Crack banche, ecco perché hanno pagato i risparmiatori

Lotta continua sulle banche. Roma e Bruxelles non si danno più tregua. Il salvataggio del credito in crisi sta alzando una barriera di astio e incomunicabilità. La commissaria per la Concorrenza, Margre the Vestager, ieri ha bocciato il salvataggio di Banca Tercas. Ha classificato come aiuto di Stato l’intervento del Fondo interbancario, che nel luglio dell’anno scorso finanziò le perdite della banca di Teramo e sostenne il passaggio a Banca Popolare di Bari.

Un comunicato informa che «la Commissione ha concluso che fondo ha agito per conto dello Stato italiano. Le misure non sono conformi alle norme Ue perché non è stato presentato un piano di ristrutturazione e le misure adottate non hanno ridotto le distorsioni della concorrenza. La Commissione giudica positivamente il fatto che banche private stiano valutando la possibilità di sostenere volontariamente Banca Tercas».

L’intervento di sistema è solo una delle contromosse possibili. L’Italia aspettava una decisione formale contro cui muoversi ricorrendo alla Corte di Giustizia europea. A firmare l’esposto sarà forse la Banca d’Italia. Da via Nazionale ci tengono a far sapere che, in ogni caso i depositanti non corrono rischi. La commissione ricostruisce la vicenda, ricordando di aver avviato già a febbraio un’indagine «dalla quale è emerso che il Fondo ha agito per conto dello Stato italiano» . Inoltre, gli aiuti non sono compatibili con le norme Ue per i seguenti motivi:

1) L’Italia non ha presentato un piano di ristrutturazione impedendo alla Commissione di valutare se fosse possibile ripristinare la redditività a lungo termine di Tercas nonostante gli sforzi profusi da Popolare Bari dopo l’acquisizione;
2) Sebbene il valore delle azioni di Tercas sia stato azzerato, le obbligazioni subordinate non hanno minimamente contribuito ai costi di ristrutturazione.
3) Sempre secondo la Commissione, non sono state attuate misure che avrebbero limitato la distorsione della concorrenza causata dallo Stato.
Stando alle informazioni di cui dispone Bruxelles, nel frattempo il fondo ha chiesto ai suo associati di sostenere volontariamente Banca Tercas. Se accadesse non ci sarebbero problemi relativi agli aiuti di Stato.ì

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