Berlusconi visita la tomba di Padre Pio

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San Giovanni Rotondo, maggio a notizia, confermata da Luigi Vitali, segretario di Forza Italia in Puglia, sembra proprio in bilico tra il diavolo e l’acqua santa. Di certo, fa scalpore: Silvio Berlusconi ha deciso di visitare la tomba di Padre Pio a San Giovanni Rotondo. Un gesto di spiritualità che colpisce, visto il suo passato, segnato dallo scandalo del bunga bunga e dalle vivaci serate in compagnia di frotte di ragazze. La passione per le belle donne, sempre giovanissime, ha portato Berlusconi a commettere i peccati definiti dal sesto comandamento «atti impuri». Sono quelli che Padre Pio considerava particolarmente gravi. Senza contare i due divorzi e la sua attuale convivenza con Francesca Pascale, che per la Chiesa rappresentano, comunque, una violazione alle regole. Eppure, assicurano gli amici, Silvio non ha mai perso la fede e a un certo punto ha sentito il bisogno di pregare sulla tomba di San Pio, in un attimo di raccoglimento che potrebbe segnare una svolta nella sua vita. D’altra parte non sarebbe la prima volta che Padre Pio tocca il cuore di un peccatore, spingendolo a passare dal culto del piacere alla conversione e al rispetto verso gli insegnamenti evangelici. «Il recupero delle anime è il mio principale compito e, se lo porto a termine, è la mia più grande gioia», affermava, infatti, il frate santo.

Sulla possibile riscoperta da parte dell’ex premier di valori dimenticati, gli avversari ironizzano, nel ricordo delle sue cosiddette “cene eleganti”. Tuttavia non si può escludere che oggi Berlusconi sia cambiato: è un uomo deluso e ferito non solo politicamente, considerando quanti suoi seguaci lo hanno abbandonato. Magari, archiviato il capitolo delle olgettine, potrebbe regolarizzare la sua posizione con la Pascale, che non ha mai nascosto il desiderio di sposarlo. Anche se oggi non si può fare a meno di notare la scelta inopportuna dell’ex premier, che ha fatto coincidere il pellegrinaggio a San Giovanni Rotondo con il suo tour in Puglia in occasione delle elezioni regionali, a sostegno della candidata di Forza Italia,

Adriana Poli Bortone.

Può darsi che, per mancanza di tempo, sia stato costretto a inserire la visita a Padre Pio tra gli altri impegni. Sarebbe stato più giusto organizzarla senza mischiare sacro e profano. Tuttavia il gesto di omaggio reverente da parte di Berlusconi rimane e ha un particolare significato, considerando il rigore morale di San Pio. Come se idealmente Silvio, nel pregarlo, facesse ammenda dei suoi peccati in un percorso spirituale di purificazione cominciato -dice chi lo conosce bene – durante il periodo in cui ha svolto i servizi sociali nell’Istituto

Sacra Famiglia a Cesano Bo-scone, prestando assistenza ai malati di Alzheimer dopo la condanna per frode fiscale nel processo Mediaset. Una pena che potrebbe essersi trasformata in una medicina dell’anima.

«Accogliamo Berlusconi con simpatia e riguardo, cercando di non creare disordine tra gli altri pellegrini», hanno detto i frati del Convento di San Giovanni Rotondo, prendendo un po’ le distanze ma senza nascondere la loro soddisfazione. Non c’è da stupirsi, perché una pecorella smarrita così “eccellente” come lui non torna tutti i giorni all’ovile. In realtà molti altri politici, prima, hanno reso omaggio a Padre Pio: da Aldo Moro a Giulio Andreotti, da Sergio Mattarel-la a Romano Prodi. Però su nessuno di loro gravava, come capita a Silvio, il peso di un passato scabroso, incluso un processo per favoreggiamento della prostituzione minorile: un’accusa da cui l’ex premier è stato assolto, ma che comunque lascia ombre diffìcili da far dimenticare.

Per questo motivo la visita alla tomba di San Pio esprime, in modo credibile, l’intimo proposito da parte di Berlusconi: quello di diventare un uomo migliore. Con il ragionevole dubbio che non abbia fatto abbastanza per sconfiggere i “diavoli” dai quali, almeno per un certo periodo, è stato indotto in tentazione. Questi fatti, però, nascondono un retroscena imprevedibile. A rivelarlo è padre Andrea Livio della Diocesi di Como, cugino dell’ex Cavaliere, suo consigliere spirituale e pure esorcista.

«Quando Silvio aveva appena 9 anni sua zia Marina, figlia spirituale di Padre Pio, lo condusse con sé in visita a San Giovanni Rotondo», ha raccontato don Livio, in un’intervista. Ha poi spiegato che il frate, nel vederlo, esclamò: «Questo bambino ha bisogno di essere benedetto perché è predestinato a diventare un uomo importante». E predisse un futuro ricco di soddisfazioni, però assai difficile. La profezia si è avverata e forse, in una specie di disegno divino, il pellegrinaggio di Silvio ha lo scopo di aprire un dialogo ideale tra un santo e un peccatore, in base a quella che tra i devoti viene definita la “chiamata di Padre Pio”: un impulso irresistibile che spinge verso di lui chi è in cerca di redenzione. Certamente oggi, comunque lo si voglia giudicare, Berlusconi è un uomo che sta pagando duramente certi errori.

Quelle debolezze, che lo hanno portato a eccessi distruttivi per l’immagine pubblica, erano note alla sua amata madre, Rosa Bossi, ricordata da tutti come una donna semplice e buona. La signora, devota a Padre Pio, nel 2007, un anno prima di morire, si fermò per due giorni a San Giovanni Rotondo per pregare il frate santo, chiedendogli in particolare di proteggere Silvio.

«Ho pregato per mio figlio, ma anche per tutti gli altri. Io prego sempre Padre Pio, due volte la mattina e due volte la sera, come lui stesso ci ha insegnato», disse mamma Rosa, lucidissima nonostante i suoi 96 anni. E Francesco Campanella, portavoce dei Frati Cappuccini, ha ricordato: «La signora Rosa si raccolse in preghiera sulla tomba di Padre Pio ed espresse il desiderio di volerci ritornare con il figlio, Silvio».

Ebbene, oggi Berlusconi realizza il sogno della madre, che gli è stata sempre accanto, condividendo i suoi problemi e sostenendolo con forza e tenerezza soprattutto nei momenti peggiori. Difficile immaginare i pensieri di Silvio, prima sulla cripta dove è sepolto Padre Pio, poi davanti all’umile cella in cui visse in preghiera. Nessuno può saperlo, tuttavia sarebbe bello se, nel suo “viaggio” alla ricerca di San Pio, ritrovasse in qualche modo la purezza di cuore del bambino che, tantissimi anni fa, ebbe la sua benedizione. Quel ricordo potrebbe illuminare il suo futuro, dopo un passato che Padre Pio condannerebbe, ma che di certo saprebbe anche perdonare.

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