Carni rosse cancerogene? L’Irst “Lo sappiamo dal 2007 ma l’allarme è esagerato”

Si continua a discutere ormai da giorni sull’allarme lanciato dall’Oms circa gli effetti cancerogeni di carni ed insaccati. Da quanto è emerso, sembra che l’abuso di carni rosse possa provocare a lungo andare il tumore.Tuttavia, alcuni medici sostengono che è esagerato paragonare l’impatto della carne a quello del fumo. A pensarla in questo modo è il Prof.Dino Amadori,ovvero il direttore scientifico dell’Istituto per lo studio e la cura dei tumori di Meldola, considerato ad oggi uno dei più autorevoli oncologi e studiosi europei.

«Indubbiamente seguire un’alimentazione eccessivamente ricca di questo tipo di prodotti aumenta i rischi d’incorrere in tumori a colon, pancreas, stomaco e prostata. Questo processo è noto da tempo; io stesso, nel 1980, pubblicai un lavoro nel quale segnalavo l’alto rischio dovuto a questo tipo di prodotti. In quel periodo, nella provincia forlivese, c’era una mortalità per tumore allo stomaco pari a quella del Giappone (morivano 74 persone ogni 100mila abitanti per anno) mentre oggi, merito proprio di nuovi stili di vita, l’incidenza si è ridotta a 20/25 persone per 100mila abitanti all’anno», dichiara il Prof.Amadori.Se da una parte il Professor Amadori “sminuisce” l’allarme lanciato dall’Oms, dall’altra parte lancia un appello o meglio un consiglio quello di bere subito dopo il pasto una spremuta di arancia o limone o pompelmo per limitare i danni.

Intervenuta sull’argomento anche Anna Villarini, ovvero la biologa esperta di Scienza dell’Alimentazione, Dipartimento di Medicina Preventiva e Predittiva, Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori,la quale dichiara di non essere affatto sorpresa dell’allarme lanciato dall’Oms.” La notizia non è certo nuova. Sappiamo già dal 2007, ma ci sono studi ancora precedenti, che le carni conservate sono associate a tumore dello stomaco, sia per la presenza di conservanti che vengono aggiunti che si trasformano in cancerogeni all’interno dello stomaco, sia per la presenza eccessiva di sale che è un fattore di rischio”,dichiara la biologa.

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