a induzione utilizzato dall’Apple Watch è di tipo proprietario e utilizza una piccola base rotonda ad attacco magnetico da posizionare sulla cassa. Si collega a un alimentatore Apple standard da 1A. Per chi volesse comprare un’altra base di ricambio, il costo parte da 35 euro. Gli elementi presenti nel telaio del Watch sono un magnete che tiene in posizione la base (visibile al centro della foto), circondato dalle lenti dei sensori per il battito cardiaco, più una bobina (è la parte circolare più scura annegata nella cassa). Una ricarica completa della batteria dura due ore e mezza. Questo vale per il Watch da 42 mm da noi provato; in questo caso la batteria è da 250 mAh, mentre il modello da 38 mm ha una più piccola batteria da 205 mAh. Volendo effettuare una ricarica parziale, in un’ora e mezza si raggiunge l’80% della capacità. Nel caso del modello da 38 mm, l’autonomia dichiarata da Apple è di 18 ore circa con utilizzo medio e tale dato non si discosta molto dalla realtà anche per quanto riguarda il 42 mm. Il Watch va ricaricato ogni notte, perché altrimenti si rischia di non riuscire ad arrivare alla sera del secondo giorno di utilizzo. Altri dati forniti da Apple indicano 6,5 ore di utilizzo in modalità allenamento, 3 ore di conversazione e 6,5 ore di riproduzione audio. Quando la batteria è prossima allo scaricamento completo, si attiva la modalità a basso consumo che consente di continuare a utilizzare il Watch come semplice orologio per altre 72 ore.

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