Caffè, fino a 5 tazzine al giorno riducono il rischio di morte prematura e allungano la vita

Più volte si è parlato dei benefici che il caffè può apportare al nostro organismo, e tante sono le teorie al riguardo. Un nuovo studio, pubblicato su Circolation, mostra come chi beve due o tre tazzine di caffè al giorno possa vedere ridursi il rischio di morte per malattie cardiache, malattie neurologiche, diabete e anche suicidio.

Lo studio è stato condotto da un team di ricercatori Usa, dell’Harvard T.Chan School of Public Healt i quali hanno confermato i benefici del caffè, benefici che non riguarderebbero solo gli integralisti del chicco, ma stando a quanto emerso, anche chi alterna entrambe le tipologie di caffè, quello tradizionale con caffeina e il decaffeinato, guadagna vantaggi, come quelli sopra indicati.

I ricercatori, sulla base dei loro studi effettuati sul campo, hanno osservato che i vantaggi si avevano in tutti i casi, aggiungendo a tal riguardo che non è la caffeina a fare la differenza ma con ogni probabilità i numerosi composti presenti nei chicchi di caffè.«I composti bioattivi nel caffè riducono la resistenza all’insulina e l’infiammazione sistematica. Questi potrebbero essere responsabili dell’inversa associazione tra caffè e mortalità. Tuttavia, sono necessari ulteriori studi per indagare i meccanismi biologici che producono questi effetti», spiega il dott. Ming Ding, ovvero il primo autore dello studio.

«Il consumo regolare di caffè può essere incluso come parte di una dieta sana ed equilibrata. Tuttavia, alcune categorie, come le donne incinte e i bambini, dovrebbero essere cauti nell’assunzione di caffeina da caffè o altre bevande», ha dichiarato Frank Hu, professore di nutrizione ed epidemiologia ad Harvard. 

“Ci sono sostanze bio-attive nel caffè che riducono la resistenza all’insulina e le infiammazioni sistemiche, ci sono antiossidanti e magìiesio, ma il nostro studio è osservazionale, quindi è difficile sapere se l’effetto positivo è causale o meno”  ha dichiaratol’autore dello studio, Ming Ding.

“I composti bioattivi del caffè – argomenta il primo autore della ricerca, Ming Ding – riducono la resistenza all’insulina e l’infiammazione sistemica. Questo potrebbe spiegare alcuni dei nostri risultati. Tuttavia, sono necessari ulteriori studi per indagare i meccanismi biologici che producono questi effetti”.

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