mercoledì , 17 gennaio 2018

Banche, Mattarella chiede accertamento rigoroso

Alla vigilia delle festività natalizie il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella in occasione dello scambio di auguri con i rappresentati istituzionali ha commentato la crisi che ha colpito le quattro banche locali.«Di fronte a gravi recenti episodi, relativi ad alcune banche locali, che hanno suscitato comprensibile preoccupazione, si stanno approfittando interventi di possibile sostegno, valutando caso per caso, al fine di tutelare quanti sono stati indotti ad assumere rischi di cui non erano consapevoli»,ha dichiarato il Presidente Mattarella il quale continua ad insistere sulla necessità di rafforzare le cautele e le regole.

Il Presidente Mattarella, ha inoltre, sottolineato l’importanza di rafforzare le cautele e le regole e soprattutto accertare le responsabilità.“Oltre a rafforzare le cautele e le regole, bisogna incentivare progetti e iniziative di educazione finanziaria. In questo senso sta utilmente operando la Banca d’Italia”, ha aggiunto Mattarella il quale ha aggiunto che comunque occorre un accertamento rigoroso ed attento delle responsabilità.

“Occorre un accertamento rigoroso e attento delle responsabilità. Sono di importanza primaria la trasparenza, la correttezza e l’etica tenendo conto che il sistema creditizio italiano si è dimostrato “più solido di altri” e ricordando che sul fronte della “trasparenza”, della “correttezza” e dell’”educazione finanziaria” la Banca d’Italia “sta utilmente operando”, ha concluso il Presidente della Repubblica Mattarella.Sono stati tanti altri i temi affrontati da Sergio Mattarella nel corso del suo intervento, oltre alle banche il Presidente ha parlato del fenomeno delle migrazioni,della sicurezza, della crisi economica, della collaborazione internazionale.

Non prende le parti di nessuno, Sergio Mattarella. Non in modo diretto, almeno, geloso come è del proprio ruolo di arbitro e fedele allo stile prudentissimo che gli è proprio, sempre due passi indietro rispetto allo scontro politico. Ma nel discorso tenuto durante la tradizionale cerimonia dello scambio di auguri con le alte cariche dello Stato, non è sfuggito, ai presenti, da Matteo Renzi, che era al fianco del presidente, a Ignazio Visco, seduto nelle prime fila, il lungo passaggio dedicato dal presidente della Repubblica alla necessità di «collaborazione» tra le istituzioni, al «rispetto delle competenze altrui». Mentre, invece, ha osservato, spesso si assiste a una «competizione» e a un «conflitto» che generano solo «sfiducia».

Un richiamo particolarmente severo, soprattutto se viene da un uomo, come l’attuale inquilino del Quirinale, che non ama partecipare agli scontri. Ma quello tra governo e Banca d’Italia (più Consob) evidentemente preoccupa molto Mattarella. E così ha deciso di intervenire. Il presidente della Repubblica è partito dai «gravi recenti episodi» accaduti in alcune banche locali. Si stanno definendo, «interventi di possibile sostegno, valutando caso per caso». Occorre, ha aggiunto, accertare in modo «rigoroso e attento» le responsabilità. Ma va fatto tenendo conto che il sistema creditizio italiano si è dimostrato «più solido di altri» e ricordando che sul fronte della «trasparenza», della «correttezza» e dell’«educazione finanziaria» la Banca d’Italia «sta utilmente operando». Insomma, guai a chi (il premier?) getta ombre su via Nazionale.

“Ma “occorre un accertamento rigoroso e attento delle responsabilità“, ha insistito ricordando che”sono di importanza primaria la trasparenza, la correttezza e l’etica degli intermediari, bancari e finanziari”. “Di fronte a gravi recenti episodi, relativi ad alcune banche locali, che hanno suscitatocomprensibile preoccupazione, si stanno approntando interventi di possibile sostegno, valutando caso per caso, al fine di tutelare quanti sono stati indotti ad assumere rischi di cui non erano consapevoli“, ha detto il presidente Mattarella.

In un discorso corposo e con una particolare attenzione al Paese reale e all’Italia che soffre lancia anche un allarme per quanto sta succedendo in Danimarca dopo la proposta del governo di ‘tassare’ gli immigrati in arrivo: “A fronte dei tanti bambini morti in mare, giorno dopo giorno, assume un sapore crudelmente beffardo ferire la dignità stessa dei migranti, prevedendo addirittura di spogliarli dei beni che sono riusciti a salvare nella fuga dalle tribolazioni nei paesi natali”. Si avverte fortemente l’esigenza di un riordino e di un recupero di razionalità nel processo legislativo. Si e’ trattato di un discorso denso e con mille messaggi, dove il Capo dello Stato, con a fianco i presidenti delle Camere e davanti una platea di ministri guidati da Matteo Renzi, ha toccato tutti i temi del vivere comune. Infine, una riflessione sul Pile l’occupazione. Lo ha detto il presidente Sergio Mattarella nel tradizionale scambio di auguri di fine anno con le alte cariche dello Stato. Il dramma in atto, osserva il capo dello Stato, creacomprensibili preoccupazioni nelle nostre popolazioni. E’ un’illusione pensare di proteggersi con muri e fili spinati. E poi ancora, non manca un richiamo alla violenza del terrorismo che “ha fatto ingresso nei nostri luoghi e nella nostra vita: dobbiamo sconfiggerla, con le armi della civiltà che abbiamo costruito“. “Rassegnarsi a una Unione bancaria lacunosa e vulnerabile – come hanno evidenziato, del resto, anche la Commissione europea e la Banca centrale europea – esporrebbe l’intera Europa a rischi di carattere sistemico”. “È un errore storico ritardare la necessaria azione comunitaria in tema di accoglienza, di riconoscimento e ricollocazione dei rifugiati, di contrasto ai trafficanti di esseri umani, di rimpatri, più in generale di politiche dell’immigrazione“. Vincere l’estremismo vuol dire innanzitutto non farci snaturare.

“La riforma della pubblica amministrazione è un tassello essenziale per il rafforzamento del sistema-Italia”. E’ confortante constatare come questa collaborazione sia abitualmente praticata, ma non sfugge che talvolta si registra invece competizione, sovrapposizione di ruoli, se non addirittura conflitto e questo genera sfiducia oltre a indebolire la società nel dispiegarsi delle sue potenzialità e a disorientarla riguardo al concreto esercizio dei diritti.

La preoccupazione di tutti, ha spiegato, deve essere quella di «aver cura della Repubblica per costruire il futuro». Ma per far questo è necessario che i poteri e le istituzioni non solo svolgano «con impegno il proprio servizio», ma collaborino «lealmente per il bene comune». Perché questo accada, «il rispetto delle competenze altrui costituisce la migliore garanzia per la tutela delle proprie attribuzioni». Cosa che non sempre accade: «Talvolta si registra competizione, sovrapposizione di ruoli, se non addirittura conflitto e questo genera sfiducia oltre a indebolire la società». Il richiamo, spiegano nel suo entourage, non è a una singola istituzione ma a tutte. Nella dialettica sempre più tesa tra Palazzo Chigi e Palazzo Koch, però, è difficile non leggere queste parole anche come una strigliata al premier che, negli ultimi giorni, non ha nascosto dubbi sull’operato della Banca d’Italia e della Consob.

Del resto l’argomento delle banche non è l’unico rispetto al quale Mattarella raffredda l’ottimismo di Renzi: «Il 2015 si chiude con un segno positivo per il Pil e l’occupazione» ma «è ancora insufficiente per compiacerci della ripresa». Soprattutto, «dobbiamo riconoscere che la disoccupazione resta elevata in modo inaccettabile». Le riforme avviate sono un passaggio fondamentale ma va riformato anche il processo legislativo, perché altrimenti si generano «ulteriori incertezze e conflitti».

Renzi, naturalmente, si è ben guardato dal fare polemiche: «Un ottimo discorso, molto bello», è stato il commento. Ma tra i suoi l’entusiasmo è decisamente minore. Negli ambienti della maggioranza (ma anche dell’opposizione) c’è chilegale parole di Mattarella alle pressioni degli ultimi giorni perché si abbandoni la commissione parlamentare d’inchiesta per sostituirla con una (praticamente inutile) commissione di indagine. Pressioni aumentate, si dice, da quando il governo ha affidato l’arbitrato sulle banche a Raffaele Cantone.

One comment

  1. I inciucio continua

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