Commissione Ue boccia l’Italia, no al reserve charge

La Commissione Unione Europea ha comunicato al Consiglio che si oppone alla richiesta italiana di deroga per estendere la reserve chargè dell’Iva alla grande distribuzione perchè non è in linea con l’articolo 395 della direttiva sull’Iva. Dunque la Commissione europea ha detto no al reverse charge una misura che vale circa 700 milioni nel bilancio. In una dichiarazione della portavoce della Commissione Ue per i servizi finanziari, ovvero Vanessa Mock, si legge:

”La Commissione ha adottato una comunicazione indirizzata al Consiglio che rigetta la richiesta italiana di una deroga (alla normativa Ue sull’IVA) per introdurre il reverse charge per le forniture alla grande distribuzione”.Secondo la Commissione, “non c’è prova sufficiente che la misura richiesta contribuirebbe a combattere le frodi. Ed è inoltre dell’opinione che tale misura implicherebbe elevati rischi di spostamento delle frodi al settore del commercio al dettaglio e ad altri Stati”.

“Per la Commissione non c’è prova sufficiente che la misura richiesta contribuirebbe a combattere le frodi. Ed è inoltre dell’opinione che tale misura implicherebbe elevati rischi di spostamento delle frodi al settore del commercio al dettaglio e ad altri Stati”,

ha aggiunto Vanessa Mock. Sulla vicenda è anche intervenuto il Premier Matteo Renzi il quale nel corso del programma Bersaglio Mobile su La7, ha dichiarato:

«La clausola di salvaguardia non scatterà in nessun caso“.Il Premier non è assolutamente d’accordo con la posizione Ue.«Sui 728 milioni sono molto tranquillo anche perchè sono una misura che pesa su un bilancio di 728 miliardi… Non ci sarà nessun problema, stiamo ragionando dove prenderli», ha aggiunto il Premier.  

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