Arabia Saudita, kamikaze si fa esplodere in una moschea: attentato rivendicato dall’Isis

Sarebbe di 20 morti e molti feriti, il bilancio dell’ennesimo attacco terroristico ad opera di un terrorista suicida all’interno di una moschea sciita di Kudeih, nell’est dell’Arabia Saudita, durante la preghiera. I feriti, stando a quanto emerso, sarebbero circa una decina e molti di questi purtroppo molto gravi.

La notizia è stata diffusa direttamente dal Ministero dell’Interno saudita il quale ha reso noto che il terrorista indossava un giubbotto esplosivo sotto i propri abiti e si sarebbe fatto saltare in aria proprio durante le preghiere. L’attentato terroristico in questione, nelle ore successive è stato praticamente rivendicato ancora una volta dall’Isis, che dunque torna a colpire e questa volta lo ha fatto in Arabia Saudita e proprio nei giorni in cui i sauditi sono impegnati ad attaccare le postazioni sciite dei ribelli yemeniti.

L’attentatore, stando a quanto emerso, si chiamerebbe Abu Amer Al-Najdi, e come già anticipato si sarebbe fatto esplodere all’interno della moschea proprio mentre questa era colma di gente, essendo il momento della preghiera.

“Dietro l’attacco di venerdì ci sono i soldati del Califfo, che hanno innescato una cintura di esplosivo, indossata sotto gli abiti”, questo quanto scritto nel comunicato, attraverso il quale l’Isis ha rivendicato l’azione. Nelle ore successive all’attentato terroristico, sul web sono cominciate a circolare le immagini della distruzione, compreso le immagini dei cadaveri che giacciono sul pavimento della moschea”.

Il governo saudita è interamente responsabile di questo crimine atroce a causa del suo sostegno ai criminali in molti paesi musulmani e arabi», lo ha dichiarato il movimento sciita libanese Hezbollah. 

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