Atti dirigenti Agenzia delle Entrate decaduti sono validi, Cassazione mette fine alla querelle

I dirigenti ‘illegittimi’ dovevano comunque avere una delega da parte del dirigente di ‘ruolo’, e per questo i loro atti, dalle cartelle agli accertamenti fiscali, sono comunque validi anche se, per effetto della sentenza della Corte Costituzionale, i dirigenti sono poi decaduti.

E’ questa, in estrema sintesi, la ragione per cui la Corte di Cassazione, mettendo fine ad una lunga querelle, ha confermato la validità degli atti firmati dai dirigenti decaduti in quanto promossi senza concorso. Atti per i quali, tra l’altro, molte Associazioni dei Consumatori nelle scorse settimane si erano dichiarate pronte a far valere la loro nullità a tutela dei cittadini/contribuenti.

E se sugli atti, con la sentenza della Cassazione, la questione risulta essere definitivamente risolta, lo stesso non dicasi per i dirigenti ‘decaduti’ in quanto per riappropriarsi del ruolo l’unica via sembra essere quella di un intervento a livello legislativo.

Non a caso, in accordo con quanto riportato dal ‘Sole 24 Ore‘, in commissione Bilancio al Senato è stato presentato un emendamento affinché in via provvisoria i dirigenti ‘decaduti’ possano tornare a svolgere la loro funzione ed a percepire la retribuzione prevista. L’emendamento ha come firmatari i parlamentari Pamela Orrù, Cecilia Guerra e Giorgio Santini, tutti e tre del Partito Democratico.

Un altro emendamento, il cui primo firmatario è sempre Giorgio Santini del PD, prevede invece che siano le agenzie fiscali ad attribuire l’incarico provvisorio ai dirigenti nell’area di appartenenza a patto che abbiano maturato almeno cinque anni di anzianità, e che siano in possesso del diploma di laurea.

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