Azioni risparmio Telecom Italia convertite in ordinarie, mossa per fermare anti-scalata francese Vivendi e Niel

Citando la semplificazione della struttura del capitale, e l’incremento della liquidità e del livello di flottante delle azioni ordinarie, il Consiglio di Amministrazione di Telecom Italia ha deliberato per presentare all’assemblea dei soci di metà dicembre 2015 una proposta che sembra essere in tutto e per tutto una mossa anti-scalata in quanto porterà ad una diluizione delle quote attualmente detenute da Vivendi e da Xavier Niel.

L’assemblea dei soci sarà infatti chiamata ad approvare la conversione delle azioni Telecom Risparmio in azioni Telecom Ordinarie attraverso due proposte di conversione, una facoltativa ed una obbligatoria a fronte dell’esercizio del diritto di recesso che prevede un valore di liquidazione che è stato già fissato dal Consiglio di Amministrazione della società, e che è pari a 0,9241 euro per azione.

Nel dettaglio, la proposta di conversione facoltativa delle azioni Telecom Risparmio in azioni Telecom Ordinarie prevede un rapporto di conversione di 1 a 1, ovverosia un’azione ordinaria per un’azione di risparmio posseduta cui si va ad aggiungere un conguaglio pari a 9,5 centesimi di euro per ciascuna azione.

La proposta di conversione obbligatoria delle azioni Telecom Risparmio in azioni Telecom Ordinarie prevede invece un rapporto di conversione di 0,87 azioni ordinarie per ciascuna azione di risparmio posseduta, nessun conguaglio e nessuna riduzione del capitale sociale. Il premio implicito tra le due proposte rende quella facoltativa più vantaggiosa per gli azionisti con Telecom Italia che al riguardo, con una nota, ha precisato di voler ‘incentivare quei possessori di azioni di risparmio che decideranno di incrementare il proprio investimento nella società‘.

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