Bomba alla sede della Polizia di Brescia: Digos indaga, possibile pista sugli anarchici

Nella notte di ieri, verso le ore 4,30 del mattino, a Brescia è esploso un ordigno rudimentale davanti alla sede della Scuola di Polizia Giudiziaria Amministrativa Investigativa della Polizia di Stato, la Polgai. Per fortuna non c’è stato nessun ferito così come ancora non è arrivata nessuna rivendicazione. Subito però, sul territorio del Bresciano, sono scattati i controlli straordinari a partire dalle principali arterie stradali di ingresso e di uscita dalla città mentre la Digos è già al lavoro nell’effettuare le indagini puntando su varie piste, tra cui quella anarchica.

In accordo con una nota che è stata emessa dalla Questura, la bomba rudimentale, dal lato di Via Veneto, ha causato danni limitati alla vetrata blindata che ha ben retto alla deflagrazione con la polizia scientifica che, intervenuta subito sul posto, ha effettuato tutti i rilievi del caso.

‘Nonostante questa azione la polizia di Stato non si arrende‘, ha intanto dichiarato il questore Carmine Esposito aggiungendo che ‘assicureremo il nostro impegno per garantire alla giustizia gli autori di questo vile gesto‘, e che questo avverrà ‘con l’abnegazione che contraddistingue tante donne e uomini che lavorano, e rischiano la vita quotidianamente attraverso l’amore e la passione per il proprio Paese con forza e dedizione‘.

Fondata nel mese di giugno del 1967, la Pol.G.A.I., Scuola di Polizia Giudiziaria Amministrativa Investigativa della Polizia di Stato, si pone come obiettivo, per un migliore contrasto ai fenomeni criminali, quello di ‘trasmettere conoscenze, competenze abilità all’investigatore per meglio utilizzare tutti gli strumenti giuridici, tecnici operativi ed interdisciplinari disponibili’.

Le indagini della Digos di Brescia si sarebbero concentrate da subito sul mondo anarchico. Il ministro dell’Interno, Angelino Alfano esclude che si sia trattato di un attentato terroristico: “In questo momento ci sono le indagini in corso. Sembra esclusa, anzi, ci sentiamo di escludere, una pista di matrice di terrorismo internazionale. Il resto è nelle mani della magistratura che sta indagando”.

Roberto Maroni, presidente di Regione Lombardia, ha condannato il gesto esprimendo la propria vicinanza alle forze di polizia: «Massima solidarietà alla Polizia di Stato, alla Questura di Brescia e a tutti gli uomini e donne in divisa, che, quotidianamente, si impegnano per la tutela della nostra sicurezza e la difesa della nostra democrazia». Anche numerosi parlamentari di Pd e Lega Nord hanno condannato l’attentato. Per il sindaco di Brescia, Emilio Del Bono: «E’ un atto di intimidazione che non può essere tollerato. Esprimo la più profonda vicinanza al questore di Brescia e agli agenti della Polizia di Stato. Tutta la città è unita e solidale con le forze dell’ordine, nella certezza che i responsabili verranno presto individuati e assicurati alla giustizia» Secondo Felice Romano, segretario del sindacato di polizia Siulp: «L’ordigno piazzato davanti alla scuola di polizia di Brescia è un gesto vile ma anche inutile perché incita ancora di più la polizia a continuare la sua opera di contrasto contro i fenomeni eversivi. Questo atto intimidatorio non sarà per i poliziotti un elemento che li farà indietreggiare di un solo millimetro». Più polemico il Sindacato Autonomo di Polizia: «Della solidarietà dei politici di maggioranza non sappiamo cosa farcene. Servono contenuti concreti».

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