Cocoricò riapre dopo 4 mesi: 68 telecamere ed ingresso vietato ai minorenni, subito un arresto

Dopo quattro mesi di chiusura nello scorso weekend il Cocoricò, nota discoteca di Riccione, ha riaperto i battenti con nuove regole e con misure di sicurezza ancora più stringenti. E questo dopo che la questura impose la chiusura del locale a seguito della morte di un giovane di 16 anni per overdose di ecstasy.

E così al Cocoricò si entra con il documento di identità alla mano in quanto l’ingresso è vietato ai minorenni; chi non ha un documento di identità valido resta fuori in quanto il personale all’ingresso del Cocoricò non accetta documenti ed attestazioni alternative come ad esempio la tessera sanitaria o il tesserino universitario.

Un’altra novità è rappresentata dal fatto che si può entrare e chiaramente uscire dal Cocoricò, ma al rientro occorre di nuovo pagare per intero il prezzo del biglietto. In altre parole al Cocoricò l’uscita ed il rientro non sono più liberi attraverso il cosiddetto sistema del timbro che è stato abolito. Trattasi di una scelta fatta dal locale per evitare il cosiddetto ‘nomadismo‘, ovverosia l’uscita dal locale per bere o per far uso di stupefacenti e poi rientrare.

E considerando che ci sono telecamere ovunque, e che i parcheggi oltre che transennati sono illuminati a giorno, rigare dritto è l’unica soluzione per evitare guai. Non a caso un 30-enne di Foggia è stato fermato dai Carabinieri mentre, all’uscita dal locale, cercava di sbarazzarsi di cinque dosi di cocaina. ‘Come abbiamo sempre fatto, cerchiamo di rendere il divertimento sicuro‘, ha dichiarato il direttore del locale Mauro Bianchi aggiungendo che ‘non è un Cocoricò blindato, ma controllato’.

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