Prezzi e tariffe 2016: bollette e spesa, in arrivo ‘stangata’ da 551 euro a famiglia, eliminazione Tasi non basta

Tra bollette, tasse ed altre spese il 2016 in Italia per le famiglie partirà con una stangata di 551 euro, in media a nucleo familiare, a causa dell’aumento dei prezzi e delle tariffe di luce e gas, acqua, istruzione, trasporti, generi alimentari, servizi postali, smaltimento rifiuti e tariffe autostradali.

Diminuiscono invece nel 2016, in accordo con quanto è stato reso noto dal Codacons, le spese che sono legate al capitolo casa, a seguito dell’eliminazione della Tasi, ma anche il canone della Rai, la polizza di responsabilità civile auto ed i carburanti. Questi ribassi non sono però sufficienti a compensare i rincari sopra indicati con la conseguenza che secondo l’Associazione per l’anno prossimo a parità di consumi le famiglie italiane spenderanno in media nei 12 mesi 551 euro in più.

Analizzando le singole voici di spesa, il Codacons stima un risparmio di 194 euro medi a famiglia dall’eliminazione della Tasi, 13,5 euro di risparmio dal canone Rai 2016, che passa da 113,50 a 100 euro, -12 euro annui sull’Rc auto e -68 euro per fare il pieno di carburante all’auto. E questo, ricorda l’Associazione sul carburante, a patto che non ci sia un’impennata dei prezzi del petrolio e/o un aumento dell’Iva e/o delle accise da parte del Governo italiano.

Per quel che riguarda invece i rincari, nel 2016 per la sola spesa alimentare, a parità di consumi, si pagheranno ben 189 euro in più cui vanno aggiunti 137 euro per acqua e Tari, +44 euro per i trasporti, 27 euro in più per i pedaggi autostradali, 18 euro per i servizi bancari e +9 euro per quelli postali.

Chi più consuma, meno paga. La promessa sembra allettante. Eppure, visto che parliamo di tariffa elettrica e non di pizza o di mutande, il nostro futuro di utenti è pieno di incognite e per molti sarà anche disseminato di aumenti in bolletta.

Dal prossimo primo gennaio, infatti, cambierà il modo in cui è stato calcolato, da 40 anni a questa parte, il prezzo di ogni kilowattora di energia elettrica che consumiamo. Si tratta di una rivoluzione radicale che coinvolgerà 28 milioni di contratti domestici, verrà introdotta gradualmente e andrà a regime definitivamente solo tra due anni, cioè a partire dal 2018 quando il mercato elettrico sarà completamente liberalizzato.

In sostanza la tariffa che oggi è in parte progressiva, cioè cresce con l’aumentare della quantità di elettricità consumata, diventerà fissa. A rimetterci saranno tutti quelli che consumano poco: chi sta molto attento a non spendere, chi a casa non c’è mai, chi ha una seconda abitazione poco utilizzata e perfino chi ha un impianto fotovoltaico, fa molto autoconsumo e prende poca energia dalla rete.

Ma per capire bene cosa accadrà, bisogna aver presente quello che paghiamo oggi per la luce. All’importo fatturato in bolletta contribuiscono 4 voci: i servizi di vendita, cioè la materia prima e i costi di commercializzazione dell’energia; le imposte, cioè Iva e accisa; i servizi di rete, ovvero i costi per la manutenzione della rete di distribuzione e dei contatori; e i cosiddetti ‘oneri generali di sistema’, cioè tasse occulte per finanziare, in teoria, il sistema, in pratica le cose più incredibili: dalle imprese energivore al settore ferroviario, fino alle compensazioni per i comuni che ospitano impianti nucleari, anche se in Italia il nucleare non c’è e gli impianti sono spenti da decenni, oltre ovviamente al bonus per i redditi bassi e le fonti rinnovabili.

A cambiare dal 2016 saranno due componenti, servizi di rete e oneri di sistema, che fino a oggi pesavano in modo diverso nelle nostre tasche, anche se corrispondevano per tutti a quasi il 44% della bolletta. Con la riforma varata e voluta dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas, invece, queste due voci rappresenteranno una quota fissa identica per ogni utente, da pagare per il semplice fatto di essere agganciati alla rete elettrica. Questo significa che l’uso della rete e i finanziamenti al sistema non saranno più sovvenzionati in proporzione all’uso che facciamo della rete e del sistema, come sarebbe giusto. Al contrario, gli utenti che meno li utilizzeranno saranno proprio quelli costretti a sborsare in percentuale di più rispetto agli altri.

I numeri dell’Autorità sono piuttosto chiari. A riforma conclusa, la maggior parte di noi ci avrà rimesso. L’utente domestico residente che ha sottoscritto un contratto di fornitura con potenza disponibile fino a 3 kW, che consuma circa 1.500 kWh/anno e oggi paga 233 euro in 12 mesi, subirà un aumento del 30%, cioè 71 euro in più all’anno. Lo stesso utente che consuma 2.200 kWh/anno e paga 343 euro, sborserà il 15% in più, con un aggravio di 50 euro in 12 mesi; mentre il consumatore medio, che usa2.700 kWh/anno e paga 438 euro, spenderà il 4,3% in più, con un aumento di 19 euro in un anno. Se non si è residenti e si consumano solo 900 kWh/anno, magari nella casetta dove si va in vacanza per brevi periodi, la batosta sarà formidabile: + 45%, ovvero 117 euro più di prima in 12 mesi.

Chi ci guadagna, allora? Secondo i calcoli dell’Autorità a guadagnarci di più saranno quelli che consumano tanto: per esempio, i residenti con potenza disponibile fino a 6 kW con consumi di 6.000 kWh/anno, equivalenti praticamente a una villa con piscina e termoconvettori per il freddo e per il caldo montati in tutta casa. Loro risparmieranno la bellezza di 582 euro all’anno, s p en d e nd o circa il 38% in meno rispetto a quanto pagano ora.

Ma le associazioni dei consumatori, delle rinnovabili e gli ambientalisti non ci stanno. Per fermare la riforma Italia Solare, Legambiente, Kyoto Club, Codici, Adusbef, Wwf e Greenpeace hanno annunciato un ricorso al Tar. Intanto hanno presentato un doppio esposto al Garante della concorrenza e del mercato e alla Commissione europea e lanciato la petizione online #la- bollettagiusta ( http://www.progressi.org/labollettagiusta). “Si stima – scrivono in una nota – che le bollette per la maggioranza delle famiglie saliranno del 10-30% su base annua: oltre 1,5 miliardi di euro in più per gli utenti domestici, che andranno a distributori e grossisti di energia elettrica”. E concludono: “La riforma penalizzerà tutti gli operatori della green economy, i produttori di energia da rinnovabili, i proprietari di impianti fotovoltaici, i sostenitori dell’energia solare e in generale tutti coloro che credono che il fotovoltaico possa rivoluzionare il mondo dell’energia”.

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