Ballando con le stelle, Milly Carlucci: “La Ventura è molto vicina al sì. Baudo non si decide, però non mollo”

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Non vede l’ora di tornare in pista, il 20 febbraio, per condurre Ballando con le stelle. Nel frattempo, però, Milly Cariucci non sta certo con le mani in mano. La conduttrice, infatti, ogni settimana è impegnata a Ballando on thè road, lo spettacolo che sta girando alcune città italiane in cerca di nuovi talenti ballerini da portare in televisione. E, tra una tappa e l’altra di questa nuova avventura che andrà avanti fino al 20 dicembre, la Cariucci rivela a Nuovo Tv i progetti, ma anche le curiosità e i retroscena legati a una delle trasmissioni più seguite degli ultimi dieci anni. E poi dedica un messaggio speciale alla sua grande amica Carolyn Smith, la presidente di giuria del programma, che sta lottando con coraggio e determinazione contro un tumore al seno.

«Per me Carolyn è una grande amica» Milly, è vero che sei stata la prima persona alla quale Carolyn Smith si è rivolta quando ha scoperto di essere malata? «Sì, perché lei non è solo una persona che lavora con me, ma una grande amica. La stimo, l’ammiro, la rispetto e, soprattutto, capisco la sua psicologia perché entrambe veniamo dal mondo dello sport, degli allenamenti e dell’insegnamento sportivo, una strada che poi io ho abbandonato. E così, quando si è confidata con me, mi sono adoperata per fare tutto quello che era possibile, anche in senso pratico, indicandole i medici migliori. Mi sono schierata accanto a lei assieme a tutto il nostro gruppo di lavoro: la sosteniamo nella sua battaglia».
Che cosa pensi del fatto che Carolyn abbia deciso di non mollare il lavoro durante le sue terapie e di seguirvi in tournée?
«È un fatto positivo: lei è una forza della natura, una che non si abbatte davanti a un problema, ma che, invece, cerca tutte le soluzioni per risolverlo: attraverso il lavoro e, soprattutto, l’affetto delle persone che la circondano, sta affrontando situazioni pesanti sempre con il sorriso sulle labbra. Il suo comportamento è anche un modo per mandare
un messaggio di ottimismo verso chi vive i suoi stessi problemi di salute».
«Guillermo Mariotto mi chiama “Mamie”»

A proposito di giuria e giurati, invece, hai qualche aneddoto divertente che li riguarda?
«Mi viene in mente Guillermo Mariotto, che mi chiama “Mamie”, perché dice che gli ricordo tanto sua madre, con il mio senso di responsabilità e la mia disponibilità. Lui è un po’ indisciplinato, perché è un artista e non potrebbe comportarsi diversamente, ma sa che davanti a me bisogna rigare dritto. Poi, c’è Fabio Canino: a parte la sua passione per le giacche sgargianti, è un amico caro, una persona che, dietro l’apparente cinismo,
nasconde sentimenti profondi e tanto cuore. E Ivan Zazzaroni, l’uomo dall’espressione più imperturbabile che io conosca: lo è sia quando deve stroncare sia quando deve elogiare qualcuno».
Manca all’appello solo Rafael Amargo: lo rivedremo in giuria?
«Non c’è ancora niente di sicuro. Dipenderà tutto dai suoi impegni, perché è un artista a tutto tondo, con un calendario fitto. Potremmo anche decidere di formare una giuria composta da quattro elementi, se Rafael non potesse unirsi alla nostra squadra».
Se parliamo della tua squadra di insegnanti, quali sono i più scaramantici in assoluto?
«Raimondo Todaro e Sara Di Vaira. Raimondo, in ogni edizione, vuole sentirsi ripetere che riuscirà a fare qualcosa di originale con la sua nuova partner, una sorta di rassicurazione scaramantica; mentre Sara, a ogni prova generale, pretende sempre la stessa battuta da parte di un autore, Giancarlo De Andreis, che deve farle capire che la sua esibizione non è bella abbastanza per permetterle di qualificarsi. Quelle sono le parole magiche che le fanno superare ansia e stress da prestazione».
«Raz Degan non ha mai mollato»

In dieci edizioni, hai visto ballare tanti concorrenti famosi. Chi ti ha dato più soddisfazioni?
«Quelli che non hanno mollato fino all’ultimo, che sono rimasti tosti. Raz Degan, per esempio, un attore bravo e bello, considerato fuori dagli schemi, irregolare e disordinato, ma che in pista ha dato anima e corpo senza risparmiarsi. Per lui era difficile imparare le coreografie a memoria, ma dal momento che non voleva sfigurare in gara, provava come un pazzo, finché non è arrivato in semifinale con un’ernia che gli ha pregiudicato la gara. Davvero molto coraggioso».
C’è stato qualcuno che ha insistito in modo particolare per partecipare al tuo programma?
«A parte l’ultimo caso di Platinette, che sta seguendo un percorso di dimagrimento per poter avere la possibilità di ballare con noi, mi viene in mente Alessio Di Clemente, che si è presentato per tre anni consecutivi, prima di essere preso, ma che alla fine ha fatto un percorso meraviglioso, classificandosi terzo. Ogni anno non c’era un cast dove lui potesse essere inserito, valorizzando il suo personaggio: ecco perché lo rimandavamo
sempre a casa: ma lui ha avuto pazienza e, alla fine, è stato premiato».
«Che soddisfazione aver convinto Vieri!»
Tra quelli che hai faticato di più a convincere, invece, chi ricordi con maggiore soddisfazione?
«Sicuramente Bobo Vieri: ci ho messo quattro anni per farmi dire sì. Si comportava come se gli volessi strappare la pelle di dosso. Poi si è convinto, si è rivelato una persona simpaticissima e ha anche ammesso che Ballando è stata l’esperienza più bella della sua vita. E poi una grande gioia è stata quella di convincere Giorgio Albertazzi: anche lì, con grande fatica».
Quest’anno, tra i nomi del nuovo cast, oltre a Platinette,
si parla tanto di Simona Ventura e di Pippo Baudo…
«La presenza di Simona è un’ipotesi che potrebbe realizzarsi. Ne abbiamo già parlato a Notti sul ghiaccio, dove lei era una delle giurate. Per Pippo, invece, temo che non riuscirò a convincerlo: lui si trincera dietro il fatto del mal di schiena e dell’altezza importante, ma ho la sensazione che si tratti di una sua remora personale… Chissà, magari, leggendo questa intervista, cambia idea».
Se pensi al concorrente dei tuoi sogni, c’è qualcuno per cui faresti di tutto pur di averlo in pista?
«Mi piacerebbe avere un personaggio della politica. Per esempio Fausto Bertinotti, un uomo molto affascinante. Chissà…».

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