Christian di Danimarca: Terrore in mare

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Questione di attimi: le acque si muovono improvvise, il corpo scivola dalla tavola da surf, il piede rimane impigliato nel cordino che si lega alla caviglia per non far scappar via la tavola quando si cade. Un incidente che sembra da niente, se non si conosce la pericolosità delle correnti. Per fortuna le guardie costiere del posto sanno bene quali rischi si agitino in quelle acque. «Lo abbiamo salvato prima che la situazione diventasse fatale, difficilmente sarebbe riuscito a cavarsela da solo».

Già, se il bagnino Nick Malcom non si fosse tuffato immediatamente, se con bracciate vigorose non si fosse precipitato verso quel bambino che si muoveva scomposto, a quest’ora probabilmente una famiglia starebbe piangendo la sua tragedia. Anzi un intero Paese piangerebbe, giacché il ragazzino in questione, temerario ma inesperto, non è uno qualunque, ma l’erede al trono di Danimarca, Christian, primogenito del principe Frederik. Che, evidentemente, ha ereditato dal padre, soprannominato il principe “turbo” per la sua passione per i bolidi e gli sport estremi, un certo sprezzo del pericolo.

Christian, in vacanza con i genitori e i tre fratellini nel Queensland, Australia, terra natia di mamma Mary, si era di poco allontanato dal resto del gruppo, intento a giocare vicino alla riva. Forse un soffio fuori dal perimetro di sicurezza segnalato dalle boe, non troppo però, poiché solo vedendo l’intervento di Malcom Frederik e la moglie si sono resi conto della gravità della situazione nella quale si era cacciato il figlio, causata da repentine e imprevedibili correnti affatto insolite in quel tratto di costa, non a caso celebre tra i surfisti proprio per i cavalloni da scalare. Uno spavento incredibile, che non ha tuttavia modificato i piani dei principi.

I quali si sono ripresentati in spiaggia il giorno seguente dilungandosi con le guardie costiere per i dovuti ringraziamenti, per poi volare in Tasmania dove vivono i genitori di Mary. Un Natale lontano dalla corte di Copenaghen dettato anche dal desiderio di zittire le voci che negli ultimi mesi davano la contessa di Monpezat in rotta con la sua famiglia, colpa di una serie di post estremamente polemici nei suoi confronti apparsi sui profili Facebook del padre e dei fratelli, ufficialmente motivati come l’attacco di un hacker desideroso di creare scompiglio ai Glucksburg ma alla base dei quali, sostengono alcuni intimi, ci sarebbero effettivi e recenti malintesi dovuti alla lontananza non solo geografica di Mary, la cui agenda è dettata da un rigido protocollo.

Se davvero ci furono frizioni, sai mai che il pericolo scampato non riavvicini il clan. Nel nome di Christian, che se fosse scomparso nell’oceano avrebbe sconvolto pure la linea dinastica lasciando la corona alla sorella Isabella. L’ultimo erede al trono di una monarchia europea morto prima di diventare re fu, nel 1947, Gustavo Adolfo di Svezia, il padre dell’attuale sovrano Carlo XVI Gustavo. Per risalire a un minore, tuttavia, bisogna tornare al 1869, quando Leopoldo figlio di Leopoldo II del Belgio cadde in uno stagno durante il decimo anno di vita. Una doppia coincidenza con un epilogo fortunatamente diverso.

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