Caso Aldo Naro, morto per un calcio alla testa : condannato a 10 anni il buttafuori

Sono trascorsi 9 mesi da quando, il 14 febbraio del 2015 Aldo Naro, un ragazzo di appena 25 anni neo-laureato in Medicina, è stato ucciso mentre si trovava in discoteca con alcuni amici. Originario di Caltanissetta, comune italiano capoluogo dell’omonima provincia, in Sicilia, Aldo Naro in compagnia di alcuni amici si trovava a festeggiare il carnevale presso la discoteca Goa di Palermo quando, all’improvviso, un ragazzo gli si è avvicinato per togliergli il cappello di carnevale che indossava e proprio da li è iniziata la rissa.

Aldo è caduto a terra e poco dopo è stato colpito alla testa da un calcio che gli è costato la vita. A sferrare il calcio mortale è stato un giovane di nome Andrea Balsano condannato adesso con l’accusa di omicidio volontario a dieci anni di carcere, cinque in meno rispetto a quella che era la richiesta della Procura.

Sulla questione si è espresso l’avvocato dell’imputato, ovvero Maurizio di Marco, il quale ha nello specifico affermato “E’ il primo caso in Italia, e lo posso documentare in cui viene condannata una persona per omicidio volontario per una rissa senza armi. Ci sono dodici sentenze della Cassazione che sostengono la mia tesi. Il giudice ha invece accolto le ragioni dell’accusa, secondo le quali il calcio, essendo stato sferrato a un organo vitale, può configurare la volontarietà”.

Andrea Balsano, quando con un calcio ha provocato l’emorragia cerebrale nel venticinquenne Aldo Naro, aveva appena diciassette anni e faceva il buttafuori nella discoteca di Palermo sopra citata, dopo essere stato reclutato nel quartiere dello Zen.

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