Bracciante in coma da 10 giorni per 30 euro, collega morta tra le vigne

E’ in coma ormai da diversi giorni Arcangelo, un uomo di 42 anni il quale lavorava presso la stessa agenzia interinale dove lavorava Paola Clemente, ovvero la donna morta lo scorso 13 luglio a San Giorgio Jonico, in provincia di Taranto. Da quanto emerso, l’uomo sarebbe stato colpito da un infarto mentre si trovava nelle campagne del nord-barese mentre lavorava in una vigna, sotto un tendone, durante le operazioni di acinellatura; l’uomo, inoltre, sarebbe stato colpito da infarto, circa dieci giorni fa ma la notizia si è diffusa soltanto ieri.

Da quanto è emerso, Arcangelo è in coma da circa 10 giorni per 30 euro, ogni notte è costretto a lasciare la sua città per raggiungere le campagne tra Andria e Canosa di Puglia,nel nord barese, dove lavorava all’acinellatura dell’uva. Dopo la morte di Paola, la Procura di Trani ha comunque deciso di aprire un’indagine contro ignoti per omicidio colposo ed omissione di soccorso. “Lavorava circa sette ore al giorno, alle quali si devono aggiungere le cinque ore di trasporto. Proprio per il trasporto l’uomo pagava 12 euro al ‘caporalè, a fronte di una paga che supera di poco i 27 euro al giorno. Salario, quest’ultimo, che viene corrisposto alle donne”, ha dichiarato il segretario della Flai Cgil Puglia, Giuseppe Deleonardis.

“Quel che è certo è che Arcangelo lavorava per la stessa agenzia interinale per cui operava Paola.Al di là del singolo episodio da anni denunciamo uno sfruttamento che non riguarda solo gli immigrati ma anche italiani e molte donne. E magari si verificano in aziende finanziate da fondi pubblici. Abbiamo una legge regionale di eccellenza, quella che prevede gli indici di congruità, che però non esplica completamente la sua efficacia per la mancanza di controlli. Basta applicarla”, aggiunge ancora Deleonardis.

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