Brescia, Pietro Raccagni ucciso in casa propria: condannato il gruppo di ladri

E’ trascorso circa un anno e quattro mesi da quando, un gruppo di quattro giovani albanesi si sono introdotti all’interno dell’abitazione di Pietro Raccagni, macellaio di Pontoglio, comune italiano della provincia di Brescia, in Lombardia.

Purtroppo però quella che doveva essere solo una rapina si è trasformata in una vera e propria tragedia costata la vita proprio a Pietro Raccagni, colpito da uno dei malviventi con una bottiglia in testa. Subito dopo essere stato colpito, l’uomo è stato trasferito in ospedale dove però si è tragicamente spento dopo undici giorni di coma a causa dei traumi riportati in seguito al colpo subito e alla conseguente caduta.

Ed ecco che a distanza di circa un anno e quattro mesi, nella giornata di ieri è finalmente arrivata la sentenza sugli assassini dell’uomo. Nello specifico Ergren Cullhaj e Pjeter Lleshi sono stati condannati a 13 anni, Luli Erion è stato condannato a 10 anni e 10 mesi mentre invece colui che avrebbe colpito l’uomo, ovvero Vitor Lleshi, è stato condannato a 12 anni.

Su tali condanne si è espressa la vedova di Pietro Raccagni, ovvero Federica Pagani, la quale ha nello specifico affermato “La vita di un uomo vale più di queste condanne che sono basse”, continuando poi “Forse era meglio avere un’arma in casa quella sera perché ci saremmo difesi. Meglio un cattivo processo che un bel funerale”. Insomma è chiaro che nessuno potrà mai restituire Pietro alla moglie e ai figli che dovranno convivere, per tutta la vita, con il dolore della ingiusta perdita del proprio caro.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.