Borsa asiatica nuovi crolli, la Banca centrale cinese taglia i tassi

Dopo le perdite di lunedì, nella giornata di ieri si è verificato un nuovo crollo per la borsa di Shangai, chiudendo a -7,62% sotto la soglia di sicurezza dei 3000 punti, che da molti sono visti come un livello chiave sotto il quale non si dovrebbe andare per non andare incontro a quello che viene chiamato “panic selling”.

Di fronte a questo scenario, la banca centrale di Pechino non è rimasta a guardare, ed a mercati chiusi è stato comunicato un taglio dello 0,25% dei tassi di interesse ed un abbassamento di mezzo punto percentuale del tetto di riserva obbligatoria imposto alle banche, ora al 18% per i maggiori istituti. La Banca Centrale, ha deciso inoltre, di iniettare nuovi fondi per un totale di 150 miliardi di yuan pari a 22,43 miliardi di dollari, per tentare di fermare le vendite, ma purtroppo questo sforzo non ha portato ad alcun risultato.”La People’s Bank of China ha effettuato l’intervento più’ massiccio dal gennaio 2014, ‘pompando’ nel mercato 150 miliardi di yuan (23,4 miliardi di dollari)”, dichiara l’agenzia Nuova Cina.

Non si è trattata dell’unica operazione effettuata dalla Banca Centrale, visto che già la scorsa settimana era stata effettuata un’iniezione di 150 miliardi di yuan. Milano intanto si rafforza fino a segnale un rally del 5,86% di nuovi sui livello dello scorso venerdì, bene anche le altre,ovvero Parigi +4,14%, Francoforte +4,97%, Londra +3,09%. Atene chiude in rialzo del 9,3%.La Pboc ha anche venduto 60 miliardi di yuan di depositi del Tesoro a tre mesi per conto del Ministero delle Finanze al 3% il minimo del 2010, mentre metterà all’asta altri 60 miliardi di yuan, il prossimo 28 agosto,ovvero venerdì.

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