Ciclista travolto e ucciso a Roma: pirata 17enne si costituisce torna in libertà e viene affidato alla famiglia

L. C., di 17 anni, queste le iniziali, è indiziato d’aver travolto ed ucciso un ciclista a Roma, nella borgata Finocchio. Ricercato in tutta Italia, ed oramai sentitosi braccato, il giovane si è costituito a Treviso presso la caserma dei carabinieri.

Il giovane che, in accordo con quanto riportato da IlMessaggero.it, anche in passato sarebbe stato trovato a guidare senza patente, è stato prima arrestato e poi, sempre a Treviso, è stato affidato alla custodia da parte dei genitori. In base alle ricostruzioni il pirata della strada 19enne, un rom sinti di etnia slava, era alla guida di un’auto nera, una Honda Jazz, intestata ad un probabile prestanome in quanto corrispondente ad una società campana intestataria di ben 500 veicoli.

Il giovane ha ucciso e travolto un benzinaio di 52 anni, Luciano Zarlenga, verso le ore 16,30 di giovedì scorso nella Capitale e precisamente in via Fontana Candida. Il povero benzinaio è stato ucciso mentre era in sella alla sua bicicletta a pochi metri dalla traversa che gli avrebbe permesso di tornare a casa. Ed invece il 17-enne ha investito Luciano Zarlenga e, anziché prestare soccorso, è fuggito via a tutta velocità.

‘È aumentata in maniera preoccupante la mortalità nei centri abitati, vulnerabili soprattutto pedoni e ciclisti’, hanno purtroppo fatto presente recentemente, lanciando contestualmente un segnale dall’allarme, l’Aci e Ania. Ed il tutto aspettando che il Ddl sull’omicidio stradale diventi legge dello Stato italiano dopo che già al riguardo è stato fatto un passo avanti con il via libera da parte della Camera lo scorso 28 ottobre.

DOPO UNA FUGA durata ventiquattro ore, braccato da venti pattuglie di polizia della Capitale, ha infine deciso di costituirsi alla caserma dei carabinieri di Treviso. Così è terminata la ricerca del 17en- ne pirata della strada che giovedì pomeriggio ha travolto e ucciso un ciclista di 52 anni nella periferia Est di Roma, in via di Fontana Candida, nella borgata Finocchio. Il ragazzo,
un nomade sinti originario del trevigiano, era fuggito subito dopo l’impatto senza prestare alcun soccorso alla vittima, Luigi Zarlenga, benzinaio di Frascati con la passione per il ciclismo. Poi aveva abbandonato l’auto nella vicina campagna per far perdere le proprie tracce.

I vigili urbani, grazie a due testimoni, avevano subito identificato l’omicida risalendo al proprietario dell’auto, una Honda Jazz nera, e subito era partita la caccia all’uomo: gli investigatori avevano interrogato tutti i parenti del ragazzo fino a che non si è consegnato alle forze dell’ordine di Treviso, dove probabilmente era stato accompagnato, insieme al suo avvocato. R.L., padre di un bambino, con un precedente per guida senza patente, è accusato di omicidio colposo e omissione di soccorso.

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