Caso Mario Bozzoli: Clamorose novità nell’inchiesta sulla morte di Giuseppe Ghirardini

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Fonte: Settimanale Giallo di Laura Marinaro Beppe era una persona meravigliosa, era il nostro faro, non si sarebbe mai suicidato. Noi sorelle ne siamo sicure e lotteremo per dimostrare che è stato ucciso. Il suo omicidio è legato alla scomparsa di Mario Bozzoli, il suo datore di lavoro. In quella fabbrica le cose non andavano bene. Beppe ci diceva sempre: già questo lavoro in fonderia è duro, insomma è quello che è, poi vederli sempre litigare peggiora le cose. Beppe si riferiva ai dissidi accesi e continui tra Mario Bozzoli e i nipoti Alex e Giacomo, figli di Adelio, dovuti alla nuova fonderia a Bedizzole.

Forse la sera in cui Mario è scomparso dalla fabbrica, nostro fratello ha visto qualcosa che non avrebbe dovuto vedere, ed è stato messo a tacere per sempre”. A parlare sono Ernestina, Giulia, Giacomina e Pasqualina, le quattro sorelle di Beppe Ghirardini, l’operaio cinquantenne di Marcheno trovato cadavere al Passo del Tonale, pochi giorni dopo la misteriosa scomparsa del suo datore di lavoro Mario Bozzoli, titolare insieme con il fratello Adelio dell’omonima fonderia.

SI PARLA DI DUE PERSONE INDAGATE Beppe Ghirardini è morto avvelenato: ha ingerito o, come dicono le sorelle, è stato costretto a ingerire una capsula di cianuro, un potentissimo veleno. Gli inquirenti ne hanno ritrovate due: una, intatta, nello stomaco dell’uomo, l’altra, quella che ne ha provocato il decesso, a pezzi nel luogo in cui fu ritrovato il cadavere. In un primo momento quei frammenti di vetro color marrone erano passati inosservati, ma sono stati ritrovati pochi giorni fa in un altro sopralluogo effettuato appunto nel posto in cui fu rinvenuto il corpo dell’addetto ai forni. Per il momento la Procura di Brescia ha aperto un’inchiesta per istigazione al suicidio, non escludendo ovviamente che il reato potrebbe essere cambiato in futuro in omicidio. Intanto, voci non confermate, sostengono che due persone sono state indagate per la sparizione di Bozzoli.

La scomparsa del titolare e la morte del suo operaio sono dunque legate? Ne sono convinti i parenti di Beppe Ghirardini. Continuano le sorelle dell’uomo: «Come già detto, chi ha ucciso nostro fratello lo ha fatto perché era convinto che potesse aver notato qualcosa la sera della sparizione di Bozzoli. Ma lui, pensiamo noi, non è stato testimone di nulla. Beppe era molto dispiaciuto per la scomparsa del suo datore di lavoro, era preoccupato, ma non per sé. Lo dimostra la conversazione che ebbe con una di noi dopo la scomparsa di Bozzoli». Infatti la sorella Ernestina gli disse: «Guarda che alla ditta è successo qualcosa di brutto, è scomparso qualcuno…». Lui, evidentemente, non sapeva niente, infatti le rispose sorridendo: «Sarà l’operaio africano. Vedrai che torna, magari è andato a schiacciare un riposino». Insomma, Beppe aveva preso la notizia alla leggera.

Quando poi fu sentito la prima volta dai carabinieri, disse chiaramente di non aver visto nulla. Continuano le sorelle di Ghirardini: «Secondo noi chi ha fatto sparire Bozzoli non era tanto sicuro che Beppe non sapesse e perciò l’ha eliminato. Abbiamo, comunque, molta fiducia in chi indaga e sappiamo che alla fine la verità verrà fuori». Dunque Ernestina, Giulia, Giacomina e Pasqualina sono della stessa idea della ex moglie di Ghirar- dini, Antonia Rosi Rodriguez, brasiliana. La donna si è rivolta all’avvocato Marino Colosio per sapere la verità sulla morte del suo ex marito. Chiarisce il legale: «Stiamo organizzando un incontro con la famiglia Ghirar- dini. Lavoreremo insieme per la verità e nell’interesse del piccolo Lorenzo, il figlio di Beppe». In realtà tra l’ex moglie di Giuseppe Ghirardini e le sue sorelle i rapporti si erano raffreddati dopo la separazione. Le sue sorelle erano rimaste deluse dalla decisione della donna di tornare in Brasile e di portare con sé il piccolo Lorenzo, togliendolo all’affetto del padre e della famiglia paterna. Ma la morte inspiegabile di Beppe ha riavvicinato tutti.

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