Allarme morbillo, rischio soglia di sicurezza 350mila bambini non vaccinati

Beatrice Lorenzin: «Sta diventando sempre più importante contrastare i fenomeni di controcultura antivaccinaria. La vaccinazione – ha sottolineato in un messaggio – rappresenta uno degli interventi più efficaci e sicuri».

La copertura ottimale da vaccino per i bambini, riguardo al morbillo, è sempre più lontana con la conseguenza che i pediatri, e non solo, sono in allarme. Questo perché, stando al Piano di prevenzione dell’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, proprio entro il 2015 doveva essere debellato il virus quando invece, solo in Italia, nel 2014 ci sono stati oltre 1.600 casi di morbillo, una malattia che, oltre ad essere molto contagiosa, nei casi più gravi, e quindi con complicazioni serie, può portare anche all’encefalite.

Quello riguardante il morbillo non è più un vaccino che nei bambini viene somministrato in maniera isolata, ma avviene attraverso la cosiddetta ‘MPR’, ovverosia la vaccinazione trivalente contro il Morbillo, contro la Parotite e contro la Rosolia.

‘Negli ultimi anni si è registrato un calo della vaccinazione trivalente MPR‘, ha fatto presente Giovanni Corsello, presidente della Società Italiana di Pediatria, ‘dovuto anche alle voci infondate, smentite da studi scientifici, di correlazioni con l’autismo‘. E così in Italia anno dopo anno ci si allontana da quel tasso di copertura al 95% che rappresenta il valore adeguato per permettere con le vaccinazioni di debellare del tutto il virus del morbillo.

L’OMS, non a caso, ha rilevato che in Italia per il morbillo la copertura sulla prima dose, quando il bambino ha compiuto poco più di un anno, supera appena l’88% mentre per il richiamo, che si fa quando il bambino ha cinque anni, si scende sotto l’85%. Così come, sempre riguardo ai bambini, ed a fronte di un diffusa cultura e propaganda anti-vaccinale, scendono le vaccinazioni pure sull’influenza per i piccoli con malattie croniche con la conseguenza che poi spesso ci sono da affrontare dei ricoveri per complicanze.

Il Ministro della Salute, Lorenzin dice:«Sta diventando sempre più importante contrastare i fenomeni di controcultura antivaccinaria, negli ultimi anni si sta assistendo a livello globale a un aumento di genitori che manifestano perplessità in merito alla sicurezza e necessità delle vaccinazioni, nonostante i benefici siano noti e scientificamente documentati». Continua: «La vaccinazione rappresenta uno degli interventi più efficaci e sicuri a disposizione della sanità pubblica per la prevenzione primaria delle malattie infettive. Poche altre misure, come le vaccinazioni, hanno un impatto così dirompente sulla salute pubblica. Tale pratica comporta benefici non solo sui soggetti vaccinati ma anche inducendo protezione ai soggetti non vaccinati». Poi conclude, «bisogna far comprendere a tutti che quanto più alto è il livello di copertura vaccinale raggiunto, tanto minore sarà la circolazione degli agenti patogeni e che, solo in questo modo, sarà possibile l’eradicazione di questi ultimi, con beneficio anche per i più deboli e sfortunati che non possono essere vaccinati in quanto presentano delle controindicazioni».

“I genitori che non vaccinano i loro figli per ragioni ideologiche o per paura di esporli a potenziali rischi o, cosa ancor più grave – dice Lorenzin – perché mal consigliati dai loro medici di fiducia, dovrebbero comprendere che in questo modo, invece, li espongono a un rischio ben maggiore, con una diluizione progressiva dell’immunità di gruppo, che, infatti, sposta il rischio di ammalarsi verso l’adolescenza e la giovinezza, con le gravi e (e talora letali) conseguenze che tutti conosciamo”.

“Tutti dovremmo ricordare che l’investimento in prevenzione in generale, e nelle vaccinazioni in particolare, è il modo più sicuro ed economico per rispondere al dovere di garanzia e protezione della salute delle nostre popolazioni, diminuendo anche la pressione economica determinata dal prevalere di condizioni cliniche che necessitano di tecnologie diagnostiche, curative e riabilitative costose e, spesso, palliative”, evidenzia il ministro. “In un periodo di recessione come quello attuale, investire nella prevenzione e promozione di stili di vita attivi e salutari e nelle pratiche vaccinali non solo è eticamente corretto, perché la salute è un diritto universalmente riconosciuto, ma contribuisce alla creazione di un modello più sostenibile della società”.

“Torniamo nuovamente a esprimere la preoccupazione di tutti i Pediatri italiani per questo pericoloso fenomeno e per i danni che sta provocando sulla salute dei bambini. Stiamo assistendo al ritorno di malattie che credevamo debellate. Un esempio tra tutti è la morte di bambini per pertosse, malattia che sta avendo una recrudescenza nei bambini nei primi mesi di vita, proprio per il calo della copertura vaccinale”

“L’adozione del Piano nazionale di prevenzione vaccinale 2016- 2018, già approvato dalla Conferenza Stato Regioni, ed al momento al vaglio del ministero dell’Economia per le verifiche di compatibilità economica, consentirebbe di ridurre inaccettabili disparità che colpiscono il diritto alla salute dei bambini italiani” dichiara il presidente Sip Giovanni Corsello. “Il calendario nazionale delle vaccinazioni 2016-2018, che contempla anche vaccini di recente introduzione, rappresenta infatti il punto di riferimento per tutto il territorio nazionale. Occorre nel contempo attivare una adeguata sinergia di tutte le forze in campo (pediatri, medici di medicina generale, istituzioni, media) per far sì che vengano raggiunti livelli di coperture vaccinali adeguati in grado di non vanificare gli obiettivi del Piano”.

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